mercoledì 4 dicembre 2013

Controindicazioni

Torno a casa dal lavoro con le palle girate per questioni extralavorative. Io e quelle questioni viviamo insieme dal 1979. Mangio cibo riscaldato che fa vomitare. Il pane fresco fa schifo anche quello. Il caffè ricevuto in regalo lo getto nel cesso. Imbevibile. Lo sportello del frigorifero non sta chiuso. Ho dei tagli sulle mani che mi fanno un male cane. Le medicine hanno degli effetti negativi che avevo dimenticato. Mi attende un giro in città fra negozi per acquistare calze pesanti, un cacciavite nuovo e verdura, frutta, alcolici, acqua, aspirina. Perderò tempo, incapace di muovermi dove c'è troppa gente. E tutti già parlano di Natale e festeggiamenti di fine anno. Le loro chiacchiere mi fanno salire il vomito. Entrerei nelle loro case e gli brucerei i regali, il presepe, l'albero, le decorazioni, i vestiti nuovi, le renne di pezza. Le tue carezze invece mi fanno stare bene. I tuoi sorrisi, le tue lacrime, i tuoi baci. E per tirarmi ancora  più su penso a una canzone e a un racconto di Thom Jones con una sorella che cercando di suicidarsi si è procurata una lobotomia. Racconto splendido. La canzone  è "Antagonista a vita" e il racconto s'intitola "Ondata di freddo".

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