martedì 3 dicembre 2013

Calze - Una casa romana racconta - Materia oscura - What It Takes to Move Forward

- Gianpiero Mughini sta antipatico a quasi tutti. A me no. Da poco è uscito il suo nuovo libro: "Una casa romana racconta". Sogno di poter entrare nella casa di Mughini.

Vincete i vostri eventuali pregiudizi e dategli un'occhiata e magari cercate anche il precedente "Addio gran secolo dei nostri vent'anni".

- La sola bellezza espressa dalle feste religiose è la possibilità che cadano di domenica escludendo la possibilità di ferie. Non è il mio caso, perché lavoro anche nei festivi. Bisognerebbe renderle facoltative queste feste. Chi ci crede potrebbe stare a casa, gli altri potrebbero lavorare. Chissà cosa accadrebbe...ovviamente starebbero tutti a casa...peccato. Poi lo so che le feste religiose sono diventate altro e bla bla bla... 

- No, non l'ho visto il Grande Fratello Pd. No, non voterò. Non me ne frega nulla di queste stupidaggini. Tornando in Italia ieri e aspettando in posta, garagista, farmacia, edicola, panettiere, ospedale mi è stato chiesto 6 volte. Si può votare Francesca Pascale? Lei mi sembra decisamente migliore di tutti quei tre messi assieme.

- Poi c'è questo documentario sul Poligono di Quirra. Guardatelo. S'intitola "Materia oscura" e gli autori sono Massimo D'Anolfi e Martina Parenti. 


- E se andrete all'Expo, sempre che ci andrete, ecco che cosa vi aspetta: "#Expo2015, veleni sotto la Via d'Acqua ma il commissario li declassa e apre i cantieri"

- Un disco:"What It Takes to Move Forward" degli Empire!Empire! (I Was a Lonely Estate) 




3 commenti:

  1. SU MUGHINI

    Questo giampierico compitino della memoria si inizia col report di una casa romana stuprata da un raid nazista. Non so come si sia realmente svolto quell'orrore - non c'ero, e nemmeno Mughetti: glie lo avranno detto o l'avrà letto da qualche parte - ma certo se l'attenzione e lo scrupolo impiegati nel riferire quella schifosa giornata sono pari a quelli sciorinati nella descrizione di alcuni fatti che mi riguardano, non c'è da batter le mani.
    Tanto per cominciare sono descritto come matto da legare, e non è portata alcuna prova a supporto; nient'altro che un'apodittica mughinata. Tutto sommato una scemenza, che ai miei occhi - i soli che contino - è servita però a inquadrare al volo il peso specifico generale.
    Quelle che qui m'importano di più, assai di più, sono alcune storicizzazioni sbagliate.
    1 - I fondatori del mensile FRIGIDAIRE furono tre: Scòzzari, Sparagna e Tamburini. Anzi, ad essere precisi, Sparagna all'inizio non fu che il vaso lacrimatorio nel quale Tamburini ed io riversammo le differenti insoddisfazioni procurateci dall'avventura di "CANNIBALE", dalla quale ormai desideravamo distanziarci in obiettivi e qualità. Sparagna acquisì il ruolo di fondatore "teorico", a dir così, solo con l'editoriale del primo numero, "Viaggiare tra le merci". E questa è una cosa che Mughini avrebbe dovuto riportare con precisione, avendola io scritta decine di volte un po' dappertutto, specie sulla rete, e avendogliela ripetuta a voce altrettante. Cioè, speravo: ora so che la dimensione delle orecchie degli asini non è in rapporto con la loro funzionalità.
    2 - Poi gli insulti, misti, come sempre succede con gli insulti, ad altri errori.
    Oltre che matto da ricovero, mi dipinge come uno che bada solo ai soldi - anche qui senza uno straccio di prova, surtout perché Mughetti non mi conosce come crede. Nel libro riferisce un episodio che gli azzanna le viscere ormai da più di dieci anni: il non essere riuscito a impossessarsi degli originali di un mio lungo racconto a fumetti, "Il Mar delle Blatte", tratto da un racconto di Landolfi. Nella sua esercitazione in classe sostiene, e sempre sosterrà sino alla morte, che al grido di "Non potrà mai permetterselo" non volli cederla a lui, e scelsi invece di darla via per quattro soldi a un altro. In realtà sono talmente innamorato delle svanziche che quella storia io LA REGALAI all'amico che per anni mi aveva ospitato e nutrito ogni volta che scendevo a Roma. Un ingente debito di riconoscenza, e pure tardivo, devo confessare. Il mio dispetto consiste nel rilevare l'inutilità assoluta delle spiegazioni che ripetutamente ho fornito a Mughetti sulla faccenda, più e più volte, con dovizia di particolari. Passammo a Bologna una giornata intera a rimembrare fasti e nefasti del'77 bolognese, io Virgilio quasi logorroico, lui Dante volonteroso. Approfittò di quell'incontro - una sorta di puntini sulle i per il libro che stava chiudendo - per chiedermi ANCORA perché secondo me quel mio fumetto "non avrebbe mai potuto permetterselo". E io, Virgilio pietoso e soccorrevole, ANCORA una volta gli sdipanai lo svolgere dei fatti. Ma lui, ora so, era un Dante studiatamente sordo. Con certi siciliani è così: se a torto o ragione ai loro occhi sei colpevole, te la devono far pagare ad ogni costo, e spesso l'arma scelta è la pubblica smerdata.
    Il problema è che funziona solo con chi è disarmato.
    Filippo Scòzzari

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  2. SU MUGHINI

    Questo giampierico compitino della memoria si inizia col report di una casa romana stuprata da un raid nazista. Non so come si sia realmente svolto quell'orrore - non c'ero, e nemmeno Mughetti: glie lo avranno detto o l'avrà letto da qualche parte - ma certo se l'attenzione e lo scrupolo impiegati nel riferire quella schifosa giornata sono pari a quelli sciorinati nella descrizione di alcuni fatti che mi riguardano, non c'è da batter le mani.
    Tanto per cominciare sono descritto come matto da legare, e non è portata alcuna prova a supporto; nient'altro che un'apodittica mughinata. Tutto sommato una scemenza, che ai miei occhi - i soli che contino - è servita però a inquadrare al volo il peso specifico generale.
    Quelle che qui m'importano di più, assai di più, sono alcune storicizzazioni sbagliate.
    1 - I fondatori del mensile FRIGIDAIRE furono tre: Scòzzari, Sparagna e Tamburini. Anzi, ad essere precisi, Sparagna all'inizio non fu che il vaso lacrimatorio nel quale Tamburini ed io riversammo le differenti insoddisfazioni procurateci dall'avventura di "CANNIBALE", dalla quale ormai desideravamo distanziarci in obiettivi e qualità. Sparagna acquisì il ruolo di fondatore "teorico", a dir così, solo con l'editoriale del primo numero, "Viaggiare tra le merci". E questa è una cosa che Mughini avrebbe dovuto riportare con precisione, avendola io scritta decine di volte un po' dappertutto, specie sulla rete, e avendogliela ripetuta a voce altrettante. Cioè, speravo: ora so che la dimensione delle orecchie degli asini non è in rapporto con la loro funzionalità.
    2 - Poi gli insulti, misti, come sempre succede con gli insulti, ad altri errori.
    Oltre che matto da ricovero, mi dipinge come uno che bada solo ai soldi - anche qui senza uno straccio di prova, surtout perché Mughetti non mi conosce come crede. Nel libro riferisce un episodio che gli azzanna le viscere ormai da più di dieci anni: il non essere riuscito a impossessarsi degli originali di un mio lungo racconto a fumetti, "Il Mar delle Blatte", tratto da un racconto di Landolfi. Nella sua esercitazione in classe sostiene, e sempre sosterrà sino alla morte, che al grido di "Non potrà mai permetterselo" non volli cederla a lui, e scelsi invece di darla via per quattro soldi a un altro. In realtà sono talmente innamorato delle svanziche che quella storia io LA REGALAI all'amico che per anni mi aveva ospitato e nutrito ogni volta che scendevo a Roma. Un ingente debito di riconoscenza, e pure tardivo, devo confessare. Il mio dispetto consiste nel rilevare l'inutilità assoluta delle spiegazioni che ripetutamente ho fornito a Mughetti sulla faccenda, più e più volte, con dovizia di particolari. Passammo a Bologna una giornata intera a rimembrare fasti e nefasti del'77 bolognese, io Virgilio quasi logorroico, lui Dante volonteroso. Approfittò di quell'incontro - una sorta di puntini sulle i per il libro che stava chiudendo - per chiedermi ANCORA perché secondo me quel mio fumetto "non avrebbe mai potuto permetterselo". E io, Virgilio pietoso e soccorrevole, ANCORA una volta gli sdipanai lo svolgere dei fatti. Ma lui, ora so, era un Dante studiatamente sordo. Con certi siciliani è così: se a torto o ragione ai loro occhi sei colpevole, te la devono far pagare ad ogni costo, e spesso l'arma scelta è la pubblica smerdata.
    Il problema è che funziona solo con chi è disarmato.
    Filippo Scòzzari

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    1. Grazie Filippo per il tuo intervento. Lo terrò presente. Grazie davvero.

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