sabato 9 novembre 2013

Trasloco (noi no, per adesso)

Il video di "Trasloco" dei Gazebo Penguins. Un giorno, forse, traslocheremo anche noi. Troveremo una casa in mezzo ai boschi e potremo stare con cani, gatti, capre, asini.

"Avremo nomi di altre persone 
sopra ai nostri campanelli 
e le telefonate a chi viveva qui 

Il nostro nome sul contratto 
sopra a quel 4+4 
e l’ansia che la novità non basti 

Sarà curioso avere a che fare 
con chi da sempre 
ha fatto a meno di noi 

Riguarderemo 
le foto dei tuoi 
quando qualcuno aveva cura di noi 
Riverniciamo tutto 
Ricomperiamo il bagno 
Ubriachi della proprietà 

Le indicazioni nelle mail 
per farti arrivare 
E la copia delle chiavi 
sopra il contatore 

Abbiamo appeso la foto dei tuoi 
in una cornice 
a guardarla il tempo 
non ci lascia in pace 

E la faccia del vicino 
al balcone 
a guardarla si capisce 
che non cambia niente"


Si sta parlando molto di Albert Camus. Il libro sotto fu un regalo straordinario. Ci sono le mie sottolineature e quelle dell'uomo che me lo regalò.


Parlavo del nuovo disco dei Vintage Violence e c'è pure un pacco natalizio. Maggiori informazioni qui.


***
Quello della paternità, della maternità, dell'avere figli o no, dell'aborto, delle terapie per avere figli e molto altro è uno degli argomenti maggiormente trattati dalle mie colleghe. Ne hanno parlato anche stamattina, con molto tatto, garbo e timidezza. Fatto sta che ieri sera una mia amica che ha idee diametralmente opposte alle mie ma alla quale sono legato profondamente mi ha girato un articolo di Elisa Calessi, cronista parlamentare di Libero, che si riferisce a una delibera del comune di Firenze molto controversa. Dibatto spesso di questi argomenti e ricordo ancora una feroce discussione che ebbi in Collegio e poi qualche anno dopo in Cooperativa dove lavorava una giovane donna integralista cattolica. L'articolo è: "Dov'è il macabro". Lo propongo perché tratta la questione con un piglio probabilmente diffente da chi frequenta questo blog e a me piace agire in questa maniera.

4 commenti:

  1. Gran bel video quello dei Gazebo Pinguing (prima di partire,mi è saltata fuori la pubblicità di una merendina che si chiama Pinguì, pensa te che aggancio al nome della band)... Il trasloco? Mi ricorda un vecchio doc di De Maria, da rivedere.

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    1. Ed è stato anche molto bella tutta l'iniziativa che ha portato alla realizzazione del video.

      Coi Pinguì ho un brutto ricordo legato a mia nonna che me li fece mangiare scaduti....gusto pessimo ma non stetti male.

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  2. Letto l'articolo della Calessi, e altri. Credo che se vivessimo in un paese "normale" tali questioni non si porrebbero. Chi è contrario ha detto, tra le altre cose, "c'è una prassi consolidata, perché istituzionalizzarla?". Fossimo, appunto, in un paese "normale" questa istituzionalizzazione non sarebbe, credo, niente di che. Ma non siamo un paese "normale", e esistono associazioni che si muovono perché sia data sepoltura a feti abortiti a dispetto della volontà dei genitori, e via dicendo. Dal loro punto di vista questa istituzionalizzazione è una sorta di vittoria. Il problema, al solito, è che viviamo tra due fazioni che vogliono sopraffare l'altra, e vogliono imporre le proprie scelte a chi non le condivide. Sembra che non si possa accettare che altri vivano i dolori e le gioie in modo diverso da noi, e si vogliono per noi i diritti e per gli altri i doveri. Mah.

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    1. Hai colto il punto. E mi preme solo ricordare che i medici obiettori di coscienza in caso di aborto ormai stanno diventando, per scelta e opportunità, la maggioranza creando spesso una serie enorme di problemi.

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