mercoledì 27 novembre 2013

Decadenza + "In Search of Blind Joe Death – The Saga of John Fahey"

Della decadenza di quell'uomo  me ne sbatto altamente. Non esulterò e non piangerò. Però questo passaggio di Piazza Pulita con Annalisa Chirico me lo sono goduto parecchio. L'attrice che parla dopo di lei è da endovena. Dovete andare più o meno a 1h e 13'. E chissà come sarà il suo libro che uscirà in primavera per Marsilio dal titolo "Siamo tutti puttane".

E poi:



In Search of Blind Joe Death – The Saga of John Fahey 

di James Cullingham (Canada, 2013 / 58') 
Il film 
Realizzato in collaborazione con The John Fahey Trust e Dean 
Blackwood della Revenant Records (la seconda delle etichette musicali 
fondate dallo stesso Fahey), In Search of Blind Joe Death – The 
Saga of John Fahey raccoglie alcune rare registrazioni, insieme a 
filmati, fotografie, brani letterari e dipinti provenienti dal ricco e 
altrimenti inaccessibile archivio di Fahey, punteggiate da brevi sequenze 
animate che evocano l'immaginario artistico del chitarrista. Il 
documentario è stato girato tra l'area di Washington Dc, dove il 
musicista è cresciuto, il Delta del Mississipi, culla del blues a cui si rifà la 
sua musica, e la foresta pluviale del fiume Columbia, presso Salem 
(Oregon), dove John Fahey ha vissuto gli ultimi 15 anni della sua vita. In 
Search of Blind Joe Death include, tra gli altri, interventi di Pete 
Townshend degli Who, Joey Burns dei Calexico, Keith Connolly della No 
Neck Blues Band, Chris Funk dei Dicembreists, Barry Hansen aka Dr. 
Demento e molti dei più vicini collaboratori e amici di Fahey, come il 
chitarrista Terry Robb, il socio d'etichetta Dean Blackwood, l'artista 
Melody Fahey (ex moglie del chitarrista) e il musicologo Rob Bowman, 
noto per essere il massimo studioso al mondo della Stax Records. 
Il musicista  
John Aloysius Fahey (1939-2001), artista d'eclettismo neo- 
rinascimentale, è stato uno dei chitarristi, compositori e provocatori più 
influenti del secolo. Fine sperimentatore di forme, musicologo, pittore, 
scrittore di fiction e autore di un fondamentale studio monografico sul 
bluesman Charley Patton, John Fahey è noto come “il padre 
dell'American Primitive Guitar” ed è considerato unanimemente come 
una delle maggiori figure del folk americano. La sua produzione, che per 
prima teorizza in modo compiuto la tecnica chitarristica detta 
“fingerpicking”, trascende le originarie influenze Delta blues per 
combinare il bluegrass degli Appalachi al jazz di New Orleans, in un 
complesso dialogo musicale in cui si intrecciano sonorità brasiliane, 
classiche, indiane a musica concreta, tape recordings, timbri gotici e 
industriali. Dopo aver aperto la strada a molte etichette musicali 
indipendenti fondando prima la Takoma Records e poi la Revenant 
Records, negli ultimi anni si è avvicinato infine alla chitarra elettrica, 
stringendo alcune collaborazioni di rilievo con suoi ammiratori della 
scena avant-rock statunitense come Jim O'Rourke e i Sonic Youth. 
Il regista  
Educatore, documentarista, scrittore e programmatore televisivo, 
James Cullingham (Toronto, 1954) è professore di giornalismo al 
Seneca College di Toronto, ha scritto per i maggiori quotidiani e 
periodici canadesi e ha lavorato come produttore esecutivo per la Cbc 
(Canadian Broadcasting Corporation). Nel 1995 realizza Duncan 
Campbell Scott: The Poet and the Indians, un documentario biografico 
sulla figura dello scrittore e politico canadese Campbell Scott, poeta 
sperimentale e studioso della cultura degli Indiani d'America (fu per 
molti anni funzionario governativo del Dipartimento degli Affari 
Indiani). Nel 2003 Cullingham collabora a Festival Express, un 
documentario sul tour canadese del 1970 di Janis Joplin, Grateful Dead 
e Bob Dylan, presentato con successo di critica e pubblico al Toronto 
Film Festival, mentre nel 2005 realizza il documentario Lessons in Fear, 
sulle condizioni delle scuole di israeliani e palestinesi. Nel 2007 ha 
prodotto con la sua Tamarack Productions Dishonour Defied di Azra 
Rashid, un documentario sull'attivista pakistano Mukhtar Mai, premiato 
al di Houston (specializzato in produzioni 
indipendenti).    

2 commenti:

  1. la chirico la cestinerei di gran corsa.....l'attrice-blogger: promossa!!

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    1. Io invece la vedo in maniera esattamente contraria...e pensa che da Annalisa sono distantissimo su molte questioni...

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