domenica 6 ottobre 2013

Dalia Nera (James Ellroy) + Dieci dicembre (George Saunders)

Proseguo nella mia lettura/rilettura dell'opera omnia di James Ellroy. Stanotte ho ho finito per l'ennesima volta "Dalia Nera". Rilettura preceduta dalla rivisione del film girato da Brian De Palma. E sempre gli stessi passaggi che mi fanno male. Sono straconvinto che una persona che non vive di ossessioni, di dolori atroci, di incubi spaventosi, di insonnia, di bassifondi, di prostitute, di stomaco a pezzi, di sensi di colpa, di tradimenti, di ferite, di alcool, di missioni suicide da portare a termine non potrà mai capire appieno la portata di questo (e non solo) romanzo dello scrittore statunitense.


E finalmente arriva un libro da me tanto atteso:


(Torno a casa dal lavoro. Apro Repubblica. Trovo una frase del cazzo che dice "Ora vi spiego come il buon vino salverà l'Italia". Una vera e propria stronzata da attribuire (seppur lancio pubblicitario) a uno di quei fantomatici salvatori dell'Italia che raccolgono tanti consensi a destra e a sinistra. Quando lo incrocio in tv mi sale la bile. Spero di non incontrarlo per strada)

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