martedì 15 ottobre 2013

Cane che corre

In generale non stravedo per Don DeLillo. Alcuni romanzi mi piacciono davvero tanto, altri molto meno. Ho riletto in questi giorni "Cane che corre" nell'edizione Tullio Pironti, con una bellissima dedica che risale al maggio 2000. Avevo 21 anni e sembra passato un secolo. Anche questa volta il romanzo mi ha soddisfatto a metà ma quando l'autore statunitense scrive di deserto mi lascia sempre senza parole. E molto bello è anche DeLillo come risolve la vicenda del filmato girato nel bunker hitleriano a Berlino. Il resto invece l'ho ritrovato molto debole.


(...Respingente il ricorso al feticcio della legalità...) 

2 commenti:

  1. Ho anche io la stessa edizione (e pure I nomi edito da Pironti) e come te alcune parti le ho trovate davvero belle, ma in definitiva un po' così. Sarà che lo lessi subito dopo aver letto, appunto, I nomi, che mi piacque enormemente...

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    1. Sì, molto più bello I nomi. E' che certe volte DeLillo mi sembra troppo rigido. Ci sono altri suoi libri che non mi piacciono. Però per esempio stravedo per "Body Art" e anche Eva.

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