venerdì 27 settembre 2013

The Big Nowhere

Leggo tantissimo. Leggo con la mente in fiamme. Mescolo saggi, fumetti, romanzi, poesie, pagine bianche. Rileggo e correggo pagine che ho scritto.



Sto leggendo tutte le opere di James Ellroy. "The Big Nowhere"/ "Il grande nulla" è il secondo capitolo della quadrilogia di Los Angeles e arriva dopo quel capolavoro che è "Dalia Nera". Ed è un romanzo che fa male, tanto male. Un male cane. Ellroy è una vera e propria bestia feroce che ti scava dentro allo stomaco. Te lo fa a pezzi lo stomaco. Ti trovi a giocare con le tue viscere e con il sangue. A giocare con il tuo intestino, il tuo stomaco, il tuo cazzo, la tua merda. Adoro quando i libri mi portano a spasso e mi fanno a pezzi e magari mi fanno anche litigare per poterlo leggere. "The Big Nowhere" mi ha costretto a litigare per leggerlo. Per trovare il tempo per leggerlo mi sono sgolato e mi sono riempito di sensi di colpa. Tempo da sottrarre al cibo, al sonno, al riposo, alle discussioni. Senso di colpa che diventa ulcera e urgenza alcolica. E chissenefrega. Quando stai male e leggi questi libri puoi solo stare peggio. Ecco, oggi sto peggio di ieri. E va bene così. Perché stare peggio è come stare meglio. La vita è una merda. Sempre.

E questo sotto è uno di quelli che mi aiuta a non crollare. Michel Houellebecq. Le sue pagine. Sempre.


Musica da viaggio e colonna:


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