mercoledì 4 settembre 2013

Delicatezza


- La delicatezza, la gentilezza, la cortesia, l'educazione di alcune persone mi scava nel cuore. 

- Succede che dopo un colloquio bello tosto in ospedale due persone dirette a casa si fermino, senza nemmeno accorgersene, in un Libraccio e acquistino libri già letti, mai letti, persi, sconosciuti. Acquisti compulsivi che non risolvono nulla ma in un modo o nell'altro aiutano ad andare oltre, per quel che si può. Titoli trovati: "Assassinio nella cattedrale" di T.S.Eliot (Bur), "Picanalisi e filosofia. Il Male. Ventisette lezioni" di Alberto Zino (Edizioni ETS), "Dopo l'11 settembre. Potere e terrore" di Noam Chomsky (Marco Tropea Editore), "Niente resurrezioni, per favore" di Fred Uhlman (Tea Due), "Il vendicatore" di Thomas De Quincey (Passigli Editori), "Il tulipano nero" di Alexandre Dumas ((Newton & Compton), "Paradiso perduto" di Henry Miller (Mondadori), "Discorsi. Sulle scienze e sulle arti. Sull'origine della disuguaglianza fra gli uomini" di Jean-Jacques Rousseau (Bur), "Il senso della vita" di Alfred Adler (Newton & Compton), "La figlia del capitano" di Aleksandr Puskin (Crescere Edizioni), "Il grande nulla" di James Ellroy (Mondadori), "Le avventure di Jimmy Corrigan. Il ragazzo più in gamba sulla terra" di Chris Ware (Mondadori). L'avversione per le librerie persiste, per chi lavora nelle librerie aumenta a dismisura. Non parlo con nessuno, non sorrido, non rispondo alle domande, alle offerte, tengo gli occhi bassi alla cassa e non saluto nemmeno. 

- Succede anche che in tre giorni ho riletto "Buio a mezzogiorno" di Arthur Koestler e ho pensato alla persona che me l'ha regalato senza sapere che io l'avessi già letto, l'avessi perso e l'avessi moltoapprezzato. Quella persona sta accanto a mia sorella ed è una gran bella persona.

- Succede poi anche che sento parlare e leggo di guerra e bombardamenti imminenti per una guerra civile che si combatte da tempo. Succede che non ne posso più di quei pacifisti che s'incazzano e prendono posizione solo se l'Occidente decide di bombardare questo o quell'altro Paese. Non mi ritengo un pacifista (non sto certo con questa guerra e con tutte le altre dichiarate in questi anni) ma coi pacifisti seri mi sono sempre trovato a mio agio, pur discutendo, litigando, sorridendo, e carissimi amici miei lo sono. Gli altri sono solo dei, scusate la parola, rottinculo pacifisti radical chic di sinistra e aggiungerei anche di merda che non sanno bene cosa significhi essere pacifisti e in fin dei conti se ne sbattono di tutto. Non che si debba per forza essere pacifisti, tutt'altro, ma l'ipocrisia è particolarmente fastidiosa. 

- E visto che si parla di guerra:

Alice In Chains - Rooster

- E per finire un film, fuori concorso a Venezia, sulle Femen che m'interesserebbe vedere.


Il film è questo: "UKRAINA NE BORDEL (UKRAINE IS NOT A BROTHEL) [PROIEZIONI SPECIALI] - KITTY GREEN" e ne scrive Boris Sollazzo: "Venezia, delude Amelio  Viva le Femen!"

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