venerdì 9 agosto 2013

"Se la torre è dovunque e il cavaliere liberatore non è a prova del suo incantesimo, cosa resta?" (T. P.)

Intorno a mia madre si muovono: le prealpi lecchesi, il lago, l'Adda, le poiane, l'ennesima rilettura de "L'incanto del Lotto 49", un'infermiera con l'apparecchio dentale, la parola "sofisticata", monoblocchi di pasta al pesto, i ciuffi biondi di mia sorella, le definizioni "famiglia strana" e "....", camicie stirate e lavate a 2 euro a capo, i controlli alla frontiera, insalata e pomodori, un articolo su Tel Aviv, stazioni ferroviarie che sembrano uscite da "The Dead Walking", vestiti da buttare, i pregiudizi che crollano, macchinette del caffè, "Impasses", salette d'attesa, birre a 0,55 franchi, la fine del Ramadan, riviste femminili, schede telefoniche, una donna che mi siede accanto e mi dice "Io so chi sei" e mi offre un opuscolo dei Testimoni di Geova, un dottore che mi riconosce a distanza di anni e mi chiede come sto e se ho risolto i miei problemi, io che lo guardo, lui che mi guarda, io che me ne vado, lui che se ne va.

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