martedì 27 agosto 2013

"Schizzo di me stesso" - Emanuel Carnevali

"Posso sempre tornare alla parte di me che mi fa da rifugio
e stare lì tranquillo, come una noce nel guscio,
senza né felicità né infelicità.

Vado solitario come una roccia che si erga
nuda e sola in un campo dove l'erba gioca.
Vado, solitario come un'orchidea in un bosco
e i miei passi, che nessuno ostacola,
suonano grati al mio orecchio.

Sono una nera caverna, dove una candela
getta grottesche ombre sulle pareti.
Sono una stanza chiusa in cui si odono
deboli, lugubri passi.

Vado, solitario come un cavaliere che ha scordato
la sua dama.
Brandisco la gentilezza con arroganza
e l'arroganza con gentilezza.

Sono così scopertamente vanitoso
che il mio indirizzo su una lettera
mi fa piacere.

Sono così scopertamente egoista che
quando qualcuno moriva all'ospedale
pensavo al disagio che la sua morte stava per darmi
e ne ero furioso.
Sono così ferocemente egoista
che, mentre un mio amico moriva,
pensai subito alle cinque lire che gli dovevo
e non gli avrei restituito più." (Luglio, 1928)

Canzone scontata.

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