mercoledì 28 agosto 2013

"I mastini di Dallas" di Peter Gent (66than2nd)


Ho avuto la fortuna di leggere questo romanzo che esce il 29 agosto forsi quasi un mese e mezzo fa e credetemi, è una vera e propria bomba. Anche se non apprezzate o non sapete nulla del football americano, una volta cominciato "I mastini di Dallas" non riuscirete più a mollarlo. Fra non molto, forse già domani, uscirà la recensione su Lankelot. Intanto vi lascio il comunicato stampa. Date un'occhiata anche al film se riuscite, anche se non vale il romanzo:

«Io sono un uomo che ha imparato che la sopravvivenza è il senso della vita, e che la paura e l’odio sono le uniche emozioni. Quello che non puoi superare con l’odio lo devi temere. E ogni giorno è sempre più difficile odiare e più facile avere paura».

Un viaggio allucinato e profetico nel cuore oscuro dello sport americano.


Texas, anni Settanta. Phil Elliot è il flanker dei North Dallas Bulls, ha le «migliori mani» della Nfl e il corpo devastato dai placcaggi. Ogni mattina si sveglia con le narici piene di sangue e le giunture bloccate dall’artrite, ma pur di scendere in campo è disposto a imbottirsi di codeina e fabbricarsi protezioni più leggere della norma, in modo da recuperare un po’ di velocità. Un atleta professionista, d’altra parte, vive per questo: le scariche di adrenalina, il boato assordante degli stadi, uno schema eseguito a memoria – le poche certezze che restano quando hai perso fiducia nel collettivo e nel senso stesso del gioco. Ma a che serve il successo di squadra se l’individuo non sopravvive per condividerlo?

Peter Gent (1942-2011) è stato un campione di basket universitario e un flanker nei Dallas Cowboys degli anni Sessanta, quando «la difesa faceva ancora parte del gioco». La sua carriera si è conclusa prematuramente con un bilancio di due operazioni al ginocchio, varie dita e costole rotte e una serie di fratture del setto nasale. Nel 1973, dopo aver provato senza successo a rilanciarsi come commentatore tv, ha deciso di dedicarsi alla letteratura e immergersi «nell’oceano dei ricordi»: «Scrivere è l’unica cosa che mette paura quasi quanto il football» rivela Gent nella prefazione del libro.
I mastini di Dallas, il suo esordio, è stato portato sullo schermo da Ted Kotcheff e Nick Nolte, ed è considerato uno dei ritratti più fedeli del professionismo sportivo.


)))))))))))))



E sempre rimanendo negli Stati Uniti, è appena cominciata la terza stagione di Hell On Wheels. Bellissima come sempre questa serie.

Ed invece sullo schermo italiano è ricomparsa quella schifezza che è "La meglio gioventù". Me ne parlarono bene. Lo guardai. Fu solo tempo perso. Molto meglio Milagros che mi capitava di vedere quando stavo da mia nonna.

Nessun commento:

Posta un commento