mercoledì 1 maggio 2013

Bah


Yoani Sanchez è stata in questi giorni in Italia o forse lo è ancora, non lo so, è stata accolta da applausi e contestazioni. Ognuno è libero di pensare ciò che vuole di Yoani: che è una paladina della libertà, una sprovveduta, una montata, una penna raffinata, una tizia al soldo della Cia, una raccontapalle, fate voi ma ciò che mi fa sorridere amaramente è che fra chi l'attacca ci sono spesso gli stessi che non fanno che parlare del regime italiano, delle leggi liberticide, di Silvio e parentopoli ma che difendono il regime castrista o memorie passate.  Se ne potrebbe discutere all'infinito ma sorrido quando sento qualcuno che per difendere la famiglia Castro dice "Per gli standard sudamericani..." e robe del genere che sono poi speculari agli stessi discorsi che dipingono gli italiani come servi e voltagabbana geneticamente, eccetera, eccetera e che in fin dei conti sono modalità di pensiero non hanno nulla a che vedere con qualsiasi prospettiva di sinistra e soprattutto di libertà, prima di tutto di libertà individuale. Io non ci vivrei mai a Cuba, sia chiaro ma non per questo mi schiero con gli Stati Uniti. Yoani mi sta simpatica anche se spesso non la condivido ma alla fine mi sento libero di pensarla come diavolo voglio.


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