venerdì 17 maggio 2013

Anonime

Le giornate trascorrono anonime sotto il peso della pioggia. Ci si alza prestissimo, si fa colazione e si va al lavoro. Sempre più distante dagli esseri umani. Al telefono mio padre mi aggiorna sulle malattie, mia madre sui decessi. Andranno a Roma, quanto li invidio. E sorrido al pensiero che hanno comprato due rullini per la macchina fotografica che mio zio mi portò dal Giappone quando avevo 11 anni. 23 anni di vita insomma e l'hanno sempre usata loro o mia sorella. Non ha mai azzeccato un regalo mio zio ma quest'anno ha finalmente trovato le parole giuste.

Due piccoli estratti:

- "Molti anni dopo - nel 1930- Grainier vide Kootenai Bob il giorno stesso in cui morì. Quel giorno l'indiano si era ubriacato per la prima volta in vita sua. Alcuni mandriani venuti dalla British Columbia, oltre il confine, erano riusciti a farlo bere preparandogli una caraffa di radler, una mistura di limonata e birra. Gli avevano detto che poteva berla impunemente, perché l'effetto del limone avrebbe annullato quello della birra, e Kootenai Bob ci aveva creduto, perché gli Stati Uniti erano entrati nel Proibizionismo da più di dieci anni, ormai, e gli abitanti del Canada, dove i liquori erano ancora ammessi, erano considerati esperti di bevande alcoliche. Grainier trovò il vecchio Bob seduto su una panchina davanti all'albergo di Meadow Creek, verso sera, con una pentola da otto litri stretta tra le gambe, piena di birra - che l'indiano leccava come un cane assetato. Aveva gozzovigliato per tutto il pomeriggio, si era pisciato addoo diverse volte e non era più in grado di parlare. A un certo punto dopo il tramonto si allontanò e riuscì a camminare per un paio di chilometri lungo i binari, poi perse i sensi sopra le traversine e venne travolto da una serie di treni. Gliene passarono sopra quattro o cinque, finché, nel tardo pomeriggio del giorno dopo, la grande quantità di corvi che volteggiava sopra i binari spinse qualcuno a indagare. A quel punto Kootenai Bob era sparpagliato per mezzo chilometro lungo la ferrovia. Nei giorni successivi la sua gente perlustrò la striscia di terreno sterile di fianco ai binari, cercando tutti i brandelli di carne, ossa e stoffa sfuggiti ai corvi e raccogliendoli in sacchetti di cuoio dai bei colori vivaci, che poi portarono da qualche parte per seppellirli con un'adeguata cerimonia." (Denis Johnson, Train Dreams, pp. 57-58)

- "Secondo Paine tutti i titoli e gli onori ereditari non erano altro che una sovrapposizione umana sulla naturale eguaglianza e sui naturali diritti dell'umanità. "Ho sempre considerato la monarchia una cosa ridicola e spregevole", scrisse. "La paragono a qualcosa tenuta celata dietro una tenda, di cui si fa un gran parlare e che è circondata da un'aura meravigliosa di apparente solennità, ma quando per qualche caso avviene che la tenda si apre e i presenti vedono di che si tratta, tutti scoppiano a ridere" (Frank Baum avrebbe un giorno raggiunto fama imperitura riformulando questa intuizione per i bambini e intitolando il risultato "Il mago di Oz") (Christopher Hitchens, "Thomas Paine, I diritti dell'uomo. Una biografia.", pag. 89)

E risfogliando i libri di Paine così per caso è impossibile non notare la pochezza dei dibattiti che tengo banco in questi mesi. Non mi appassiona nulla di quanto vedo e leggo sui giornali, è ben altro ad appassionarmi e a tenere viva la mia speranza che le cose possano cambiare.

2 commenti:

  1. Ieri sera un bel concerto, e così ti lascio una canzone ascoltata ieri sera, in versione un po' diversa. Sotto il video c'è il testo, e se vedi come inizia capisci come mai...(-:
    http://www.youtube.com/watch?v=PrqCNnLVr5c

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    1. ah ah ah ah

      prima o poi qualcuno dei Medici si risveglierà come nel film La Mummia e verrà a cercarmi.

      :)

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