lunedì 22 aprile 2013

Never Let Me Go



Un romanzo e poi un film potentissimi nel raccontare una storia d'amore in un mondo dove gli esseri umani hanno creato dei cloni in grado di fornire ricambi al momento opportuno. Mi mancava il fiato mentre leggevo e gli occhi si riempivano di lacrime. La scelta di escludere qualsivoglia ipotesi di fuga e ribellione è perfetta e controcorrente ed è forse il motivo per cui non riuscivo più a staccarmi da quelle pagine. Impossibile non riflettere su ciò che potrebbe accadere fra qualche anno e se esista un confine da superare oppure no. Temo che in futuro gli essere umani vorranno superare questo limite anche se in parte l'hanno già oltrepassato. Ishiguro va oltre perché descrive come gli esseri umani temano che questi cloni abbiano un'anima (come si forma quest'anima è descritto nel libro e io sono abbastanza d'accord), che siano dotati di un'identità propria e di come ogni tentativo per "umanizzarli" sia pericoloso. Molto meglio avere a che fare con dei corpi da cui estrarre ciò di cui abbiamo bisogno piuttosto che un ragazzino che ama, canta, disegna, sogna, fa sesso come noi. Terribile è il grado di accettazione di questi cloni, perché la loro vita è vista in funzione di un "dono", la loro vita è la salvezza di qualcun altro. Fino a che punto questa vita ha un senso? Questa è vita?
Ieri notte in un programma tv per giovani parlavano di disabilità, un tema che mi sta molto a cuore avendo lavorato per anni insieme ai disabili ed essendo ancora socio di una cooperativa sociale che si occupa di persone in difficola. Tutto bene in trasmissione, diversità di opinioni, le solite cose ma tutto è diventato più complesso e controverso quando una madre portatrice di una malattia degenerativa ha confessato che nel caso fosse rimasta incinta di un figlio affetto da quella malattia avrebbe abortito. I ragazzi in studio sono scattati di collera, altri hanno mostrato comprensione per quella donna in difficoltà. Chi era contro quella scelta rammentava che ogni vita merita di essere vissuta. Altri invece parlavano di dignità della vita e lì non ci si accordava più. 
Spenta la televisione non sono più riuscito a dormire e allora ho cominciato a pensare al romanzo di Ishiguro.
La tematica del romanzo e quella della trasmissione sono intrecciate e non esistono delle risposte certe a queste domande, ognuno può trovare le sue oppure non le troverà mai o forse  le cambierà a seconda delle circostanze.
Qualche anno fa mio padre fu trasportato in fin di vita al pronto soccorso e quando arrivai all'ospedale trovai in sala d'aspetto altre quattro famiglie come la mia, era un giorno maledetto quello. C'erano due ragazzini che stavano per perdere la vita in seguito a un incidente e una giovane moglie che gridava perché suo marito era in lista d'attesa da mesi per un trapianto e lui stava morendo. Si lamentava disperata con i medici e le infermiere di quella situazione mentre a dieci metri da lei  la madre di uno dei due ragazzini la osservava impaurita. Io studiavo la scena con le mani sporche del sangue di mio padre che lavai solo ore dopo quando un'infermiera me lo fece notare e fui assalito da un'angoscia così forte che corsi fuori per respirare aria fredda e lasciando sola per qualche minuto mia madre che non s'accorse comunque di nulla tanto era confusa. 
Ho ripensato anche a quel momento ed è esploso il mal di stomaco.
Non ho mai voluto sapere se quell'uomo trovò l'organo e se quei ragazzini si salvarono, non so nemmeno se capii veramente come stavano le cose, eppure gli occhi di quella madre rivelavano tutto il suo terrore.
Ecco, uno che è sincero con se stesso ma veramente sincero, spietatamente sincero, sa che c'è un momento che vorrebbe che esistesse qualcosa di simile a ciò che racconta Ishiguro, che esistesse insomma qualcuno in grado di donare quell'organo giusto, quelle fibre ancora nuove e quando stamattina l'ho pensato mi sono sentito ancora più sporco di quanto già non mi sentissi prima. 
Si potrebbe anche aprire il discorso sperimentazioni, vivisezione, ricerca scientifica, eutanasia, suicidio assistito, fecondazione ma la situazione si farebbe ancora più complessa e i dubbi aumenterebbero a dismisura e diffido sempre di chi ha la verità in tasca su queste questioni così come su tutte le altre.


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