venerdì 8 marzo 2013

Pacatezza



Lo so dai...l'inutilità delle commemorazioni, perchè un giorno solo?, eccetera, eccetera, eccetera (mi piacerebbe trovare un libro che spieghi la relazione fra feste/commemorazioni ed essere umano) però ecco in un giorno come l'8 marzo io non posso che pensare alle mie due nonne. Furono due donne straordinarie (una del 1902 e l'altra del 1924), libere, ribelli, mai soggiogate e se penso a loro penso anche ai miei due nonni(uno del 1897 e l'altro del 1918) e alla loro freschezza, alla loro semplicissima e schietta modernità e rifletto sulll'orizzontalità di queste due relazioni che stupivano gli altri parenti o i vicini di casa. La mia nonna materna che poteva muoversi liberamente, prendere un treno e andare lontano dai suoi parenti e fermarsi a dormire da loro per una, due settimane, lei che si metteva i pantaloni e teneva sempre la porta aperta alle persone in difficoltà e poi la mia nonna paterna con la sigaretta in bocca, truccata, che quando c'era ancora l'albergo magari stava alzata fino a notte fonda a giocare a carte con gli uomini e che diceva le parolacce e che teneva sempre al fresco delle birre e del vino per me e i miei amici, sbattendosene altamente di come fossero vestite le mie amiche.

E allora oggi penso a loro e poi penso a tutte le detenute nelle carceri italiane e del resto del mondo e in particolare a tre di queste detenute, a loro va un grande abbraccio di libertà che sa di mimosa e pioggia battente.

2 commenti:

  1. Grazie per la memoria condivisa e perchè sei riuscita a ridonare lo straordinario del quotidiano delle fantastiche nonne.

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    1. Di nulla, nonne fantastiche e la donna in foto è Emma Goldman, così, magari qualcuno se lo sta chiedendo.

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