sabato 16 febbraio 2013

Succhio

Andre aveva un'amico che tutti lo chiamavano Succhio perché quando fumava succhiava il filtro riducendolo in poltiglia. Sin da quando era all'asilo Succhio sognava di diventare un astronauta ma al primo anno di istituto professionale ci mise pochissimo a capire che l'unico universo che avrebbe visto nella sua vita sarebbe stato quello di una fabbrica metalmeccanica o peggio ancora della tessitura dova lavorava quella stronza di sua madre. Allora Succhio ruppe gli argini e cominciò a fare sogni catastrofici, a disegnare strisce a fumetti con storie di epidemie e umanità al collasso, a riempire le pareti di casa e dei palazzi abbandonati in paesaggi in fiamme o travolti da olocausti nucleari. Niente di rassicurante ma i disegni, le forme, il tratto, la disposizione degli elementi nello spazio avevano qualcosa che ti restava dentro, forse perchè i personaggi avevano facce conosciute o forse perchè tutto era così dannatamente credibile da rovinarti il sonno quanto tornavi a casa. Finite le scuole Andre perse di vista Succhio e quando si rivedevano la vodka, le canne e gli acidi avevano trasformato il futuro di Succhio in un presente paranoico e aggressivo tale e quale a quello in cui viveva Andre. Stare assieme avrebbe significato la morte sicura e la rovina di molte delle persone che stavano loro vicini. A 28 anni Succhio si rasò i capelli, stracciò la carta d'identità, si riempì il corpo di tatuaggi e si rifugiò in una baita fra le montagne ad allevare capre, leggere romanzi di fantascienza, le avventure di Thomas Pynchon e a studiare il cielo in cerca di corpi celesti e astronavi spaziali. Ieri Andre ha pensato a Succhio quando ha visto in tv le immagini del meteorite e dei disastri che ha causato in Russia e allora Andre ha preso carta e penna e gli ha scritto una lunghissima lettera con una cartolina della città dove adesso vive. Succhio non risponderà.


2 commenti:

  1. Chissa magari ti risponde.....

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    1. (diciamo che Succhio non esiste ma che è anche una dedica a una persona a cui ho voluto e voglio ancora tanto bene)

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