mercoledì 30 gennaio 2013

Wonder When You'll Miss Me


Sfoglio libri a caso e in una vecchia raccolta (Burned Children Of America) ritrovo il racconto su Faith scritto da Amanda Davis, scrittrice statunitense talentuosissima morta nel 2003 in un incidente aereo, che mi smuove le lacrime. Più tardi mi vengono a dire che un calciatore potrebbe spostare fino a 400mila voti e scuoto la testa quando sento persone che dicono che bruciare libri rende peggiore il mondo come se con tutti quelli in circolazione e quelli che verranno non faccia già abbastanza schifo il mondo per accettare di continuare a viverci. Leggere non migliora le persone o almeno non le migliore nel senso (mai espresso chiaramente perché non ne hanno il coraggio) che questi commentatori auspicano. Non le eleva, non le rende più comprensive, attente, educate, intelligenti, moralmente migliori, non le trasporta nell'Olimpo degli Eletti. Basta guardarsi in giro per capire che è un discorso più complesso e per affrontarlo non si può sempre tirar fuori i roghi dei libri compiuti da nazisti o quelli, ora rientrati, a Timbuctù. Tanti anni fa bruciai anche io un libro, il mio primo romanzo. Su palco, mentre suonava il gruppo della mia vita. Fu un gesto liberatorio che mi fece tornare voglia di respirare. Nessuno comprese il senso di quel gesto ma come avrebbero potuto? Rimasi paralizzato quando mi sentii dare del nazista da una ragazza dell'organizzazione. Non dormii per tre giorni, col pensiero fisso in testa di uscire di notte e bruciare le case di quegli studenti medi e universitari che rappresentavano la maggioranza del pubblico. Fra di loro c'erano molti liceali o studenti iscritti a lettere e filosofia, futuri professori, recensori, musicisti, padri e madri di famiglia, politici, sindacalisti. Tutti i libri che avevano letto non li avevano messi nelle condizioni di porsi il minimo dubbio su quanto stava accadendo davanti ai loro occhi. Semplificarono, banalizzarono, inscatolarono, derisero, insultarono. Proprio per questo non dimenticherò mai chi mi stette vicino quel giorno e quelli che in silenzio o a voce, durante e dopo, mi sorrisero e abbracciarono complici magari pur non essendo del tutto d'accordo con me. Quanto tempo è passato da quella serata estiva...e intanto penso che sta per arrivare il momento di trovarci un cane e magari anche un gatto...la maggior parte degli esseri umani mi nausea e ferisce senza fare nulla. E' il mio stato mentale, lo so.

Se vi va potete leggere la mia recensione dell'antologia di racconti "Esc - Quando tutto finisce" (Hacca): 



6 commenti:

  1. in effetti un bel pò di libri di Vespa che possiede mia suocera li vedrei bene nel caminetto!

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    1. ah ah ah ah C'era mio zio berlusconiano che me li regalava sempre.

      :)

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  2. i brothers in law....pensa che i primi singoli promettevano bene molto jamc ,avevo fatto anche un post...l album mi sembra molto piu pop invece isomma :(

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    1. L'album non l'ho ancora ascoltato, questo singolo mi distente un po' e va bene così.

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  3. Andrea capisco abbastanza bene il tuo stato d'animo..
    Criticare è la cosa più facile del mondo, ma penso che è meglio essere criticati che ignorati.
    I pelosoni, e te lo dice una che la sa lunga, sono i migliori nostri amici , credimi...
    Magica serata per te!

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    1. Le critiche fanno bene, di qualunque genere siano. E' la stupidità che mi fa schifo. L'approssimazione dei ragionamenti. La scorciatoia del pensiero più semplice.

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