domenica 6 gennaio 2013

Il nostro bisogno di consolazione

Il caso ha voluto che questo pomeriggio mentre camminavo velocemente per le vie del centro di una borghesissima città del Nord che mi toglie sempre il fiato mi capitasse di ascoltare una coppia altezzosa e ignorante con Repubblica e borse d'acquisti fra le mani prendersela con tre uomini che chiedevano la carità e coi loro cani che ululavano e avessi nel mio zaino con le cerniere rotte lo splendido libro di Stig Dagerman "Il nostro bisogno di consolazione" (Iperborea) che contiene un brano intitolato: "Attenti al cane"

"Certo è deplorevole
che gente che vive di sussidi 
tenga poi un cane", 
ha dichiarato un responsabile
della Previdenza Sociale
nel Varmland.

La legge ha i suoi difetti.
I poveri han diritto di tenere un cane.
Potrebbero tenere dei topi, invece:
van bene anche loro e son esentasse.

Se ne stanno in anguste stanzette
coi loro costosi bastardi.
Perché non giocano con le mosche?
Non sono animali da compagnia?

E al Comune tocca pagare.
Bisogna farla finita
o c'è da temere
che si comprino delle balene.

Una decisione va presa:
abbattere i cani! Non è una buona idea?
Il prossimo provvedimento: abbattere i poveri.
Così il Comune risparmierà qualcosa."





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