giovedì 17 gennaio 2013

Attorno a un tavolo

Giorni fa a casa dei miei stazionava un mio parente che verso agosto compirà fra i 73 e i 77 anni e che non ha mai tradito la sua fedeltà a falce e martello. Parlavano di elezioni lui e mio padre e hanno pensato me di coinvolgere anche me, seduto sulla poltrona, in coma e decisamente raffreddato. Il vecchietto mi ha quasi dato uno sberlone quando gli ho comunicato che anche a questo giro non andrò a votare e poi (sempre in dialetto, perchè l'italiano non sa nemmeno cosa sia) ha tenuto a esprimere al mondo intero le sue intenzioni di voto per Ferrando e il suo Partito Comunista dei Lavoratori (ma ci sarà in Lombardia?). Al che mio padre per provocarlo ha estratto dalla confezione di panettone il nome dell'ex magistrato e il vecchietto è sbottato e picchiando più volte il pugno sul tavolo ci ha tenuto a dirci: "Non lo voto perché non mi piacciono lui e il suo movimento e poi diciamocela tutta come fa uno come me che fin da piccolo ha sempre avuto a che fare con gente che infrangeva la legge a votare per un magistrato?" e mi ha strizzato l'occhiolino come un bandito marsigliese. Quella che ha riso di più è stata mia madre che dev'essere a conoscenza di storie che meriterebbero di essere approfondite, anche se qualcosina lo si è sempre intuito dal tipo di chiacchiere che faceva. A questo punto il vecchio con aria trionfante ha pensato bene di riempirsi lo stomaco di panettone, crema di mascarpone, boeri ripieni e champagne a volontà. Non so che fine faccia tutto quel cibo perchè da quando lo conosco è sempre stato un gigante d'ossa e quando la sua voce saliva dal cortile mia madre diceva "Oh cavolo non abbiamo niente da dare al Tonio, su Vittorio, aggiungi tre etti di pasta per quel disgraziato..." e lui si sedeva a mangiare come se non mangiasse da giorni. Finita la pasta o la carne o l'affettato ecco le fatidiche domande: "Non ci sarebbe un pezzettino di grana?", "E di dolce cara cos'hai preparato?", "Un po' di grappa no eh?". A questo punto mia sorella, infida e anticomunista e seduta sempre con le spalle al calorifero, rompeva il silenzio: "In Russia non potresti mangiare così tanto!". Tonio non rispondeva nulla e capiva che forse era arrivato il momento di sloggiare. Come tanti maschi che arrivavano e sarebbero arrivati negli anni seguenti,a casa nostra, anche lui aveva paura di quella ragazzina con gli occhi azzurri che quando ti guarda sembra capace di polverizzarti in un nanosecondo. Allora Tonio, con le spalle al muro, prendeva il cappello, le sigarette e tutto quello che aveva e salutava tutti col suo solito: "Vacca boia, la pensione..."

Crystal Castles - Sad Eyes

8 commenti:

  1. Risposte
    1. Vacca boia, sì.

      Si usa anche da voi?

      Elimina
  2. No. Che io sappia no. Era solo un modo di empatizzare con Tonio. Non so se si dice "empatizzare con". Perché ho questo dubbio? Mah.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Adesso che è una donna fatta e finita se mia sorella ha deciso che hai mangiato abbastanza ti porta via il piatto anche se c'è ancora del cibo.

      Elimina
    2. Ahah (-: Beh, la mia empatia era generica, come dire, per il totale del personaggio, più che col finale. Un tipo di persona con cui non so rapportarmi, ma probabile che non sappia rapportarmi con alcun tipo di persona, per certi versi. Però empatia per un modo di sentire tanto distante dal mio, ecco.
      Riguardo tua sorella, se è vero che fischiano gli orecchi quando qualcuno parla di te, allora a lei fischiano spesso, no? (-:

      Elimina
    3. Uella se le fischiano ma io lo faccio anche per prenderla in giro visto che mi controlla sempre.

      Tonio...l'uomo capace di mangiare quattro fette di panettone, venti boeri e dire "Che fame che ho"

      :)

      Elimina
  3. Risposte
    1. Ispirato a fatti, persone realmente esistenti.

      Elimina