lunedì 30 dicembre 2013

L'inverno e 2666

"Hans Reiter nacque nel 1920. Non sembrava un bambino ma un'alga. Canetti e anche Borges, credo, due uomini così diversi, hanno detto che come il mare era il simbolo e specchio degli inglesi, il bosco era la metafora in cui vivevano i tedeschi. Hans Reiter fece eccezione a questa regola fin dal momento della sua nascita. Non gli piaceva la terra né tanto meno il bosco. Non gli piaceva nemmeno il mare o quello che la maggior parte dei mortali chiama mare e che in realtà è  solo la superficie del mare, le onde mosse dal vento che a poco a poco sono diventate la metafora della sconfitta e della follia. Quello che gli piaceva era il fondo del mare, quell'altra terra, piena di pianura che non erano pianure e di valli che non erano valli e di precipizi che non erano precipizi. 

Quando la guercia gli faceva il bagno in una tinozza, il piccolo Hans Reiter le scivolava sempre via dalle mani saponose e scendeva sul fondo, con gli occhi aperti, e se le mani di sua madre non lo avessero riportato in superficie sarebbe rimasto lì, a contemplare il legno nero e l'acqua nera in cui fluttuavano particelle del suo stesso sporco, pezzettini minuscoli di pelle che viaggiavano come sottomarini in qualche direzione, una rada delle dimensioni di un occhio, una baia scura e serena, anche se la serenità non esisteva, esisteva solo il movimento che la maschera di molte cose, compresa la serenità." (Roberto Bolano, "2666", pag. 691, da "La parte di Arcimboldi")

L'autore cileno visto da Tommaso Pincio:




E un articolo su uno dei film più intensi e toccanti che ho visto quest'anno: "Dalla parte di Alice: Essere visti da "The Master" di Paul Thomas Anderson"

domenica 29 dicembre 2013

Sex Worker

L'approvazione in Francia della legge sulla prostituzione è una delle questioni che più stanno facendo incazzare la mia amica francese di destra. Anche il sottoscritto ritiene quella legge una vera e propria schifezza. Ne scrive anche Angela Azzaro, allargando il discorso all'Italia. L'articolo s'intitola: "Sex Worker è bella (come reagire alla sfiga)" che potete leggere qui sul sito di zeroviolenzadonne.it e che era uscito precedentemente sull'ultimo numero de gli Altri. Chissà quando si potrà cominciare a parlarne con maggiore serenità anche nella penisola. 

E poi c'è questa donna/personaggio che quando la vedo sullo schermo mi ricorda sempre mia madre. Anche mia sorella conviene con me. Non fisicamente, a parte il sorriso di quando non era ancora malata. Si tratta di Ava, della serie tv Justified.


E un libro:


E un disco che ho cominciato ad ascoltare per puro caso:


sabato 28 dicembre 2013

Disco dell'anno

Vanno di moda questi giochetti e allora dichiaro che la mia scelta cade su "Virgins" di Tim Hecker:


mercoledì 25 dicembre 2013

Altre letture (da queste parti è così)


Regalatomi da una delle persone più importanti della mia vita. Vista tre volte. Pensate un po'. Ma che c'entra?



E poi "Il figlio bastardo della società" che fra un po' recensirò su Lankelot.

lunedì 23 dicembre 2013

Liberazioni e variazioni in attesa delle tempeste di neve

Ciao Maria Alyokhina! Ciao Nadia Tolokonnikova! E sempre viva le Pussy Riot! Soprattutto in un periodo di feste religiose come questo.




E cosa dire delle recenti leggi approvate in Spagna in materia di manifestazioni e di aborto? Solo che sono un vero schifo. Puro fascismo. Il 17 dicembre Repubblica aveva pubblicato un articolo dello scrittore spagnolo Javier Marias: "La legge neofranchista che piega la mia Spagna". E tu, deputato Pd, che ti sei barricato quando ti dimetti dal tuo partito? Come puoi continuare a rimanere nel Pd e in Parlamento, dove tra l'altro sostenete tutto quanto dice Napolitano, responsabile insieme alla Turco di una legge vergogna, e poi lottare per quegli esseri umani imprigionati nei lager italiani? Come puoi?


Quanto mi piacerebbe visitare questi luoghi che celebrano un uomo per il quale combattè mio nonno: "Monumenti comunisti in rovina".



Per caso, sfogliando un giornale, ho scoperto del suicidio di Ned Vizzini, scrittore americano di 32 anni, che si è  buttato dal tetto di una casa di Brooklyn. Lessi e regalai a mio cuginetto il suo esordio, "Datti una mossa" e poi lessi tutti gli altri suoi libri prima che finissero in mani altrui. Per ricordarlo segnalo quelli tradotti in Italia: "Datti una mossa" (Mondadori), "Mi ammazzo, per il resto tutto ok" (Mondadori) e "La casa dei segreti" (Rizzoli). Quando qualcuno si suicida, chiunque sia, mi sento travolgere dal ricordo dei miei tentativi falliti e degli interventi ospedalieri.




E poi due libri pubblicati da Quodlibet che hanno il respiro della Pianura Padana, della nebbia, di Milano, di Nord Italia, di un mondo scomparso o che sta scomparendo e di tantissimo, tantissimo altro: "La bella Milano" di Delio Tessa e "Vite sbobinate e altre vite" di Alfredo Gianolio.




E se vi va potete leggere la mia recensione del romanzo di Juan Villoro "La Piramide", pubblicato da gran via.




E una canzone che mi gira in testa: "Come Vera Nabokov".

venerdì 20 dicembre 2013

Gironzolando

Pioggia e neve. Un'accoppiata che vivo come uno di quei bombardamenti col napalm che ho visto solo in televiisone. Lo stomaco che si muove al ritmo dei troppi alcolici bevuti ieri. Mi tengo su leggendo "2066". In tre giorni ho litigato 3 volte con gentaglia impegnata nello shopping natalizio. Ti colpiscono i polpacci con le loro schifosissime borse. Mia madre si informa su quali film daranno in televisione durante queste vacanze. Il primo titolo che mi viene in mente accoppiato al Natale è  "Il nostro Natale" di Abel Ferrara e la coincidenza vuole che fra qualche giorno leggerò proprio un saggio di Fabrizio Fogliato dedicato al regista statunitense che si intitola "Abel Ferrara. Un filmaker a passeggio tra i generi" (Sovera Edizioni).



"Post Tenebras Lux" di Carlos Reygadas è  invece un film che adoro e che ho rivisto:



Questi invece sono due film che vorrei tanto vedere e farò di tutto per esaudire i miei desideri:



E poi c'è questo romanzo che da tanto attendevo:


Musicalmente ascolto sempre le stesse cose. In questo momento mi divido fra Slowdive e Rachel's.

mercoledì 18 dicembre 2013

Joan Fontaine - Audrey Totter

Due straordinarie attrici morte in questi giorni e che hanno segnato tutta la mia infanzia/adolescenza e non solo. E così, in loro omaggio, mi sono rituffato nel cinema in bianco e nero.




sabato 14 dicembre 2013

Risottolineature + Il bacio della strega + Karl Kraus

"La prima impressione che i critici ebbero di Amalfitano fu piuttosto brutta, perfettamente in sintonia con la mediocrità del posto, sennonché il posto, la vasta città del deserto, poteva esser visto come qualcosa di tipico, qualcosa pieno di colore locale, una riprova della ricchezza spesso atroce del paesaggio umano, mentre Amalfitano poteva esser visto soltanto come un naufrago, un tipo vestito in modo trascurato, un professore inesistente di un'università inesistente, il soldato semplice di una battaglia perduta in anticipo contro la barbarie o, in termini meno melodrammatici, come quello che alla fin fine era, un malinconico professore di filosofia al pascolo nel suo campo, il dorso di una bestia capricciosa e infantiloide che si sarebbe brucata Heidegger in un solo boccone, se mai Heidegger avesse avuto la iella di nascere sulla frontiera, tra il Messico e gli Stati Uniti. Espinoza e Pelletier videro in lui un uomo fallito, fallito soprattutto perché aveva vissuto e insegnato in Europa, che cercava di proteggersi sotto una scorza dura, ma era tradito dalla sua intrinseca delicatezza. L'impressione della Norton, al contrario, fu quella di un tipo molto triste, che si spegneva a passi da gigante e non aveva la minima voglia di far loro da guida in città." (Da "2666" di Roberto Bolano, "La parte dei critici", pag. 133)

E prima che mia sorella riparta per i suoi scavi in Egitto le faccio sempre un regalo, quest'anno è stata la volta de "Il bacio della strega" di Emma Donoghue (Meridiano Zero) che tempo fa era stato recensito anche da Gianfranco Franchi su Lankelot:


E leggendo un'intervista a Calasso sull'inserto del Corriere di ieri dove veniva citato Karl Kraus è naturale per me tornare a consigliarvi due sue opere: "Gli ultimi giorni dell'umanità" e "Non c'è niente da ridere" (Piano B Edizioni, traduzione di Simone Buttazzi)




giovedì 12 dicembre 2013

Non temere e non sperare

- Nei giorni scorsi c'è stato il 47° suicidio in carcere dall'inizio dell'anno.  E' accaduto nel carcere di  Viterbo. L'uomo aveva 51 anni.

- Ieri nel cinema dove lavoro c'è stata l'anteprima del secondo capitolo del film Lo Hobbit. Oggi e ieri ho lavorato come un matto. Ho le mani e la schiena distrutte.

- Incontro Timoteo una volta al mese. Nato nel '27 è un uomo ottuso, un voltagabbana, un servo, un fedelissimo, un meschino, una spia, un tirchio. Fervente Balilla, adoratore del Duce, si convertì negli ultimi 3 giorni della guerra alla causa della Resistenza. Giurò di aver sparato due colpi su una colonna tedesca in fuga ma non era vero. Nel referendum votò per la Repubblica e poi si prostrò al PCI fino alla sua fine, con tanto di tessera del partito in tasca. Ha adorato Togliatti, Stalin, i sindacalisti consociativi, Berlinguer, il denaro. In seguito ha votato le varie scorie cancerogene comuniste/cattoliche: PDS, DS, Ulivo, Democratici di Sinistra, Partito Democratico sempre ingiuriando gli oppositori interni/esterni, scissionisti. La recente vittoria di Renzi l'ha riempito di una giovanile ebbrezza. Quando ci incontriamo mi chiede sempre di mio padre e poi attacca con la solita domanda: "Ma perché sei anarchico?" Non gli rispondo mai, gli stringo la mano e dico che a casa tutti stanno bene e poi me ne vado. Mio padre dice che è il classico personaggio di "1984". Io penso solo che è un uomo miserevole e quando l'incontro devo trattenermi dal dargli un pugno in faccia. Stessa cosa vale per i suoi figli/e e nipoti/e. Tutti di sinistra, magari qualcuno un po' movimentista, qualcuno che ti viene a chiedere la firma per questo o quell'altro referendum del cazzo e coi quali ci litigo sempre quando gli dico che non dò la firma a nessuno e mai la darò. 

(...sulla vittoria di Renzi non mi pronuncio ma basta ascoltare i membri della nuova segreteria per capire che un partito/movimentostellatoaffini, giovane o vecchio che sia, ti può dare solo questa robaccia...e quando ascolto la Boschi o la Madia o la Serracchiani io mi sento tornare all'asilo delle suore...)

- Sono distantissimo del movimento dei Forconi/????/X($3 e l'attenzione mediatica che viene loro dedicata ha delle motivazioni strategiche e facili da cogliere. Però tempo fa lessi "Tecniche di rivolta", libro di Angela Azzaro , vicedirettore de gli Altri e donna straordinaria, che ne parlava e adesso ne viene riproposto un passaggio: "Le ragioni dei forconi che bloccano l'Italia. Da Nord a Sud racconto di una rivolta". Così tanto per offrire letture anche diverse.

- Un libro: "Non temere e non sperare" di Yehoushua Kenaz (Giuntina)


- Un film: "La moglie del poliziotto" di Philip Groning


- Un disco: "Terraform" degli Shellac.

sabato 7 dicembre 2013

A Whiter Shade Of Pale / My Life With You, My Life Whitout You

So che hai perso del sangue da naso. E so che non ti è quasi mai successo nella tua vita. E so che poi sei uscita e sei andata con tuo marito in città. Che ti sei seduta in un bar per fare colazione mentre lui sbrigava le sue commissioni. Che hai mangiato una brioche e respirato le discussioni altrui. So che quando sali in macchina con lui la malattia scompare. So che ti mancano i viaggi. Che ti mancano i 600 chilometri in un giorno, andata e ritorno. So che ne hai le scatole piene delle persone che ti girano per casa medicandoti, toccandoti, cambiandoti, tirandoti su di morale. So che vorresti andare al mare. So che hai sempre sognato di andare a Londra e sappiamo che non ci andrai mai. E ricordo che quando io e tua figlia ci arrivammo tu ci rivolgesti tantissime domande al telefono. Che ci dicesti "Dovete andare qui e poi là e poi perché non andate anche...". E oggi ho pensato che non avrò mai più la possibilità di prendere la macchina e di portarti in quel determinato luogo al mare e farti fare quella cosa di cui hai tanto parlato. E nella testa, madre mia, suonava questa canzone che ascoltasti cinquant'anni fa. E che segnò tutta la mia infanzia e quella di mia sorella. E che è la canzone di tuo marito. E quando la ascolta, a quell'uomo burbero con gli occhi di ghiaccio e le dita deformi gli si riempiono gli occhi di lacrime. Sempre. Da quando lo conosco.

A Whiter Shade Of Pale - Procol Harum

E quest'altra canzone la incrocio spesso quando torno dal lavoro, tratta da un album bellissimo e lancinante, ma ve l'ho già detto tempo fa.

My Life With You, My Life Without You - Old Gray

(che tra l'altro tuo marito/mio padre ultimamente ha gli stessi capelli del Lindo sotto nella copertina di un libro, "Barbarico" (Mondadori), che ho quasi finito di leggere, insieme a quest'altro "Lo stato - Breve storia del Leviatano" di Harold B. Barclay (Eleuthera))



E un disco, "Wildlife" dei La Dispute che di notte quieta le lacrime:


The Most Beautiful Bitter Fruit

venerdì 6 dicembre 2013

Il ring invisibile + Rocky Wood + Expo2015


Se vi interessa potete leggere qui la mia recensione del libro "Il ring invisibile" di Alban Lefranc (66thand2nd).

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Vi segnalo anche il primo singolo dei Rocky Wood. Lo potete vedere/ascoltare qui. "I Rocky Wood, un po' svizzeri e un po' americani (di base a Lugano), si sono formati nel 2012 e hanno l'Alt Folk nel dna. Il nucleo della band è formato da Fabio Besomi (chitarra), Romina Kalsi (voce) e Roberto Pianca (chitarra), ma in concerto sono spesso accompagnati da Stefano Senni (basso) e Nelide Bandello (batteria). Dal vivo, grazie anche alle loro capacità tecniche (sono tutti polistrumentisti), riescono a sviluppare armonie complesse ma efficaci, arricchite da innesti psichedelici ed elettronici che immergono il pubblico in un mondo fatto di carezze deviate, suoni profondi e potenti sospiri. L'album di debutto "Shimmer" verrà pubblicato il 26 marzo 2014. "

TOUR

Dic 04 | Bateau Lavoir, Ginevra - CH
Dic 05 | L’Entre-deux, La Chaux-de-Fonds - CH
Dic 06 | Living Room, Lugano - CH
Dic 07 | Latteria Artigianale Molloy, Brescia - IT
Dic 09 | Twiggy, Varese - IT
Mar 26 | RSI Showcase, Studio 2, Lugano - CH
Mar 28 | Cantine dell'arena, Verona - IT


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Ieri sono incappato in un'intervista a Carlo Petrini pubblicata su quel giornale inutile che è diventato Il Manifesto. Dice che Slow Food aderirà all'Expo2015. Oh Carletto, non mi sei stato mai troppo simpatico ma ti consiglio di dare una lettura al libro del mio amico Roberto Maggioni, "Expopolis" (Agenzia X) e di seguire maggiormente le vicende intorno all'Expo per schiarirti le idee. In realtà io credo che tu ne sia al corrente, che tu sappia dei veleni, della spregiudicatezza dei contratti di lavoro, degli appalti, dell'inutilità di quest'opera (anche se credo che tu la credi davvero utile) e invece ci parlerai in mezzo, lì, a far finta di essere diverso da loro. L'Expo 2015 è/sarà un disastro per la città di Milano, per il territorio milanese e non solo. Un disastro barattato con eventi luminosi, iniziative, concerti, sfilate, party, dirette televisive, scopate. Potevi non parteciparci. Potevi tirarti fuori. Potevi dire No, non ci sto. La verità è che da uno come te era ovvio aspettarsi una partecipazione al grande evento. Lasciatelo dire: tu sei uno dei responsabili "gentili" del disastro di questo Paese, un disastro slow, gentile, appagante, ma sempre e comunque disastro, prima di tutto delle coscienze. Sempre che esistano ancora.

giovedì 5 dicembre 2013

Ezra Pound-Pier Paolo Pasolini

Mi sono sempre scornato su Pasolini. Non mi è mai particolarmente piaciuto. In questi giorni riflettevo su alcuni discorsi del fratello di mio padre, morto anni fa, quando ero ancora troppo giovane per avere il coraggio di poterci parlare insieme schiettamente. Ma ho tantissimi suoi Tex e altri ricordi come la libertà di pensiero e un amore per gli alcolici mica da ridere C'è un passaggio del libro su Ezra Pound di Scianca che mi sarebbe piaciuto fargli leggere. Quando ripenso alla storia della mia famiglia mi viene da pensare che moriamo sempre giovani. Chissà a chi toccherà fra noi cugini/e. Mi manca tantissimo mio zio Antonio.

"In tema di incontri libertari, comunque, non possiamo non citare l'intervista a Pound realizzata nel 1968 da Pier Paolo Pasolini. L'autore di Salò o le 120 giornate di Sodoma, in verità, aveva in passato mostrato marcata insofferenza verso il poeta americano proprio in virtù delle sue idee politiche, come raccontato da diversi biografi. Ostilità evidentemente superata nel corso degli anni, se è vero che l'intervista del 1968 appare come un dialogo di struggente bellezza, che mostra peraltro un Ezra lucidissimo, persino arguto, pronto a dibattere con lo scrittore friulano con precisione e ironia. Pasolini appare chiaramente ispirato da un rispetto quasi devozionale nei confronti del poeta americano. Il filmato integrale di questa intervista è purtroppo una rarità dispersa fra chissà quali archivi di questo Paese ingrato, anche se la rete ci dà oggi la possibilità di godere di alcuni frammenti, non senza qualche taglio un po' furbetto. Ha scritto a tal proposito il giornalista Roberto Alfatti Appetiti: "Nel video disponibile su Youtube, peraltro, è tagliato il momento in cui Pasolini - imbarazzato per averlo giuicato con un pizzico di spocchia, forse per compiacere un establishmente che non poteva concepire l'iea che un grande scrittore potesse aver aderito al fascismo - chiede scusa a Pound chiamandolo "maestro". E Pound, di rimessa:"Amici, dunque". Poco prima, infatti, rispondendo alla domanda con cui Pasolini gli chiedeva se accettasse la paternità delle neoavanguardie che si richiamavano a lui, Pound gli aveva assestato una mazzata micidiale: "Se la sua tesi del vecchio Ezra che è in fondo al pozzo buio rimasticando la sua vita passata è esatta - a me non sembra, ma può darsi che abbia ragione lei - non sarei in una condizione che mi consentirebbe di vedere chiaro in quel che accade fuori nella luce al neon del neomondo dei neovanguardisti, che spero capiranno e parleranno con l'Ezra che non può vederli". Colpito e affondato". Poco prima un altro passaggio era sembrato degno di nota. Pasolini, infatti, si era lasciato sfuggire una considerazione sul fatto che "l'Italia fa parte di queste nazioni industrializzate, quindi culturalmente avanzate". Pound non aveva lasciato cadere la cosa: "Lei dice "nazioni industrializzate e quindi culturalmente avanzate". E' questo "quindi" che non mi va". (pp. 143-144)


Pasolini intervista Ezra Pound (versione più lunga)

mercoledì 4 dicembre 2013

Controindicazioni

Torno a casa dal lavoro con le palle girate per questioni extralavorative. Io e quelle questioni viviamo insieme dal 1979. Mangio cibo riscaldato che fa vomitare. Il pane fresco fa schifo anche quello. Il caffè ricevuto in regalo lo getto nel cesso. Imbevibile. Lo sportello del frigorifero non sta chiuso. Ho dei tagli sulle mani che mi fanno un male cane. Le medicine hanno degli effetti negativi che avevo dimenticato. Mi attende un giro in città fra negozi per acquistare calze pesanti, un cacciavite nuovo e verdura, frutta, alcolici, acqua, aspirina. Perderò tempo, incapace di muovermi dove c'è troppa gente. E tutti già parlano di Natale e festeggiamenti di fine anno. Le loro chiacchiere mi fanno salire il vomito. Entrerei nelle loro case e gli brucerei i regali, il presepe, l'albero, le decorazioni, i vestiti nuovi, le renne di pezza. Le tue carezze invece mi fanno stare bene. I tuoi sorrisi, le tue lacrime, i tuoi baci. E per tirarmi ancora  più su penso a una canzone e a un racconto di Thom Jones con una sorella che cercando di suicidarsi si è procurata una lobotomia. Racconto splendido. La canzone  è "Antagonista a vita" e il racconto s'intitola "Ondata di freddo".

martedì 3 dicembre 2013

Calze - Una casa romana racconta - Materia oscura - What It Takes to Move Forward

- Gianpiero Mughini sta antipatico a quasi tutti. A me no. Da poco è uscito il suo nuovo libro: "Una casa romana racconta". Sogno di poter entrare nella casa di Mughini.

Vincete i vostri eventuali pregiudizi e dategli un'occhiata e magari cercate anche il precedente "Addio gran secolo dei nostri vent'anni".

- La sola bellezza espressa dalle feste religiose è la possibilità che cadano di domenica escludendo la possibilità di ferie. Non è il mio caso, perché lavoro anche nei festivi. Bisognerebbe renderle facoltative queste feste. Chi ci crede potrebbe stare a casa, gli altri potrebbero lavorare. Chissà cosa accadrebbe...ovviamente starebbero tutti a casa...peccato. Poi lo so che le feste religiose sono diventate altro e bla bla bla... 

- No, non l'ho visto il Grande Fratello Pd. No, non voterò. Non me ne frega nulla di queste stupidaggini. Tornando in Italia ieri e aspettando in posta, garagista, farmacia, edicola, panettiere, ospedale mi è stato chiesto 6 volte. Si può votare Francesca Pascale? Lei mi sembra decisamente migliore di tutti quei tre messi assieme.

- Poi c'è questo documentario sul Poligono di Quirra. Guardatelo. S'intitola "Materia oscura" e gli autori sono Massimo D'Anolfi e Martina Parenti. 


- E se andrete all'Expo, sempre che ci andrete, ecco che cosa vi aspetta: "#Expo2015, veleni sotto la Via d'Acqua ma il commissario li declassa e apre i cantieri"

- Un disco:"What It Takes to Move Forward" degli Empire!Empire! (I Was a Lonely Estate) 




domenica 1 dicembre 2013

Sprazzi di sole gelido + Arms Up High

Libri che recensirò prossimamente su Lankelot:"Wanted" di Lavie Thidar (Gargoyle Books), "Personaggi precari" di Vanni Santoni (Voland), "La piramide" di Juan Villoro (Gran Vìa), "Il ring invisibile" di Alban Lefranc (66thand2nd), "Exchange Place, Belfast" di Ciaran Carson (Del Vecchio Editore) + la recensione del film "Tutti giù" di Niccolò Castelli e altre sorprese (James Ellroy, Martin Amis, Christopher Hitchens, Evelyn Waugh, una dedica all'amico Paolo Mascheri, Graham Greene e ....) almeno spero. Neve e depressione nera permettendo.






The World Is A Beautiful Place & I Am No Longer Afraid To Die perform Heartbeat In The Brain e il video di "Arms Up High" di Chantal Acda (feat. Peter Broderick) tratto da un album che vi consiglio di ascoltare e acquistare e regalare. Vi toccherà al cuore come fa questa canzone/video. Non dovete avere fretta. Ascoltatevelo lentamente. 

giovedì 28 novembre 2013

Frammenti in attesa del nevischio

- Quando guardo le foto di questi due monarchi assoluti/dissoluti mi chiedo come possano le persone fidarsi di quell'uomo vestito di bianco e credere che lui possa essere il portatore di chissà quale vento di novità. Di quell'altro non c'è niente da dire. C'era qualcuno che scacciava dal tempio. C'è chi invece li accoglie e stringe loro la mano. La storiella del ravvedimento non provate nemmeno a pronunciarla. E nemmeno quella del figliol prodigo. E comunque questa foto è raccapricciante.


- L'Incarcerato ha scritto questo articolo a proposito degli ultimi sfiancanti eventi: "Ma la vera decadenza è quella della sinistra. Così abbiamo abdicato a uguaglianza e libertà".

- In Belgio: "una commissione del senato ha votato un disegno di legge che prevede che i bambini incurabili possano scegliere di morire, dopo che uno psicologo abbia valutato la loro capacità di decidere, e con il consenso dei genitori." (cit. da articolo di Giordano Tedoldi, di Libero carteaceo di oggi che coglie parecchi punti interessanti). Personalmente sono a favore dell'eutanasia e del suicidio assistito. Mi sto battendo da anni su questi temi ma questa legge, tra l'altro in vigore in Olanda già dal 2002 in forme leggermente diverse, mi lascia decisamente perplesso. Più in generale, e questo vale anche come riflessione mia personale, è impossibile non interrogarsi su questo bisogno continuo di legiferare su qualunque tema.

- Ultimamente ho letto un romanzo sulla boxe veramente bello: "Il ring invisibile" di Alban Lefranc (66thand2nd). Amo la boxe in maniera assoluta e questo libro è un omaggio straordinario e toccante a un mondo complesso che fa orrore a molti, a un pugile straordinario, Cassius Clay/Muhammad Ali, a Emmett Till, ragazzino ucciso dalla ferocia razzista. Adoro quando mio padre mi racconta di mio nonno che resta sveglio per ascoltare le radiocronache di incontri di boxe. Darei qualsiasi cosa per entrare al Madison Square Garden per assistere a un incontro di boxe. 

mercoledì 27 novembre 2013

Decadenza + "In Search of Blind Joe Death – The Saga of John Fahey"

Della decadenza di quell'uomo  me ne sbatto altamente. Non esulterò e non piangerò. Però questo passaggio di Piazza Pulita con Annalisa Chirico me lo sono goduto parecchio. L'attrice che parla dopo di lei è da endovena. Dovete andare più o meno a 1h e 13'. E chissà come sarà il suo libro che uscirà in primavera per Marsilio dal titolo "Siamo tutti puttane".

E poi:



In Search of Blind Joe Death – The Saga of John Fahey 

di James Cullingham (Canada, 2013 / 58') 
Il film 
Realizzato in collaborazione con The John Fahey Trust e Dean 
Blackwood della Revenant Records (la seconda delle etichette musicali 
fondate dallo stesso Fahey), In Search of Blind Joe Death – The 
Saga of John Fahey raccoglie alcune rare registrazioni, insieme a 
filmati, fotografie, brani letterari e dipinti provenienti dal ricco e 
altrimenti inaccessibile archivio di Fahey, punteggiate da brevi sequenze 
animate che evocano l'immaginario artistico del chitarrista. Il 
documentario è stato girato tra l'area di Washington Dc, dove il 
musicista è cresciuto, il Delta del Mississipi, culla del blues a cui si rifà la 
sua musica, e la foresta pluviale del fiume Columbia, presso Salem 
(Oregon), dove John Fahey ha vissuto gli ultimi 15 anni della sua vita. In 
Search of Blind Joe Death include, tra gli altri, interventi di Pete 
Townshend degli Who, Joey Burns dei Calexico, Keith Connolly della No 
Neck Blues Band, Chris Funk dei Dicembreists, Barry Hansen aka Dr. 
Demento e molti dei più vicini collaboratori e amici di Fahey, come il 
chitarrista Terry Robb, il socio d'etichetta Dean Blackwood, l'artista 
Melody Fahey (ex moglie del chitarrista) e il musicologo Rob Bowman, 
noto per essere il massimo studioso al mondo della Stax Records. 
Il musicista  
John Aloysius Fahey (1939-2001), artista d'eclettismo neo- 
rinascimentale, è stato uno dei chitarristi, compositori e provocatori più 
influenti del secolo. Fine sperimentatore di forme, musicologo, pittore, 
scrittore di fiction e autore di un fondamentale studio monografico sul 
bluesman Charley Patton, John Fahey è noto come “il padre 
dell'American Primitive Guitar” ed è considerato unanimemente come 
una delle maggiori figure del folk americano. La sua produzione, che per 
prima teorizza in modo compiuto la tecnica chitarristica detta 
“fingerpicking”, trascende le originarie influenze Delta blues per 
combinare il bluegrass degli Appalachi al jazz di New Orleans, in un 
complesso dialogo musicale in cui si intrecciano sonorità brasiliane, 
classiche, indiane a musica concreta, tape recordings, timbri gotici e 
industriali. Dopo aver aperto la strada a molte etichette musicali 
indipendenti fondando prima la Takoma Records e poi la Revenant 
Records, negli ultimi anni si è avvicinato infine alla chitarra elettrica, 
stringendo alcune collaborazioni di rilievo con suoi ammiratori della 
scena avant-rock statunitense come Jim O'Rourke e i Sonic Youth. 
Il regista  
Educatore, documentarista, scrittore e programmatore televisivo, 
James Cullingham (Toronto, 1954) è professore di giornalismo al 
Seneca College di Toronto, ha scritto per i maggiori quotidiani e 
periodici canadesi e ha lavorato come produttore esecutivo per la Cbc 
(Canadian Broadcasting Corporation). Nel 1995 realizza Duncan 
Campbell Scott: The Poet and the Indians, un documentario biografico 
sulla figura dello scrittore e politico canadese Campbell Scott, poeta 
sperimentale e studioso della cultura degli Indiani d'America (fu per 
molti anni funzionario governativo del Dipartimento degli Affari 
Indiani). Nel 2003 Cullingham collabora a Festival Express, un 
documentario sul tour canadese del 1970 di Janis Joplin, Grateful Dead 
e Bob Dylan, presentato con successo di critica e pubblico al Toronto 
Film Festival, mentre nel 2005 realizza il documentario Lessons in Fear, 
sulle condizioni delle scuole di israeliani e palestinesi. Nel 2007 ha 
prodotto con la sua Tamarack Productions Dishonour Defied di Azra 
Rashid, un documentario sull'attivista pakistano Mukhtar Mai, premiato 
al di Houston (specializzato in produzioni 
indipendenti).