domenica 30 settembre 2012

Fire's Highway

Libri da leggere, una pausa, esci di prima mattina e vedi persone e altri tipi di animali che corrono, sudano, respirano e non ci sono in giro macchine, motorini, moto, camion e ti viene da pensare che si sta meglio a casa, dentro casa, perchè fuori c'è ancora più gente, ci sono ancora più voci, altoparlanti a tutto volume, fotografi, bevande, sponsor e allora che puoi fare se non tornare a casa e bere il terzo caffè in tre ore sapendo che arriverai a 6-7-8 (caffettiere da tre) entro la serata e che magari ce ne saranno anche altri di caffè  e mentre lavi un piatto e un bicchiere ripensi a un film che hai visto tante volte, troppe probabilmente, e tutte le volte che lo riguardi non stai tanto bene, un film che non è un capolavoro perchè ci sono alcune cose che non funzionano ma è comunque uno di quei film che ciclicamente torni a rivedere e tutte le volte ti ritrovi sempre con gli occhi gonfi di lacrime davanti alla scena con una donna che sotto un ponte abbraccia il cadavere di suo marito appena giustiziato e piangi per lei e con lei e poi ripensi alle storie che hai raccolto tanto tempo fa in una birreria, al fatto che prima o poi vorresti tornare a Derry e a Belfast e più in generale tornare in quelle terre e pensi, ripensi, ti fermi e tutto scompare. 

Leggere, ascoltare, riflettere, prendere un foglio e cercare di scrivere senza pensare troppo alla morte.


giovedì 27 settembre 2012

Beth Orton

Mentre bevi il caffè mi chiedi "Ma quando mi arriverà il disco?" e ti rispondo che non lo so ma sorrido ricordando che l'ultimo disco che hai ordinato te l'hanno fregato. "Mi sono stancata di andare su internet per cercare i pezzi nuovi o pr vedere quel video" e da come lo dici mi auguro che il disco ti arrivi in fretta e che nessuno osi portartelo via perchè conoscendoti so che potresti tagliare la mano al primo che trovi sulle scale con qualcosa di sospetto fra le mani. Una volta mi hai confessato che in un'altra vita eri un boia che si divertiva a tagliare le teste dei condannati.



mercoledì 26 settembre 2012

sangue freddo

Fanno bene su Femminismo a Sud a ricordare queste cose perchè in giro si sta respirando brutta aria e l'atmosfera  generale non è certo delle migliori e come al solito gli itaggliani non sanno/vogliono mai riflettere sulle proprie responsabilità, le mie responsabilità, sempre meglio dirsi vittime, estranei, inconsapevoli, sempre la solita solfa perchè poi basta cambiare casacca, urlare a un microfono "Ma no, io non c'entro, mi è sempre stato sulle palle quel tizio, mai votato...", vendersi, dire che si è maturati, farla semplice, prostrarsi davanti ai nuovi pifferai dalla bacchetta magica, la barbetta grigia, i capelloni, i forconi, il posto giusto, la raccomandazione, il contratto, il libro, il film, il disco, perchè poi tantissimi di quelli che si lamentano sono poi gli stessi che sono soliti dire "Ma questi sono discorsi noiosi, a me della politica non frega un cazzo, a me di diritti sul posto di lavoro non frega un cazzo e se posso lavorare 10 ore lavoro dieci ore e se lasciano a casa la gente a me non frega un cazzo, non so nemmeno che c'è scritto sul contratto, a me di qua e a me di là, perchè i politici fanno bene a comportarsi così, se potessi lo farei anche io, io vorrei l'iphone e cazzo senza soldi non posso comprarlo...(senza che nemmeno sappiano dove lo producono)...", eccetera, eccetera e quanto è difficile trovare persone che ti dicono "Io dico di no a quel genere di proposte e non faccio quelle cose, cerco di non svendermi, di tenere la schiena dritta...". Non sto parlando di purezza ma di occhi aperti e di mente sveglia perchè la frase che ho sempre detestato è: "La vita è fatta così, che ci vuoi fare o ti adegui oppure sei finito..."...ma andate a cagare va...e allora diventa normale sognare una Dust Bowl che duri qualche anno qui in Europa e non solo...sogni pazzeschi lo so, inutilmente cattivi...che ci volete fare...(Other Lives - Dust Bowl III)


Trovate qui le informazioni necessarie per farvi un'idea di questo libro e qui un articolo di Sandro Moiso e qui sotto un libro che potrebbe interessare agli abitanti di Milano o a tutti quelli che pur abitando a Milano ne conoscono poco la storia, in questo caso quella di un quartiere periferico, il Giambellino, che non è solo il Cerutti Gino. La copertina è questa sotto, le informazioni stanno qui.


Un po' di cose in giro organizzate da "gente a posto":

VALLA + RAUBAUS + DUCHAMP

http://www.suite-case.com/open_26.html

Valla fa una sorta di oscuro folk elettrico chitarra voce:
http://www.youtube.com/watch?v=YWFCe4L5cZ8
http://valla2.bandcamp.com/

Raubaus solo violino furioso
http://cablase.noblogs.org/post/2011/06/26/raubaus/

DuChamp
http://duchampdrone.tumblr.com/
https://www.facebook.com/DuChampdrone

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FULL MOON SALOON / EPISODIO 10
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in collaborazione con CA' BLASE' / FIORENZO TERENGHI

Nelle sere di luna piena dell’anno, verranno presentati contributi di artisti, attivando un percorso in 13 episodi che coinvolgera’ visioni, musica, danza ed editoria indipendente.

DOMENICA 30 SETTEMBRE 2012
18.30 apertura | 19.00 inizio live - SI PREGA DI ESSERE PUNTUALI :)

ADELE H
www.soundcloud.com/adeleh
La sua musica si ispira al disordine cosmico, che mai è tale.
Porta un cuscino.
+
GOLDEN DISKÓ SHIP
www.goldendiskoship.com | www.soundcloud.com/golden-disko-ship
La combinazione dei suoi video autoprodotti e la sua visione unica di anarchia sonora vi trasporta in un mondo
di caos intenso dove divertimento e bellezza si incontrano.
+
JASMINA MASCHINA
www.jasminamaschina.com | www.jasminamaschina.bandcamp.com
I paesaggi sonori folk di Jasmina sono capaci di trasportarti nel suo fantastico mondo di avventure soniche,
emozioni forti, elettronica, profondo amore e luce lunare.

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O' via Pastrengo 12 Isola Milano | www.on-o.org | on@on-o.org
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episodi successivi:

LUNEDI 29 OTTOBRE
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MERCOLEDI 28 NOVEMBRE
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VENERDI 28 DICEMBRE


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FMS e’ un progetto interdisciplinare dell’artista Dafne Boggeri

martedì 25 settembre 2012

⟠ JASMINA MASCHINA w/ GOLDEN DISKO SHIP ⟠ INVISIBLE°SHOW ⟠

Manca una settimana ma:



⟠ JASMINA MASCHINA w/ GOLDEN DISKO SHIP ⟠ INVISIBLE°SHOW ⟠ BERGAMO ⟠ LUNEDI 1 OTTOBRE 2012 ⟠ h.21 ⟠
quantità posti limitata, per sapere l’indirizzo e confermare la tua presenza scrivi a onivatto@yahoo.it o chiama il (+39) 349 88 30 539

JASMINA MASCHINA (Sydney, AUS)
http://vimeo.com/33807193

Jasmine Guffond, australiana trasferitasi a Berlino al tempo in cui militava nel duo elettronico MINIT, ha suonato dal vivo in Europa, America, Australia e Cina. Dopo aver esordito da solista come Jasmina Maschina con The Demolition Series (Staubgold, 2008), ha condiviso con Golden Diskó Ship lo split City Splits:Berlin #1 (2010, Monika Enterprise) e nel 2011 ha pubblicato il secondo album Alphabet Dream Noise (Staubgold, 2011). Le sue canzoni, lacerti di avant folk che paiono ammiccare a Cat Power e ai Múm, si dipanano tra sognanti melodie di chitarra e d’elettronica, appena frastagliate da field recordings e fragili rumorismi.

http://jasminamaschina.com/
http://jasminamaschina.bandcamp.com/

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GOLDEN DISKÓ SHIP (Berlin, GER)
http://youtu.be/XTZfE9AASc8?t=4m40s

La berlinese Golden Diskò Ship (aka Theresa Stroetges) ha alzato le vele nel 2007 con svariate autoproduzioni musicali che l’hanno spinta a suonare in mezzo mondo e le hanno fruttato consensi di critica e paragoni con Four Tet e Coco Rosie. Polistrumentista dalla formazione classica, impara a suonare la viola e diventa presto seguace della filosofia DIY, operando innesti folli di chitarra acustica e mini synth, di beat spezzati e strumenti giocattolo. L’avant pop caotico e seducente di Golden Diskò Ship, accompagnata dal vivo da video low-fi realizzati da lei stessa, è posseduto da una voce dolcemente sbilenca e da una drum machine sconnessa e vacillante.

“You could call it Folktronica but then you could think up something much more inventive yourself, like, ‘Beautiful and insane; Like an autistic child left alone in a cave with a book on fairies, a campfire, a woolly jumper and some toy instruments’.” (The Cube, Bristol)

http://www.goldendiskoship.com/
http://soundcloud.com/golden-disko-ship
http://vimeo.com/goldendiskoship

lunedì 24 settembre 2012

Camilla Sparksss

In attesa dell'album  Camilla Sparksss live:  http://www.camillasparksss.com/#!videosss/c9n8

e poi:


"Tesla è considerato uno dei più importanti inventori della storia.
Le mie invenzioni (1921) è la sola autobiografia del geniale scienziato serbo, uscita a puntate in America su una rivista specializzata nel 1921, nella quale Tesla ripercorre tutta la sua incredibile vita e le sue invenzioni più famose. Dall’infanzia nel piccolo paesino di Smiljan alla consacrazione come inventore in America, passando dal tormentato rapporto con Edison, prima datore di lavoro e poi rivale.
Tesla è conosciuto soprattutto per il suo rivoluzionario contributo nel campo dell’elettromagnetismo: i suoi brevetti e il suo lavoro teorico sono alla base del moderno sistema elettrico, e i motori a corrente alternata sono una sua invenzione, con i quali ha contribuito alla nascita della seconda rivoluzione industriale.
Nel 1943 una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti gli attribuì la precedenza rispetto a Marconi di alcuni brevetti, compreso quello di un oggetto dal funzionamento identico alla radio.

Da sempre è una figura ammantata di mistero: non era interessato ad arricchirsi con le sue invenzioni, lavorava solo per il progresso dell’umanità e lo sviluppo dell’uomo. Molti suoi brevetti e prototipi riguardano soprattutto la ricerca di una energia pulita, gratuita e illimitata, oltre alla possibilità di comunicare senza fili. Tesla riuscì a trovare la strada per questa energia pulita e per tutti grazie al celebre Trasmettitore di ingrandimento, basato sulla Bobina di Tesla, in grado di convogliare e sfruttare l’energia che è naturalmente presente nell’atmosfera: un’energia illimitata, senza fili e alla portata di tutti.
Dopo questa scoperta il suo più grande finanziatore, Westinghouse, lo abbandonò, e il laboratorio di Tesla in Colorado fu fatto chiudere dal Governo americano. Venne poi allontanato dalla comunità scientifica.
Il mistero avvolge anche la sua morte, avvenuta in una camera d’albergo di New York, dove Tesla, ormai poverissimo, aveva scelto di rifugiarsi per continuare a condurre da solo i suoi esperimenti."

Tutte le informazioni a questo link: http://www.pianobedizioni.com/articolo.aspx?articolo=97

sabato 22 settembre 2012

THIS WAS HASANKEYF


Segnalo una bella iniziativa che vede protagonista anche un ragazzo che come me scrive  su Lankelot, Francesco Marilungo, ovvero un documentario sulla cittadina di Hasankeyf, un documentario che per continuare a rimanere indipendente e a sopravvivere necessita di un sostegno economico, vi lascio il link dove potete trovare un bel filmato e tutte le informazioni necessarie: http://www.indiegogo.com/thiswashasankeyf e anche leggere questo articolo se vi interessa: http://www.lankelot.eu/cinema/vitali-tommaso-was-hasankeyf.html


Altre piccole cose: due libri tutti e due pubblicati da CaratteriMobili che leggerò per Lankelot: "Voi, onesti e farabutti" di Simone Ghelli e "Breve storia di una generazione" di Torto O.G.



(Ieri aspettavo la lavatrice ed è partita questa canzone, che botta, esattamente come questa. Loro sono uno degli ascolti sonori che mi serve per sistemare alcuni passaggi, uno in particolare, ostico, che comporta alcune scelte non molto semplici)

giovedì 20 settembre 2012

Bratmobile



Questi giorni (vignette comprese) mi fanno pensare ad ascolti lontanissimi nel tempo ma non nel cuore. Domanda: ascolti ancora le Bratmobile e tutto questo filone musicale? Mi ricordo ancora la fatica che facevi per recuperare questi dischi e quando ci riuscivi eri talmente felice che ti si riempivano gli occhi di lacrime e dal naso ti colava il moccio. C'era tua madre che non faceva che riprenderti quando ti succedeva e avevi sempre il naso arrossato e screpolato che mescolato all'herpes ti trasformava in una specie di mostriciattolo. Tua madre chiedeva "Mio figlio crescerà sano?" e io che le rispondevo sempre "Ma signora, suo figlio è bellissimo!" e tu ti sedevi sul balcone a fumare perchè eri un ragazzino che non sapeva ancora bene cosa fare del proprio corpo ma che aveva strappato alla madre la concessione di fumare in casa a 15 anni. Se ci penso quante risate che mi faccio, tu, sul balcone, la sigaretta, i plasmon, un bicchiere di latte e le tartarughe d'acqua che non hai mai smesso di comprare. Dicevi "Sono meglio dei cani e dei gatti le tartarughe" e quando ti contraddicevo tu mi dicevi "Ma a te non piace mica l'acqua?" e io allora non sapevo mai cosa risponderti e mi sedevo lì accanto a te e per ore rimanevamo a guardare la strada che scorreva davanti al palazzo dove abitavi e le colline e le montagne troppo lontane per due come noi che non avremmo mai avuto il motorino. Non ci dicevamo nulla ma eravamo felici di essere lì, senza nessuno che ci dicesse cosa fare, cosa essere, cosa dire, cosa ascoltare, cosa leggere, cosa scrivere.

Bratmobile (Live @ the Jabberjaw L.A. 1993)

mercoledì 19 settembre 2012

vignette?

Lo so che ne stanno parlando in molti ma vi dico che anche io da lettore (omai saltuario per ragioni di soldi e non solo) de Il Manifesto ho trovato la vignetta di Vauro che ritrae in abiti da squillo il ministro Fornero brutta, noiosa, volgare, sessista, qualunquista, etc, etc, attaccateci tutto quello che volete perchè di aggettivi me ne verebbero in mente molti altri ma soprattutto ho trovato la risposta/giustificazione di Norma Rangeri vergognosa e decisamente più volgare della vignetta, per non parlare del livello di stupidità di molti commenti che ho letto sul sito del quotidiano (come sorprendenti sono stati i commenti che durante le ultime settimane ho trovato in relazione ad altri articoli) e tutta questa situazione mi sta allontanando in maniera irrimediabile da un giornale che non ho mai considerato il "mio" giornale ma che quantomeno mi offriva spunti che tutti gli altri giornali messi insieme non mi hanno mai offerto...la vita va così...e purtroppo mi sto stancando di accontentarmi sempre del meno peggio perchè sono già costretto quotidianamente ad accettare altri meno peggio che è difficile scansare.

ps1: Se qualcuno dirà "Ma la Fornero insomma, ecco, lei è quel ministro che..."...ecco è proprio questo genere di ragionamenti che mi fa vomitare...

ps2: Che poi stiamo parlando di una vignetta, si dirà, in parte però...perché ho come l'impressione che questo sia solo la punta dell'iceberg che nasconde sott'acqua molte ma molte altre questioni....e purtroppo nella mia vita ho scoperto che fra destra e sinistra (semplificando e ragionando per schieramenti incosistenti) su determinate questioni è difficile trovare delle vere e proprie differenze.

ps3: La vignetta non andava censurata, mai e poi mai, e proprio per questo si è liberi di criticarla, di criticare l'autore e chi l'ha pubblicata. Questo vale per tutto e tutti.

ps4: Chi vi sta parlando non è certo uno stinco di santo, anzi.

Per chiudere un piccolo omaggio ai Crenshaw, un gruppo del Lago di Como sponda lecchese che si è sciolto ultimamente, se vi va potete ascoltare "Idol" e se è musica di vostro gradimento magari vi verrà anche voglia di scaricare/comprare i loro dischi...e quanta malinconia ho addosso...

martedì 18 settembre 2012

"Totally Lost: il libro definitivo sulla serie tv più amata" di Mauro De Marco (Area51 Publishing)


"Totally Lost": il libro definitivo sulla serie tv più amata
Tutti i segreti di "Lost" in un ebook di 2000 pagine

2000 pagine per esplorare nel modo più completo e "totale" tutte le dimensioni, chiare e oscure, del racconto televisivo ambientato sull'Isola più famosa della storia della televisione. Lost, la serie tv più innovativa della storia della tv, è terminata da tempo ma ha lasciato un grande vuoto dietro di sé, tra i suoi fan più entusiasti come tra gli scettici, tra quelli che hanno abbandonato la serie a metà e quelli che sono rimasti incollati fino alla fine e l'hanno amata oppure non hanno del tutto apprezzato il finale. Comunque la pensiamo, tutti noi che ci siamo perduti con i personaggi sull'Isola, anche oggi, a distanza di tempo, non possiamo non riconoscere che i colpi di scena, i misteri e il pathos a cui Lost ci aveva abituato ci mancano. Questo ebook vuole accompagnare il lettore in un viaggio "definitivo" sull'Isola. 

Le 2000 pagine (1920 per l'esattezza) del libro sono pensate come un percorso multilivello.
. Livello 1. Raccoglie tutte le storie sulla nascita e la creazione di Lost: come la serie è stata ideata, pianificata e realizzata (sceneggiatura, scelta del cast, location, curiosità del backstage, ispirazioni e fonti letterarie, cinematografiche e televisive...). Fornisce inoltre le informazioni principali sul mondo di Lost.
. Livello 2. Guida agli episodi di tutte e sei le stagioni. Ogni stagione viene introdotta da una completa biografia dei personaggi in rigoroso ordine cronologico, realizzata rimontando in modo lineare i flashback che hanno decostruito le loro esistenze nella serie tv.
. Livello 3. Le filosofie di Lost. Il pensiero filosofico e scientifico, le implicazioni simboliche e metafisiche, la deflagrante centrifuga di segni e significati... tutto ciò insomma che ha fatto di Lost il mito di Lost.
. Contenuti Speciali. Offre alcune perle per cultori, compresa un'intervista multipla a 4 fan molto speciali di Lost: l'autore ed editore Michele Dalai, il giornalista del Foglio Piero Vietti, il conduttore di Radio Deejay Vic e il responsabile del sito Lost Discovery, riferimento italiano in rete sulla serie, Matteo Avallone.

(Mauro De Marco è nato a Torino nel 1971. A pochi mesi dalla nascita la famiglia dell'autore aderisce al Progetto Dharma e viene trasferita sull'Isola. Al padre dell'autore vennero conferite mansioni che restano a tutt'oggi in mistero; l'unica cosa nota è che la sua famiglia venne cooptata in quanto proveniente da un'altra isola: la Sicilia. Il piccolo crebbe sull'Isola fino al 1977 quando, in seguito al famoso "Incidente", fece ritorno in Italia per ristabilirsi a Torino, questa volta per sempre. Della sua infanzia sull'Isola Mauro ha ricordi sfumati: la sua famiglia gli ha fatto credere che quel periodo fosse solo un parto della sua fantasia, fino a quando rivedendo "Lost" ha potuto riconoscere luoghi a lui cari. Nel frattempo è diventato uomo, baloccandosi con radio e tv dove ha svolto mansioni di conduttore e autore per Rin, Playradio, Rai e Radio Deejay. Ma vive osservando traiettorie di aerei e compulsando tratte aeroportuali alla ricerca di una finestra spazio-temporale che possa riportarlo sull'Isola.)



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Un libro intenso, con delle imperfezioni e qualche passaggio a vuoto, ma direi quasi commovente per la stratificazione delle riflessioni sul tempo e sulle dittature sudamericane. Qui la recensione di Gianfranco Franchi e qui l'intervista sempre di Franchi a Luigi Cojazzi.

lunedì 17 settembre 2012

Disinteresse e quanto, ma quanto, devo a Sharon Van Etten

Nei giorni scorsi sono stato avvicinato da un militante PD in incognito. Una, due domande senza senso. Una via di mezzo fra un venditore e un Setto (mia cugina chiama così gli appartenenti alle sette). Non ho risposto. Lui mi chiedeva se avessi intenzione di partecipare alle primarie. "No, non me ne frega nulla delle vostre primarie, non mi interessa proprio un cavolo di quello che succede al vostro partito." quando mi si era attaccato come una sanguisuga al braccio. Sono riuscito a scappare versando qualche goccia di sangue mentale. Il primo aspetto curioso è che io e lui non eravamo degli sconosciuti, anzi, avevamo giocato a calcio insieme per qualche anno. Il secondo aspetto curioso è che lui mi ha riconosciuto solo quando sono salito in macchina e ha cominciato a chiamarmi per nome. Spero solo che non si senta in colpa per aver perso un possibile elettore perchè non lo sono mai stato, un elettore.

Non ascolto generalmente questo tipo di musica ma fin dal primo disco, prime canzoni, sono andato davvero in fissa per Sharon Van Etten, l'avevo già scritto in passato ma i suoi dischi mi aiutano a scrivere, che è la cosa più bella che possa succedere a uno come me. Sarà per il suo aspetto, la sua voce, il suo atteggiamento quasi indolente, scazzato, tristissimo, doloroso, oscurità sorridente, quest'atmosfera quasi classica che si porta addosso, non lo so...ecco, non lo so, però non mi stacco con facilità dai suoi dischi...e veramente un giorno mi piacerebbe offrirle una birra.



domenica 16 settembre 2012

(....) malinconia d'anni passati

- Ho visto "Bella addormentata" di Bellocchio e mi ha profondamente deluso. Non sono un esperto di cinema e nemmeno un grande amante di Bellocchio e allora lascio il link della recensione comparsa sugli Spietati che mi trova abbastanza d'accordo. Altri ne hanno parlato benissimo, altri meno, ci sono state polemiche di ogni genere, un'amica carissima è uscita soddisfatta dal cinema, ognuno ha le sue idee, per quanto mi riguarda il problema è che non ho ricevuto proprio nulla da questo film, nessuno spunto, tutto piatto. Forse il problema è che non sono abituato a vedere questo genere di film, vedo altro (utilizzo altro, perchè ognuno vede quel cazzo che vuole, ovvio) e allora non sono la persona giusta per parlarne, però non lo so, l'ho trovato anch'io molto simile a un prodotto televisivo e alle fiction preferisco di gran lunga le serie tv e ce ne sono/state in giro di molto interessanti.

Ricordare quei giorni/anni lecchesi, a me come lecchese, toccato molto da vicino da quegli eventi, ha fatto parecchio male e il dubbio finale sorto dentro di me era: ma questo film c'entra davvero qualcosa con Eluana Englaro o Eluana è solo un pretesto? Ho trovato questo stesso dubbio in altri spazi sui giornali e in rete ed è lo stesso dubbio che mi ha sottoposto mio padre dopo aver visto il film.

- Un articolo su un libro che adoro alla follia, l'Ulisse di Joyce: "L’Ulisse e la tirannia delle note di Valerio Magrelli" di Giuseppe Zucco e mi ci ritrovo molto nelle parole di Zucco. Presi in mano l'Ulisse tantissimi anni fa ma lo mollai, poi lo ripresi e lo mollai nuovamente, non avevo tempo, troppe cose per la testa poi un giorno lo infilai nello zaino, inforcai la bicicletta e pedalai fino a un luogo segreto sul fiume e cominciai a leggerlo e mi successe qualcosa nella testa che mi permise di leggerlo con continuità, divorandolo. C'erano le note, c'erano tante cose, le lessi dopo, qualcosina anche durante, non capii dei passaggi ma mi sentivo bene mentre leggevo quel libro, bene, sì, bene è la parola giusta per descrivere la sensazione che mi accompagna ogni volta che riapro quel libro anche solo per spulciare alcune pagine. Su una pagina, a metà più o meno, c'è un appunto a penna che mi ha strappato un malinconico sorriso: "Registrare a C. il disco dei Faith No More (il disco era King for a Day...Fool for a Lifetime) e un cuore vicino..."

- Un disco che potete ascoltare e poi scaricare gratuitamente o offrendo quello che volete e che per atmosfere mi ha rispedito alla mia adolescenza tutt'altro che serena:



- E sono davvero curioso di leggere il libro di Giampiero Mughini "Addio, gran secolo dei nostri vent'anni" perchè parla di argomenti e personaggi che m'interessano parecchio.

venerdì 14 settembre 2012

Appuntamenti musicali della prossima settimana: Alpha Couple, Mark Templeton, Great Black Waters, Camilla Sparksss, Bellano Rock!, Manetti! Vintage Violence, Omid Jazi

Segnalo alcuni appuntamenti musicali della prossima settimana. Tornerò a ricordarli nei giorni in cui avvengono:



⎔ ALPHA COUPLE w/ MARK TEMPLETON ⎔ INVISIBLE°SHOW ⎔ BERGAMO ⎔ MERCOLEDI 19 SETTEMBRE 2012 ⎔ h.21

ALPHA COUPLE (Toronto, CAN) 
http://vimeo.com/23066079

Il duo canadese Alpha Couple - gli ex galleristi Kristel Jax e Mark Wohlgemuth (Kram Ran) - crea collage di frattali sonori, venati da tessiture strumentali e brandelli di nastri ritrovati.
Le loro sono partiture intime e ossessive disposte tra sonno, veglia e memoria, ricognizioni sperimentali di stati psichici alterati, soffi pop a un tempo tormentosi e dolcissimi.
http://alphacouple.tumblr.com/
http://alphacouple.bandcamp.com/
http://vimeo.com/imtrying


MARK TEMPLETON (Edmonton, CAN)
http://vimeo.com/5807304

Mark Templeton, artista sonoro canadese, utilizza strumenti acustici, suoni ritrovati e materiale campionato per assemblare pièce di elettronica sperimentale.
Sin dall’uscita dell’acclamato Standing on a Hummingbird (2007), la sua musica è stata paragonata alla pittura per il tentativo di sbriciolare le sue ispirazioni e ricostruirle in nuove forme.
Ha composto per spettacoli di danza contemporanea, film e opere di videoarte, spesso accompagnato dal vivo dai visual del cineasta d’avanguardia Aaron Munson. \ in collaborazione con Canada Council for the Arts.

http://fieldsawake.com/
http://marktempleton.bandcamp.com/
http://vimeo.com/marktempleton

(http://invisibleshow.tumblr.com/ , quantità posti limitata, per sapere l’indirizzo e confermare la tua presenza scrivi a  onivatto@yahoo.it o chiama il (+39) 349 88 30 539)

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Venerdì 21 settembre 2012 alle 22:30 - Lugano

Prezzi: 8 CHF/ 6 €
Imboccare la strada che costeggia il fiume parallela a via Maraini a Pregassona.

GREAT BLACK WATERS: http://www.greatblackwaters.net/
CH Psychedelic Afterworld
Un costante equilibrio di canzoni, frammenti, poesie, scappatelle notturne e cavalcate mattutine. Si trasforma in una musica luccicante che ribolle di un synth-rock liquido e galleggiante, chitarre morbide ma struggenti si addensano in ritmiche pesanti come fumo sull’acqua e lasciano riaffiorare un cantato psichedelico ed ammaliante.

BJORN MAGNUSSON chitarra, voce
TATUM RUSH chitarra, percussioni
ZISCH synth, organo
FRANCK MOTTIER batteria visionaria

CAMILLA SPARKSSS: www.facebook.com/camillasparksss
CAN/ HYPERPOP
Cresciuta con due orse in mezzo alle riserve indiane nei boschi della zona dei grandi laghi dellìOntario, Camilla Sparksss brilla al buio, ruvida, sgraziata e inquietante stratifica synth, rumori e loop di batterie elettroniche sghembe in un unico sussulto di lancinante ossessività.
CAMILLA SPARKSS- synth, voce

Controlla l’evento su facebook: http://www.facebook.com/events/412815665433665/

E visto che Camilla Sparksss ha a che fare con i Peter Kernel, vi dico anche che i Peter Kernel suoneranno sempre il 21 a Milano al Castello Sforzesco for the C’N’C CoSTUME NATIONAL SS13 show during Milan Women’s Fashion Week. 



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Primo festival rock su una delle località più belle del lago di Como. Le note del rock saranno protagoniste per un'intensa giornata nella centralissima piazza Tommaso Grossi di Bellano a partire dalle 21 ingresso gratuito. Vintage Violence, Omid Jazi e Manetti! gli ospiti di questa prima edizione. In caso di pioggia il festival si terrà presso il Palasole di Bellano.

Vintage Violence

I
Vintage Violence nascono a Lecco nel 2002. Con il primo album in italiano ("Psicodramma", autoproduzione, 2004) la band vince le selezioni di Arezzo Wave e partecipa al celebre festival nell'estate 2005.

Nel 2007 pubblicano l'EP "Cinema" e, dopo una pausa di 3 anni, nel 2011 tornano con un nuovo album, "Piccoli Intrattenimenti Musicali” . Un rock di impatto figlio della tradizione italiana, da affiancare a Zen Circus e Afterhours.
http://www.facebook.com/​vintageviolenceband

Omid Jazi

Dopo numerosi gruppi che lo portano anche a calcare il palco dell’Heineken Jammin Festival (con i Water in Face), inizia il proprio progetto omonimo di one-man-band, producendo i suoi brani e suonando tutti gli strumenti, compresi synth, sequencer, batteria e basso. Il 2011 lo vede impegnato nel Wow-Tour dei Verdena, nella veste di quarto elemento di supporto live . Il 28 Febbraio 2012 esce Lenea, il suo settimo Ep, questa volta pubblicato da Jestrai, indie rock sperimentale con ricerche sonore e mix degni di un esperto polistrumentista.

http://www.facebook.com/​omid.jazi1?ref=ts

Manetti!

I Manetti! nascono sul lago di Como nel 2006. Dopo un album omonimo, oscillante tra il post rock e il post punk quasi totalmente strumentale, edito per subcasotto nel 2007, tornano prepotentemente sulle scene indie con un secondo album sempre omonimo prodotto da Sangue Disken nel 2012. Un disco che è un mantra contro la noia, la solitudine e l’alienazione. I Manetti!, con la loro musica, fanno sentire meno soli e riescono a far capire che il disagio della provincia può essere fonte di una rivincita artistica importante.

http://www.facebook.com/​manettimanetti


Qui potete vedere anche il Bellano Rock Trailer.

giovedì 13 settembre 2012

Brontolone non ama il vento ma "Night Drops" sì...


L'avevo promessa tanto tempo fa e oggi finalmente potete leggere qui la recensione del disco di Indian Wells "Night Drops".

Ieri su Il Manifesto c'era un lunghissimo articolo di Luca Ferrieri dal titolo "Lettori forti in fuga verso il digitale", qualcuno magari l'ha letto in cartaceo e non so che idea vi siete fatti, comunque oggi visto che il vento è forte e mi fa sempre venire il mal di testa e l'herpes, vi ricordo che è in giro da tempo questo mio robino qui che ormai sta diventando polveroso (questa sarebbe la fantomatica promozione che mi era stata chiesta e che per vari motivi non vorrò/potrò mai fare).

A proposito di quanto è successo a Bengasi mi è arrivato per posta il consiglio di leggere questo articolo, io non so cosa ne pensate voi di tutta questa faccenda, l'unica cosa che so è che ci aspettano tempi duri ancora una volta, la propaganda è già cominciata, oggi bastava vedere i titoli dei quotidiani per accorgersi di ciò che succederà o che potrebbe succedere. Ieri ho detto a una persona: "Ma lo sai che in Afghanistan si combatte ancora? Lo sai che in Iraq ci sono attentati tutti i giorni?" "Ah sì?" è stata la risposta. Come si può tentare di aprire discussioni con qualcuno che ignora questi fatti (o se ne frega) ma ha la pretesa di partire per le Crociate?

martedì 11 settembre 2012

Ultimi giorni delle stagioni migliori

Ultimi giorni di sole, poi arriverà il freddo, l'autunno e tutto quel periodo dell'anno che detesto, pur se molti dei luoghi dove mi piacerebbe trasferirmi sono sempre al freddo. Freddo. Ieri guardavo i tg, le news, l'11 settembre, gli operai dell'Alcoa e a questo proposito lascio un articolo che spero aiuti a comprendere come la realtà che ci circonda è davvero composita e che rabbia leggere quel riferimento all'assenza di scioperi:

http://www.tio.ch/Ticino/Cronaca/News/697897/L-impresa-se-ne-va-in-Svizzera-ma-assume-solo-frontalieri

Nel frattempo un'amica rimarrà senza lavoro fra un mese, non le rinnoveranno il contratto e nei giorni scorsi quanta rabbia e disperazione aveva in corpo. Cos'altro dire, ho letto questo libro sotto che parla di una ragazza in fuga e di un fiume, se vi piace Tom Sawyer e Huck Finn provate a darci un'occhiata, è tutto o quasi in chiave femminile:



è un libro modesto, niente di eccezionale ma adoro i fiumi e ho la fortuna di abitare vicino a 3 fiumi bellissimi: Adda, Lambro e Ticino e sto leggendo anche questi: "Tetano" di Alessio Torino, "La resa dei conti" di Saul Bellow, "Manifesto per la soppressione dei partiti politici" di Simone Weil e "Hitch 22" di Christopher Hitchens.






Un film intenso e molto bello, "Hors Satan" di Bruno Dumont:


e musicalmente provate a conoscere Patrizia Oliva, fatevi un salto qui prima e poi girate per qualche link che vedete:


(Tante cose grazie anche al vino bianco che scaccia via per qualche ora l'angoscia)

domenica 9 settembre 2012

Lourdes



Eravamo in una stazione ad aspettare un'amica in visita da lontano e accanto a noi c'era una comitiva in partenza per Lourdes che mi ha fatto pensare al film di Jessica Hausner "Lourdes" che vi consiglio di vedere se non l'aveta già fatto. Non sono un credente, mi sento lontanissimo da tutte le religioni/fedi & Co., i santuari mi hanno sempre messo irritato e riempito di orrore ma di fronte al dolore, alle sofferenze, alle speranze, ai lutti io mi fermo, non dico nulla, mantengo il contegno. Non comprendo queste devozioni, non accetto stupide spiegazioni, acque sante, unguenti, rosari, ceri, benedizioni ma dentro di me monta una comprensione umana che mi fa sentire vicino a loro. Ho una parente che è ancora convinta che io sia vivo perchè lei ha pregato la Madonna di Fatima di guarirmi e non c'è verso di convincerla del contrario. In quel gruppo di fedeli/ammalati c'era una donna che raccontava che quello che stava per intraprendere era il suo dodicesimo pellegrinaggio a Lourdes. Accanto a lei suo figlio, steso su una barella, un corpicino che sembrava un pesce sbattuto su una spiaggia. Sceso il silenzio la donna si è voltata verso di noi, cercava di sorriderci ma aveva gli occhi colmi di lacrime e in quel momento ho sentito la mano della mia ragazza stringermi il fianco e appoggiarmi la testa sulla spalla. Più tardi ho incontrato questa donna al bar e mentre bevevo il caffè lei si è avvicinata e mi ha detto "Lei ha un segreto vero? Prima mi ha guardata in un modo come se..." Da vicino dimostrava la mia età e doveva aver partorito quel bambino da giovanissima. "Lei mi ricorda qualcuno che ho conosciuto tanto tempo fa..." le ho risposto e poi me ne sono andato via, mi sono chiuso nel primo bagno che ho trovato e ci sono rimasto per una decina di minuti a guardare la parete bianca cercando inutilmente di rallentare il respiro.

venerdì 7 settembre 2012

Luz Silenciosa/Stellet Licht - Miriam Toews - Cave

In questi giorni per Marcos Y Marcos è uscito "Mi chiamo Irma Voth" di Miriam Toews e vi consiglio di leggere tutti i libri di questa splendida scrittrice e vi consiglio anche di cercare il film di Carlos Reygadas dove la Toews ha pure una parte, il film s'intitola "LUZ SILENCIOSA. Stellet lich" ed è uscito nel 2007. So già che farete fatica a vederlo perchè non lo troverete in lingua italiana ma sforzatevi nella ricerca se vi piacciono determinate atmosfere, le comunità mennonite, i film lenti e d'atmosfera. Aggiungo solo che il trailer su youtube potrebbe confondervi, prendetelo con le molle, mi raccomando.


Altre cosine:

-un documentario "Coltivando cave" sul disastro ambientale dalle mie parti, cave, miopia generalizzata degli amministratori. (Chi ha realizzato il documentario non mi sta simpatico da anni, si potrebbero aggiungere molte altre cose, io sono decisamente più radicale su queste questioni, però intanto le immagini e le parole ve le potete tenere)

- se vi interessa potete leggere la mia recensione della raccolta "Si sente la voce - I migliori racconti di 8x8".

mercoledì 5 settembre 2012

...libri e guerre...

Leggendo il libro di Peter Englund "La bellezza e l'orrore - La Grande Guerra narrata in diciannove destini":


ho ritrovato Robert Musil e allora ecco che mi è tornata la voglia di riaprire l'incompiuto "L'uomo senza qualità" e perchè no anche  "Törless" ma soprattutto ho pensato al mio nonno materno che non ho mai conosciuto e che nella Grande Guerra ci ha combattuto:


e che da quella guerra tornò distrutto nel fisico e nell'animo. Per tutto il resto della sua vita dovette sopportare la fame, la malattia, un'altra guerra che lo ridusse allo stremo, la morte di un figlio e ancora una volta la fame, la malattia e infine la morte. Trascorse una vita di stenti, non riuscì a mettere da parte un soldo, con la sua famiglia viveva in una casa (e dove ha vissuto mia madre fino al matrimonio) che quando la vidi pensai alle bidonville. In una lettera del 1920 spedita a mia nonna, la sua vera ancora di salvezza, colei che lo sostenne fino alla fine e che amò alla follia, scriveva:

"La guerra è finita da due anni e ho ancora gli incubi. Ho messo su qualche chilo. Continuo a chiedermi perchè abbiamo combattuto. Per chi abbiamo combattuto. Avremmo dovuto emigrare lontano. Sono partito povero, sono tornato che eravamo ancora più poveri. Come potrai sposarmi se non ho niente da darti? Con affetto e profondo rispetto, tuo, Paolo"

Mio zio mi diceva "Non avevamo terra, non avevamo animali, non avevamo un lavoro se non occupazioni saltuarie, non avevamo un soldo, la casa dove abitavamo cadeva a pezzi. La gente qui ha fatto i soldi perchè ha venduto la terra. Noi non l'avevamo e siamo rimasti poveri. " Anche lui sognava di emigrare e rifarsi una vita altrove ma poi alla fine si fermò in Brianza, anche a causa dei suoi malanni fisici, e si mise a vendere dolci. Stessa cosa valeva per mia madre che andò a lavorare in una ditta di tappeti a 14 anni e ci rimase fino a dopo la mia nascita. Tutti e due sono rimasti nel paese ma avrebbero voluto fare i bagagli e partire. Ai miei genitori fu offerta la possibilità negli anni '70 di trasferirsi in Colombia ma per tanti motivi, alcuni molto seri, rifiutarono. Oggi, a quasi 40 anni di distanza, mi capita spesso di sentire mia madre che rimpiange di aver rifiutato quell'offerta sudamericana. Lei e mio padre vivono poco in paese, per loro è come un dormitorio, appena possono prendono la macchina e lasciano le mie zone e vanno, anche solo sulle montagne vicine, tutto pur di non vivere in paese. Mio padre dice "Questi paesi mi mettono la morte addosso".

lunedì 3 settembre 2012

"Shining Tree Ep" - Herself


Andando a questo link potete ascoltare e poi anche scaricarlo: http://www.rockit.it/herself/album/shining-tree-ep/20191


"Trovare una ragione per andare avanti..."ho scritto in una lettera che ho spedito al mio stesso indirizzo. Hai risposto con una scatola vuota. I giorni si accorciano e l'angoscia si diverte a giocare con la pioggia. Io la osservo dal balcone e le offro da mangiare e da bere. Viviamo insieme da sempre. Abbiamo stretto un patto. Solo noi quattro ne conosciamo i termini. 

domenica 2 settembre 2012

"Tristano e Isotta" - Richard Wagner

Fra una lettura e l'altra, ieri ho finalmente cominciato a rileggere il libretto dell'opera "Tristano e Isotta" di Richard Wagner. Non chiedetemi perchè, forse l'ho fatto perchè da quando ho visto al cinema quel capolavoro che è "Melancholia" di Lars Von Trier una delle tracce che ho ascoltato maggiormente nell'ipod è il "Prelude" e chi ha visto quel film sa di cosa sto parlando o forse l'ho fatto perchè mio zio mi parlava tantissimo di quest'opera di Wagner nei mesi che precedettero la sua morte e in queste ultime settimane sto pensando continuamente a mio zio perchè mi manca, non c'è niente da fare, mi manca tantissimo e vorrei che fosse qui per poterci parlare e fa male sapere che non ci potremo mai più incontrare nella nostra vita. Tutte le volte che finivo nella stanza in fondo al corridoio dove si esercitava con la tromba pur non avendo quasi più fiato per colpa della malattia lui mi ripeteva: "Quando lo mettono in scena in qualche teatro vicino ci andiamo, io ti pago il biglietto e tu metti la macchina". Purtroppo il suo è stato un desiderio che non abbiamo potuto realizzare. Non sono nemmeno riuscito a salutarlo mio zio prima che morisse perchè arrivai troppo tardi all'ospedale. Durante tutti questi inutili anni "Tristano e Isotta" l'hanno presentato in alcuni teatri che avrei potuto raggiungere con facilità ma non ho mai avuto la forza per farlo. Una volta rimasi due ore in colonna per comprare il biglietto e una volta arrivato di fronte al botteghino scappai via vagando per la città fino a notte fonda prima di tornare a casa.

Ieri ho toccato la prima neve, il panorama era mozzafiato ma quanta tristezza avevo in corpo.