martedì 31 luglio 2012

Film

Mesi fa un amico omosessuale mi aveva chiesto di andare a vedere insieme il film "L'amore e basta" di Stefano Consiglio in un circolo Arci ma avendo un impegno avevo saltato l'appuntamento. Avevo completamente dimenticato quel film ma mi ricordavo il giudizio negativo espresso dal mio amico. Ieri sera mentre mangiavamo io e la mia compagna l'abbiamo finalmente visto su La7. Non ci è piaciuto e siamo più o meno d'accordo con quanto scritto nella recensione di Manuel Billi su Spietati.it  (la mia compagna ha detto che poco prima Vendola ne aveva parlato come di un bel film...mah...) però mi ha  messo voglia di rivedere Furyo di Nagisa Oshima.


lunedì 30 luglio 2012

...a fine luglio...

Qualche giorno fa avevo scritto due righe su quelle furbette delle Pussy Riot finite in galera in Russia per un'azione goliardica in una chiesa. Adesso leggo che hanno chiesto scusa (notizia poi da verificare perchè poi rischiano 7 anni ) per il loro comportamente. Lungi da me il voler commentare eccessivamente questa notizia (ricordiamoci: 1) che la Russia di Putin non fa rima con libertà; 2) tutto il circo che gira intorno a quell'esibizione;e 3) il rapporto fra religione/potere/cultura/denaro e infine 4) le alleanze che stringono fra loro le varie religioni per combattere noi mostri e difendere i propri privilegi) ma ogni volta che c'è di mezzo la chiesa (o qualsiasi altra religione...per esempio pensate a quanto combinano gli ebrei ortodossi...) è quasi scontato che si faccia un passo indietro. Difficile non indietreggiare, difficile che non ne escano sempre dei compromessi (pensiamo alle coppie di fatto/Milano) al ribasso con chi predica delle scemenze alle quali uno è liberissimo di credere nel privato della sua casetta. Ricordo un fatto: morì il padre di una mia amica e una sera si presentò a casa il prete della parrocchia di quartiere. Senza chiedere il permesso si mise a recitare una preghiera e la mia amica e sua madre gli chiesero di smetterla, che se voleva dirle poteva dirle in chiesa o nella canonica ma non in quella casa perchè il morto non era credente e il funerale sarebbe stato laico. Il prete perse la pazienza e la mia amica, sempre troppo buona col prossimo, gli concesse di rimanere chiedendogli però di evitare di dire a voce alta le sue preghiere, di benedire la salma o compiere altri rituali religiosi. A sostenere quelle due donne rimanemmo solo io e altri due miei amici perché il resto dei parenti se l'era squagliata preferendo evitare spiacevoli conseguenze. Alla fine anche il prete gettò la spugna e se ne andò scuotendo il capo, probabilmente rimanere lì in silenzio senza muovere le braccia e spruzzare acqua non faceva per lui. Ricordo le parole secche di quella donna rimasta vedova "Se qualcuno entra nella vostra casa e vi sputa in faccia voi lo fareste restare?" Ovvio che le Pussy Riot sono entrate in casa d'altri e che secondo le leggi vigenti andrebbero condannate (sto ipotizzando che sia così) ma che vengano condannate solo perchè sono entrate in  casa d'altri, senza stupidissime aggravanti di vilipendio alla religione perchè è davvero ora di finirla con queste stupidaggini. 

Il mio cugino prete dice che andrò all'inferno, mia cugina suora dice che mi comporto così perchè mi rifiuto di ascoltare la parola di Dio....e quando si parla coi religiosi dicono sempre queste cose...ah, no, ci sarebbe anche la storia della libertà individuale...e dei progetti divini...dei talenti...del disegno intelligente...etc, etc, bla bla bla bla bla....(come il mio)...e quanta confusione fra mezzi e fini....

Io sorrido sempre perchè li vedo davvero realizzati quando dicono queste cose mettendocela tutta per convertire questa mia povera anima persa nelle tenebre e condurla sul cammino della luce. Dimenticavo: io con loro mi sono conquistato la possibilità di dare della testa di cazzo a un prete e a una suora così come sono libero di darlo ad altre persone e così come mi piace riceverlo.

(Voi non trovate sinceramente più interessante e gagliarda Scientology?...ah ah ah ah ah...c'entra sempre la letteratura...)

(E quanto mi manchi Hitch...)

domenica 29 luglio 2012

Kovlo - Tutti Giù - Festival del Cinema di Locarno

Vi segnalo:

I KOVLO saranno al Festival del Film di Locarno quest'anno:

- dal vivo al Cambusindie, giovedì 2 agosto, ore 22 (La Cambusa, Locarno);

- come realizzatori della colonna sonora originale del film "Tutti Giù" (http://www.tuttigiu-film.ch/), in concorso al festival nella sezione "Cineasti del presente", martedì 7 agosto, ore 11:00, La Sala (http://www.pardolive.ch/it/catalogue/film.html?fid=627980&sl=it). Il film sarà nelle sale della Svizzera italiana ad inizio settembre.


Aggiungo io che per chi segue lo sci femminile in questo film è presente anche la giovane sciatrice svizzera Lara Gut già vincitrice di due medaglie d'argento ai Mondiali. E se vi interessa qui potete trovare una mia intervista ai Kovlo e anche due recensioni dei loro dischi.

venerdì 27 luglio 2012

....lavori?...(Westkust)

Quanto sta succedendo all'Ilva dovrebbe essere un'occasione per rimettere in discussione tutto e probabilmente invece si trasformerà nella solita tragicommedia che finirà in farsa. E' di fronte a casi del genere, alla morte che si è impadronita delle nostre vite, delle nostre case, dei nostri uteri che si dovrebbe cominciare a chiedersi se ci interessa lasciare un pianeta alle generazioni future. Muoversi, parlare, discutere, litigare, confrontarsi, senza rimanere ancorati a modi di pensare figli dei secoli passati. Non è facile farlo e ne ho avuto la prova cercando di intavolare una discussione coi familiari di un uomo morto per un tumore causato secondo i medici dall'inquinamento..."...sa com'è...quelle aziende..."...davanti alla bara quegli uomini e quelle donne del mio stesso paese mi hanno detto "Ma cosa vuol dire morto d'inquinamento?" ...intorno a loro muri di gomma, silenzi, nomi da tacere. Il lavoro, se non lo è già stato in passato, ha assunto le forme di una lotta fratricida, fra padri e figli, fra amici e amiche, con tanto di proposte assurde come quelle della Perugina che ovviamente non possono che sfondare porte aperte (meglio un lavoro che ...). Sempre più difficile è la lotta per conservare la dignità individuale e collettiva in un mondo di contratti precari, con condizioni di lavoro spesso improponibili, diritti e garanzie assenti, professionalità svendute e ore perse a svolgere lavori assurdi e totalmente inutili. Certe volte penso ai lavori inutili: in passato mi è capitato di passare 8-11 ore al giorno + il sabato, anche in catena di montaggio, a produrre oggetti totalmente inutili che di lì a cinque mesi sarebbero finiti in discarica. La loro vita era calcolata in cinque mesi, poi ci sarebbe stato un nuovo modello. Ti spacchi le mani, la schiena, i polmoni, perdi ore di sonno e ti chiedi, ok, questo lavoro mi sta facendo mangiare e sta offrendo un'opportunità di riscatto a me e ad altre persone ma in fin dei conti che cazzo sto facendo tutto il giorno? A che cazzo servono questi espositori? Il problema arrivava quando sottoponevo questi miei dubbi agli altri colleghi e la loro risposta era sempre e comunque la più scontata "L'importante è lavorare e portare a casa i soldi per mangiare"...se davvero tutto fosse così semplice...

Un disco da ascoltare a tutto volume e conosciuto su polaroid.blogspot.com per tirarsi su il morale e tornare ragazzini:



giovedì 26 luglio 2012

Falling Skies

Nelle ultime settimane ho portato a termine la visione di tutte le puntate finora disponibili della serie di fantascienza "Falling Skies" (e se qualcuno fra di voi l'ha vista mi piacerebbe sapere cosa ne pensa). Fra i protagonisti c'è una tale Sarah Carter nella parte di Margaret e che poi sarebbe questa:

e che mi ha ricordato (è stato come un flash) un'infermiera che ho conosciuto durante un mio ricovero in ospedale e che poi ho incontrato quasi ciclicamente dentro e fuori quel posto (reggeva decisamente bene l'alcool...eh eh eh) per colpa di mia nonna, mio padre, mio zio, mia madre, me stesso. Tutte le volte che c'incontravamo lei si fermava a scambiare due chiacchiere e se c'era la possibilità di un momento di pausa ci bevevamo un caffè o fumavamo una sigaretta sulle scale antincendio o nel piazzale esterno. Una tipa schietta e dura proprio come Margaret di Falling Skies. Una notte mi fece una ramanzina da togliermi il fiato, lei che a quei tempi era un'infermiera con poca esperienza e la faccia tutta sudata. La penultima volta che la incontrai in ospedale mi disse che il lavoro la stava esaurendo e che non ce la faceva più a sopportare la sofferenza, i ritmi stressanti, la mancanza di sonno, l'odore di urina e morte e cibo precotto, il sangue, le lacrime. Diventare un'infermiera era stato il suo sogno sin da bambina ma adesso ne aveva piene le scatole e voleva solo rilassarsi nella sua casa nascosta fra le montagne. L'ultima volta che l'ho vista spingeva un passeggino con due splendide e biondissime gemelle che piangevano a dirotto. Dopo esserci abbracciati mi ha chiesto come stava mio padre e che n'era stato di mia nonna. Ha smesso di fare l'infermiera perché ha deciso di vivere da madre, crescendo le sue due figlie e occupandosi della casa e del terreno che la circonda. E' difficile crescere due figlie con il solo stipendio da operaio del suo compagno di vita ma ci stanno provando lo stesso e non hanno nessuna intenzione di mollare. "Ho ritrovato l'olfatto" mi ha detto "e il tempo per fare le mie cose". Ho pensato a lei non solo per quel telefilm ma anche perchè in questi giorni sto rileggendo lo splendido libro di William Vollmann "I racconti dell'arcobaleno" (Fanucci, 2001, 681 pagine) e la parte iniziale presenta dei brani dedicati a chi si aggira nei meandri di un Pronto Soccorso. "Deficiente, vedi di mangiare!" mi disse la prima volta che ci incontrammo ed è a lei che devo la scoperta degli Editors. Qui sotto ho trascritto un piccolo brano di Vollmann che mi ha ricordato un suo sfogo:

"Per caso ha da fare?" chiese timidamente un drogato. Gli toccò indicarsi la vena buona; non riuscivano a trovarla. Ma era consumata, come tutte le altre. Il flebotomo spostò il laccio emostatico più giù. Pungolò col dito, lo pigiò, poi si mise a schiaffeggiare, palpare, toccare, sondando a più riprese con l'indice; alla fine sospirò e strofinò la parte con l'alcol. "Mmm" fece, scuotendo la testa.
"Non si preoccupi" disse il tossico. "Non credo che troverà una vena. E comunque devo andare. Ripasso per la linea rossa."
"Be', facciamo un altro tentativo" disse il flebotomo.
"Certe volte ho problemi anche a bucarmi" disse l'uomo. "Per fortuna sono ambidestro. Cioè, ero ambidestro. Di solito le mie vene sono a posto. Oggi c'è un grumo o un ascesso."
"Le interessa fare l'esame?" disse l'Angelo che Prende Nota alla paziente di turno.
"Certo, ma non ho più vene!" La donna si sbottonò il cappotto con una smorfia. Aveva le braccia coperte di macchie nero bluastre. Il flebotomo sondò delicatamente con il pollice, e lei si sporse in avanti; lì per lì mi parve ansiosa di aiutarlo, ma poi capii dalle sue spalle sollevate con rassegnazione che era senza speranza.
"Allora," disse il flebotomo "useremo questa, proprio sotto la farfallina. Non deve guardare."
"Va bene" concordò lei. "Tanto non ci riesco a guardare se me lo fa un altro."
Per tutta la mattina guardai quel dito rimbalzare come una palla sulle vene gommose. Quasi tutti i tossici erano in maniche lunghe. "Probabilmente potremmo sbrigarne un migliaio al giorno" disse l'Angelo che Prende Nota. "Ne sono sicura." Nei momenti di pausa il personale sfogliava il giornale. "Quella donna con ui ho parlato prende il metadone," disse il dottore "si fa di eroina tre volte al giorno." Quando i tossici entravano, l'altro dottore si drizzava in piedi con una spinta delle gambe. "Meglio tenerli d'occhio quegli aghi" disse sottovoce. "(William Vollmann, "I racconti dell'arcobaleno", pp. 25-26)

 e visto che si parlava di Editors mettiamo su anche un loro brano ospedaliero.

mercoledì 25 luglio 2012

Dighe

Ho finito ieri notte di leggere il libro di Arundhati Roy e ho ancora la testa piena delle parole di questa scrittrice indiana. "In marcia con i ribelli" non si limita a descrivere le lotte dei maoisti in India ma amplia decisamente lo sguardo offrendo al lettore numerosi spunti di riflessione a proposito dei movimenti popolari, dell'uso della violenza o della non-violenza, del rapporto fra economia (multinazionali, vi dice qualcosa la Tata?) e politica, fra economia/politica e mezzi d'informazione (se ne parla sempre troppo poco di questo legame). Leggendolo è impossibile non porsi degli interrogativi sullo stato in cui versa il nostro mondo, sulla distruzione dell'ecosistema e sui disastri che ci attendono in futuro anche in seguito alla crescita economica e alla fame di consumi di paesi immensi come l'India e non solo e soprattutto come opporsi a tutto ciò. Tassi di cosiddetto sviluppo e crescita economica che si fondano su povertà, soprusi, violenze, stermini, prevaricazioni, distruzioni e silenzi complici. Leggendo dell'India non si può non pensare all'Europa, all'Italia, ai territori dove ciascuno di noi vive, alle scelte dei governi, a come giornali, internet e televisioni raccontano ciò che succede in quei Paesi, esattamente come cerca di racconta la mia cugina che sta in Africa e che mi scrive sempre che quando legge gli articoli che trattano della sua terra (per lei l'Africa è la sua terra) non ci trova nulla di ciò che sta accadendo veramente.

Poi un pomeriggio passi vicino a una diga, la guardi e la trovi orribile come sempre e non capisci cosa la gente ci possa trovare di così tanto bello da fotografarla. 

Vi lascio un lungo estratto, fatene quello che volete:

"Se il cinema fosse un'arte che coinvolge anche le percezioni olfattive - in altre parole, se potessimo annusare i film - allora pellicole come The Millionaire non vincerebbero l'Oscar. Il tanfo di una povertà di questo genere non si mescola bene all'aroma dei popcorn caldi.
La gente alla manifestazione del Jantar Mantar, quel giorno, non veniva neppure dalle baraccopoli ma dormiva sui marciapiedi. Chi erano? Da dove erano venuti? Erano i profughi dell'India Shining, persone che venivano riversate qua e là come scarichi tossici di un processo produttivo industriale impazzito. I rappresentanti dei sessanta milioni di persone, secondo le stime, che sono state cacciate da casa loro dalla miseria delle campagne, dalla lenta morte per inedia, da alluvioni e siccità (molte delle quali provocate dall'uomo), da miniere, acciaierie e fonderie d'alluminio, da autostrade e tangenziali, dalle 3300 grandi dighe costruite dall'Indipendenza a oggi e ultimamente dalle zone economiche speciali. Fanno parte degli 836 milioni di indiani che vivono con meno di venti rupie al giorno, quelli che muoiono di fame mentre milioni di tonnellate di cereali alimentari vengono divorate dai topi nei magazzini statali oppure bruciate in massa (perché costa meno dare il cibo alle fiamme che distribuirlo ai poveri). Sono i genitori delle decine di milioni di bambini malnutriti del nostro paese, del milione e mezzo che muore ogni anno prima di raggiungere i dodici mesi di vita. Sono i milioni che formano le squadre di forzati trasportate da una città all'altra per costruire la "New India". E' questo che significa "godere dei frutti dello sviluppo moderno"? Cosa devono pensare, queste persone, di un governo che reputa opportuno spendere sei miliardi di dollari di denaro pubblico (a fronte di una previsione iniziale di cento milioni di dollari) per una manifestazione sportiva di due settimane alla quale, per paura di terrorismo, malaria, dengue e del nuovo superbatterio New Delhi, molti atleti internazionali si sono rifiutati di partecipare? Una manifestazione che la regina d'Inghilterra, formalmente a capo del Commonwealth, non ha nemmeno preso in considerazione di presiedere, neppure nei suoi sogni più sfrenati. Cosa devono pensare del fatto che enormi somme di denaro siano state sottratte e accantonate da politici e funzionari dei Giochi? Non molto, credo. Perché per chi vive con meno di venti rupie al giorno, cifre di quella portata devono sembrare fantascienza. Forse non gli viene in mente che sono soldi loro. E' per questo che i politici corrotti in India non hanno mai problemi a tornare al potere, usando i soldi che hanno rubato per comprarsi i voti. (Poi simulano rabbia e chiedono "Perché i maoisti non si presentano alle elezioni?")
Mentre ero al Jantar Mantar, in quella bella giornata, ho pensato a tutte le lotte che il popolo di questo paese sta conducendo: contro le grandi dighe della valle di Narmada, di Polavaram, dell'Arunachal Pradesh, contro le miniere in Orissa, Chhattisgarh, Jharkhand, contro la polizia da parte degli adivasi di Lalgarh, contro l'esproprio delle terre destinate alle industrie e alle zone economiche speciali in tutta la nazione. Per quanti anni e in quanti modi il popolo ha combattutto per evitare un destino simile? Ho pensato a Maase, Narmada, Roopi, Niti, Mangtu, Madhav, Saroja, Raju, Gudsa Usendi e alla compagna Kamla (la mia giovane guardia del copo durante il periodo passato nella giungla insieme ai maoisti), tutti con i loro fucili a tracolla. Ho pensato alla grande dignità della foresta in cui avevo camminato così di recente e al ritmo dei tamburi adivasi a Bastar, durante i festeggiamenti in ricordo della rivolta di Bhumkal, una sorta di colonna sonora dettata dal battito sempre più accelerato di una nazione infuriata. 
Ho pensato a Padma, mia compagna di viaggio fino a Warangal. Ha poco più di trent'anni, ma per salire le scale deve aggrapparsi al corrimano e trascinare avanti il peso del corpo. E' stata arrestata a una sola settimana di distanza da un'operazione di appendicite. L'hanno picchiata fino a provocarle un'emorragia interna che ha reso necessaria l'asportazione di alcuni organi. Quando le hanno spezzato le ginocchia, i poliziotti hanno cortesemente spiegato di averlo fatto per essere sicuri "che non tornasse più a camminare nella giungla". E' stata rilasciata dopo aver scontato otto anni di carcere. Ora dirige l'Amarula Bandhu Mithrula Sangham, il Comitato parenti e amici dei martiri. L'associazione si occupa di recuperare i cadaveri delle persone uccise in finti scontri. Padma passa il tempo a girare per il nord dell'Andhra Pradesh con qualsiasi mezzo riesca a trovare, di solito un trattore, per trasportare i cadaveri delle persone i cui genitori o coniugi sono troppo poveri per permettersi il viaggio per recuperare i resti dei propri cari.
La tenacia, la saggezza e il coraggio di coloro che hanno combattuto per anni, per decenni, per portare un cambiamento o anche solo un sussurro di giustizia nella propria vita, è una cosa straordinaria. Che la gente combatta per rovesciare lo stato indiano o contro le grandi dighe o solo contro un'acciaieria o una miniera in particolare oppure una zona economica speciale, il punto cruciale è che sta combattendo per la dignità, per il diritto ad avere una vita, e un odore, da essere umano. Combattono perché, per quanto li riguarda, "i frutti dello sviluppo moderno" puzzano come vacche morte sull'autostrada." (Arundhati Roy, "In marcia con i ribelli", Ugo Guanda Editore, pp. 137-141, dal capitolo "La rivoluzione effetto cascata)


martedì 24 luglio 2012

Pussy Riot

Coraggiose e simpatiche queste ragazze che se la stanno vedendo brutta in Russia. Il video incriminato mi ha fatto sghignazzare parecchio.


E un libro arrivatomi a sorpresa per posta:


lunedì 23 luglio 2012

Peanuts e lunedì...

Questa striscia dei Peanuts:


è l'immagine del mio risveglio. Peccato che qualcosa di positivo io non riesca mai a trovarlo. Mia nonna diceva "Già se riesci a respirare è qualcosa di positivo..." e invece voler smettere di respirare è positivo o negativo? Mia nonna avrebbe risposto "Assolutamente negativo, che discorsi sono!" pur sapendo che non mi avrebbe mai convinto totalmente. 

domenica 22 luglio 2012

Vento forte

Qualcosa di sparso:

- un articolo di Tommaso Pincio su Joyce Carol Oates (autrice tutta da scoprire seppur fra alti e bassi), il libro su Mike Tyson e la boxe che è uno sport che apprezzo particolarmente e di cui tanti anni fa andavo a vedere anche qualche incontro prima con mio nonno e mio padre, poi con mio padre e mio zio, poi da solo e poi ho smesso e purtroppo non riesco più a vedere molti incontri in televisione. Mi commuove sempre il ricordo di un amico di mio nonno che scommetteva ogni cosa sugli incontri di pugilato: http://tommasopincio.net/2012/07/16/tyson-secondo-oates/

- un articolo di Giorgio Vasta su questo libro sotto di Matteo Galliazzo (lo so che ne ho già parlato): http://www.minimaetmoralia.it/?p=8686


- mi piacciono i basettoni del vincitore del Tour De France e che bello il ciclismo e un giorno riuscirò a seguirlo dal vivo dalla prima all'ultima tappa.

- qualche film visto o rivisto in questi giorni: "TAKE SHELTER" di Jeff Nichols, "SUBMARINO" di Thomas Vinterberg, "THE FUTURE" di Miranda July, "ORIZZONTI DI GLORIA" di Stanley Kubrick, "LOURDES" di Jessica Hausner, "I SOSPIRI DEL MIO CUORE" di Yoshifumi Kondo.

- ieri sera ho visto una ragazza crollare dai tacchi e finire nel lago. Bellissimo. Le sue amiche erano così ubriache che non potevano fare nulla per darle una mano.

sabato 21 luglio 2012

...mai...

Quanto sta accadendo in Spagna mi ha fatto pensare al servizio di Iacona di mesi fa dedicato a Barcellona & Co.. Ne ho già scritto in passato ma ieri sera parlando al telefono con degli amici che vivono a Barcellona e che da un bel po' di tempo fanno una fatica  del diavolo a portare a casa il pane non ho potuto che pensare a quel servizio disgustoso che era il classico servizio tendenzioso e vigliacco utilissimo per portare mulino alla propria causa. Che poi questa loro causa è la stupidità e il servilismo in cui vivono e vivranno per sempre. A persone come me fanno più schifo servizi come quelli confezionati in quel modo che cento ignobili titoli di Feltri & Co.



(...è che sono innamorato di Sebald..."Il cervello lavora incessantemente // con certune, siano esse pur // labili, tracce di auto-organizzazione // e talvolta ne deriva // un ordine, in parte bello // e rassicurante, ma anche più spaventoso // rispetto al precedente stato d'ignoranza)

E qui sotto qualcosa che anche se accadrà il 25 luglio ve lo comunico in anticipo perché si sa che il tempo corre in frettissima. Se v'interessa vedere meglio le immagini e trovare i contatti giusti, il sito di riferimento è questo: http://invisibleshow.tumblr.com/




ALBERTO BOCCARDI
electro-suspancion live set

Ingegnere e musicista elettronico, è diplomato al Conservatorio di Milano e laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano. Dopo aver suonato in gruppi punk, hardcore e crossover, dal 2005 comincia a sperimentare con l’elettronica, unendola alla calda densità di strumenti acustici e analogici e concentrandosi, in particolare, sul contrasto tra suono e silenzio. Tra i fondatori di anyBetterPlace, ha composto musica per spettacoli di danza (Compagnia Cinzia Delorenzi, Schuko, Le molecole), videoartisti (Yuri Ancarani, Francesca Amati), film (Icaro Project), reading e pièce teatrali (Survival - Siamo Tutti Uno, Compagnia dei Giulllalli, Eterefolli –Festival del Ticino prize 2007).

http://www.youtube.com/watch?v=HUZph2hUuTU

http://www.albertoboccardi.com/


Asta & Lotteria, aperitivo all’aperto con buffet. Chiusura esposizione dei disegni nati durante la “24 hour drawing performance” di Arrington De Dionyso. Un disegno sarà vinto tramite estrazione, gli altri saranno messi all’asta.

giovedì 19 luglio 2012

"Il mulo" di Tony D'Souza (Isbn Edizioni)


Trovate qui la recensione del romanzo "Il mulo" di Tony D'Souza (Isbn Edizioni) e prossimamente recensirò anche questo libro:


e se vi interessa potete trovare qualche informazione qui. Sempre a proposito di ambiente, consumo acqua/suolo e scelte incomprensibili da parte di moltissime ma moltissime amministrazioni lascio solo il link di un articolo a proposito di un episodio sicuramente marginale ma significativo. Ognuno si faccia la propria idea ma io continuo a non capire queste scelte: http://www.casateonline.it/articolo.php?idd=73407

E questa canzone per una persona:


martedì 17 luglio 2012

"Night Drops" by Indian Wells


Potete ascoltare e scaricare "Night Drops" andando qui. Mi è piaciuto molto questo disco e prossimamente lo recensirò su Lankelot.



1- Qualche tempo fa avevo scritto due righe a proposito dei matrimoni omosessuali e ribadisco che continuo a non capire che problema ci sia nel permetterli (è un discorso che si potrebbe allargare anche a molte altre questioni) e mi fa ancora più sorridere sentir parlare del pericolo che coverebbe nelle adozioni di bambini da parte di coppie dello stesso sesso o dello stesso orientamento sessuale. Uno si guarda in giro e si chiede in che mondo è nata e cresciuta questa gente. Forse hanno vissuto nella casetta del Mulino Bianco dove tutto è bello pulito, bianco, inzuppato.

2 - Una seconda qustione: se per caso vi capitasse di ascoltare qualcuno che si mette a parlare di come funzioni bene e abbia risolto ogni problema di delinquenza la prostituzione in  Svizzera, legalizzata e sottoposta a severi controlli, con le prostitute che pagano le tasse e si garantiscono la pensione, ditegli che si sta sbagliando di brutto. La faccenda è decisamente più complessa e piena di luci e ombre. Se vi interessa potrei lasciarvi un sacco di link sulle recenti operazioni di polizia nel Canton Ticino che hanno portato alla chiusura di moltissimi locali, arresti, indagini, eccetera, eccetera. 

lunedì 16 luglio 2012

Soldi sporchi



Questo film di Sam Raimi lo hanno trasmesso qualche giorno fa in tv. La prima volta che lo vidi ero con i miei genitori e a metà film mio padre si alzò e guardandomi in faccia mi disse "Mi dispiace, mi piace davvero tantissimo questo film ma non posso continuare a vederlo..." e se ne andò a letto. Con gli anni ho compreso cosa avesse trovato mio padre di tanto angosciante in "Soldi sporchi" e l'averlo capito impedisce anche a me di vedere questa storia così malata senza starci troppo male.

Se vi interessa potete leggere la recensione di "Terra di confine" di Brian MCGilloway pubblicata su Lankelot.

venerdì 13 luglio 2012

Alla conquista della mini-padania interstellare...

Da Lecco gente comune alla conquista della padania interstellare e via, sempre più lontani, alla ricerca di padanie dimenticate dove vivono i padani custodi d'incredibili segreti e tesori:


e se a loro si unisse parecchia altra gente, stamattina mi vengono in mente Grillo, quelli del Fatto Quotidiano, Vendola, Renzi, Di Pietro, Bersani, Ferrero, Agnoletto, Diliberto, De Magistris, Scalfari, Landini, Camusso troverei l'aria intorno a me leggermente più accettabile.

Penso a tutto ciò all'inizio di una giornata schifosissima che mi procurerà una ferita che non potrà mai essere rimarginata. Impossibile evitare il dolore, impossibile prepararsi, impossibile recuperare medicine capaci di alleviare la sofferenza. Si aspetta il colpo e nient'altro.

http://soundcloud.com/jennghetto/that-ke-ha-song

(Che poi è la cover di "Tik Tok" di Kesha)

Wake up in the morning feeling like P Diddy
(Hey, what up girl?)
Grab my glasses, I'm out the door, I'm gonna hit this city
(Let's go)
Before I leave, brush my teeth with a bottle of Jack
'Cause when I leave for the night, I ain't coming back

I'm talking pedicure on our toes, toes
Trying on all our clothes, clothes
Boys blowing up our phones, phones
Drop-topping, playing our favorite CDs
Pulling up to the parties
Trying to get a little bit tipsy

Don't stop, make it pop
DJ, blow my speakers up
Tonight, I'mma fight
'Til we see the sunlight
Tick tock on the clock
But the party don't stop, no

Don't stop, make it pop
DJ, blow my speakers up
Tonight, I'mma fight
'Til we see the sunlight
Tick tock, on the clock
But the party don't stop, no

Ain't got a care in world, but got plenty of beer
Ain't got no money in my pocket, but I'm already here
And now, the dudes are lining up cause they hear we got swagger
But we kick 'em to the curb unless they look like Mick Jagger

I'm talking about everybody getting crunk, crunk
Boys tryin' to touch my junk, junk
Gonna smack him if he getting too drunk, drunk

Now, now, we go until they kick us out, out
Or the police shut us down, down
Police shut us down, down
Po-po shut us

Don't stop, make it pop
DJ, blow my speakers up
Tonight, I'mma fight
'Til we see the sunlight
Tick tock on the clock
But the party don't stop, no

Don't stop, make it pop
DJ, blow my speakers up
Tonight, I'mma fight
'Til we see the sunlight
Tick tock on the clock
But the party don't stop, no

DJ, you build me up
You break me down
My heart, it pounds
Yeah, you got me

With my hands up
You got me now
You got that sound
Yeah, you got me

DJ, you build me up
You break me down
My heart, it pounds
Yeah, you got me

With my hands up
Put your hands up
Put your hands up

Now, the party don't start 'til I walk in

Don't stop, make it pop
DJ, blow my speakers up
Tonight, I'mma fight
'Til we see the sunlight
Tick tock on the clock
But the party don't stop, no

Don't stop, make it pop
DJ, blow my speakers up
Tonight, I'mma fight
'Til we see the sunlight
Tick tock on the clock
But the party don't stop, no



giovedì 12 luglio 2012

Their consciousness

   


Vi segnalo l'articolo "W.G. Sebald. L’Europa tra bellezza e macerie" di Giancarlo Liviano d’Arcangelo uscito su «Nuovi Argomenti» e pubblicato su minimaetmoralia.

Questo invece:


è forse fino ad ora, pensandoci bene, il mio disco dell'anno e lo si può ascoltare qui:

http://fathermurphy.bandcamp.com/

mercoledì 11 luglio 2012

Appunti notturni...(sia lodato)...molto lunghi.....

"Mentre s'avviavano all'autobus, continuò a fare discorsi nel suo modo irreale, effervescente e noioso. "Dunque, dietro tutto questo è l'America borghese. questo è un crudele mondo di fronzoli e d'escrementi. Una civiltà superba e pigra che adora la propria cafonaggine. Tu e io siamo cresciuti nell'antica miseria. Io non so quanto americano tu sia diventato dai vecchi tempi del Canada - hai vissuto qui per molto tempo. Ma io non adorerò mai gli dei grassi. Io no. Non sono mica marxista, sai. Io conservo il mio cuore per William Blake e Rilke. Però un un uomo come il padre di Laura! Ma capisci! Las Vegas, Miami Beach. Loro volevano che Laura si trovasse un marito al Fountainblue, un marito coi soldi. Alla vigilia del giudizio universale, già presso l'ultima tomba del genere umano, quelli stanno ancora a contarsi i soldi. A pregare sui loro rendiconti bancari..." Nachman continuava con vigore noioso, persistente. Aveva perduto qualche dente, e la mascella gli si era rimpicciolita, sulle guance grigie gli spuntavano i peli della barba. Ad Herzog pareva ancora di vederlo come quando aveva sei anni. Anzi, non riusciva a liberarsi dalla visione dei due Nachman, uno vicino all'altro. Ma era il bambino con la faccetta fresca, la fessurina sorridente tra gli incisivi, la camicia abbottonata alla russa e i pantaloncini corti, quello che era reale, non questa apparizione sparuta di un Nachman folle che teneva discorsi. "Forse" tava dicendo adesso "la gente vuole che la vita finisca. L'hanno inquinata, la vita. Coraggio, onore, franchezza, amicizia, dovere, tutto insudiciato. Così noi odiamo il pane quotidiano che prolunga un'esistenza inutile. Ci fu un tempo in cui gli uomini nascevano, vivevano e morivano. Ma tu li chiami uomini questi? Siamo soltanto esseri. La morte stessa si dev'essere stancata di noi. Mi par di vedere la Morte che va al cospetto di Dio e gli dice "Cosa devo fare? Non c'è più grandezza nell'essere la Morte. Dispensami, o Dio, da questa meschinità"."
"Non è poi così brutto, come pensi tu, Nachman" Moses si ricordò di aver risposto. "So bene che la maggior parte della gente non ha immaginazione, e tu questo lo consideri un tradimento."
"Ebbene, amico mio d'infanzia, tu hai imparato ad accettare una condizione mista di vita. Ma io ho avuto visioni del giorno del giudizio. Vedo soprattutto un'ostinatezza di storpi. Non amiamo più noi stessi, però persistiamo nella testardaggine. Ogni uomo è testardamente, testardamente se stesso. Soprattutto se stesso, fino alla fine dei tempi. Ognuno di questi edsseri ha qualche segreta qualità, e per questa qualità è pronto a fare qualsiasi cosa. Rovescerebbe sottosopra l'universo, ma non cederebbe la sua qualità a nessun altro. Magari lascerebbe che il mondo si riducesse in polvere. Di questo parlano le mie poesie. Tu non hai molta stima dei miei Nuovi Salmi. Sei cieco, vecchio amico mio"
"Può darsi"
"Però sei un buon amico, Moses. Abbarbicato a te stesso. Ma un buon cuore. Come tua madre. Uno spirito gentile. L'hai preso da lei, e tu ce l'hai. Io avevo fame e lei m'ha dato da mangiare. Mi lavava le mani e m'aiutava a sedermi a tavola. Questo me lo ricordo. Era l'unica che fosse gentile con mio zio Ravitch, l'ubriacone. Qualche volta dico una preghiera per lei."
Yirskor, Elohìm, es nishmas Imi...Ricorda, Signore, l'anima di mia madre.
"E' morta da tanto tempo."
"E prego pure per te, Moses".
L'autobus su ruote giganti avanzava attraverso pozzanghere colorate di tramonto sopra foglie e ramoscelli di ailanto. Il giro che faceva era interminabile, lungo una bassa, ammattonata, suburbana, popolosa vastità. Ma quindici anni dopo, nella Ottava Strada, Nachman lo ha sfuggito. Mentre si precipita verso la bottega del formaggiaio, non è che un vecchio, un derelitto, curvo, storto. Dove sarà mai sua moglie? E lui dev'essersi squagliato per evitare spiegazioni. Il suo pazzoide senso di buona educazione gli deve aver suggerito di evitare un incontro del genere. O s'è dimenticato tutto? O forse gli piacerebbe poterselo dimenticare. Ma con la mia memoria - morti e matti stanno sotto la mia tutela, ed io sono la nemesi degli aspiranti-dimenticati. Io lego gli altri ai miei sentimenti, e li opprimo." (Saul Bellow, "Herzog", pp 200-203)

"Alle tre del pomeriggio, vestito a metà, usciva dalla camera per prendere il tè, silenzioso, col viso pervaso di scura collera. Ma poi a poco a poco ridiventò entrepeneur, combinava i suoi affati come un prestidigitatore, per la strada, a Cherry Street, di fronte alla casa di tolleranza negra, tra i vagoni dei treni merci. E poi mamma cominciò a morire. Ed io stavo in cucina le notti d'inverno, a studiare Il tramonto dell'Occidente. Il tavolo rotondo era coperto con una tela cerata.
Quello fu un gennaio spaventoso, le strade incrostate di un ghiaccio d'acqua. La luna era ferma sulla neve vetrosa dei giardinetti dietro le case dove tozzi ballatoi a travi proiettavano le loro ombre. Sotto la cucina c'era il camerone della caldaia. Il portinaio la caricava, per grembiule portava un sacco di iuta, e la sua barba da negro era tutta granulosa di carbone tenero. La pala grattata sul cemento, e poi sbaracchiava nella bocca della caldaia. Chiudeva la porta di metallo sbattendo lo sportello con la pala. E poi portava via le ceneri dentro a dei cesti - vecchi canestri di pesche. Io, ogni volta che potevo, abbracciavo le lavandaie, giù da basso, nella lavanderia. Ma adesso ero immerso in Spengler. Mi dibattevo e affogavo nelle visioni oceaniche di quel sinistro crucco. Prima c'era l'antichità, per cui sospirano tutti gli uomini - la bellissima Grecia! Poi l'era dei Maghi, e infine quella di Faust. Così appresi che io, ebreo, ero Mago per nascita e che noi Maghi avevamo già avuto la nostra epoca di grandezza, passata ormai definitivamente. Per quanto potessi sforzarmi, non avrei mai afferrato l'idea cristiana e faustiana del mondo, per sempre a me estranea. Disraeli aveva creduto di poter capire e guidare gli inglesi, ma sbagliò in pieno. Meglio che io mi rassegnassi al Destino. Ebreo qual ero, relitto, come le lucertole sono relitti della grande età dei rettili, avrei potuto prosperare solo in modo falso, raggirando i goy, bestie da soma di una civiltà mutilata e finita. Che era stata, in tutti i casi, un'epoca di esaurimento spirituale - quando tutti gli antichi sogni erano già stati sognati. Io mi arrabbiavo: ardevo come la caldaia; e tornavo a leggere, malato di rabbia.
Quando mi distolsi dalla fitta stampa e dalla sua insidiosa pedanteria, col cuore infetto d'ambizione, e formicolante dei batteri di vendetta, mamma entò in cucina. Vedendo la luce sotto la porta, aveva attraversato tutta la casa, dalla sua stanza di malata. Le si erano dovuti tagliare i capelli durante la malattia e questo aveva reso i suoi occhi irriconoscibili. Oppure no, i suoi capelli corti non avevano fatto che semplificare il messaggio degli occhi: Figlio mio, questa è la morte. 
Io avevo scelto di non leggerlo, quel messaggio.
"Ho visto luce " disse. "Che cosa fai in piedi così tardi?" Ma i morenti, per sé, hanno rinunciato alle ore.Sentiva soltanto pena per me, per il suo orfano, capiva che io ero un gesticolatore, che ero un ambizioso, uno sciocco; pensava che vista e forza mi sarebbero serviti poi, il giorno della resa dei conti.
Qualche giorno dopo quando già aveva perduto la facoltà della parola, ancora cercava di consolare Moses. Proprio come quella volta che lui sapeva bene che la madre s'era sfiatata per trascinarlo sulla slitta, a Montreal, eppure non voleva scendere. Era entrato nella sua stanza di moribonda, coi libri di scuola in mano, per dirle qualcosa. Ma lei sollevò le mani e gli fece vedere le unghie. Erano blu. Vedendo che lui le fissava, lentamente lei cominciò a muovere la testa su e giù come se volesse dire. "Eh già, Moses, ora sto morendo". Lui si sedette vicino al letto. E allora lei si mise a carezzargli la mano. Lo faceva come poteva, le dita avevano perduto flessibilità. Sotto le unghie gli sembrarono già diventate dell'argilla azzurrina delle tombe. Aveva già cominciato a trasformarsi in terra! Lui non osava guardare, ma tendeva l'orecchio ai pattini delle slitte dei bambini per la strada, e allo stridere delle ruore dei carrettini degli ambulanti sul ghiaccio nodoso, al rauco richiamo del venditore di mele e allo strepito ferrigno della sua bilancia. Il vapore sussurava nello sfiatatoio. La tenda era tirata. 
Nel corridoio fuori dall'Aula dei Magistrati, s'infilò tutt'e due le mani nelle tasche dei pantaloni e tirò le spalle in su. A denti stretti. Un ragazzo sempre chino sui libri, sgobbone. E poi, pensò, c'era stato il funerale. Come aveva pianto Willie nella cappella! Era suo fratello Willie, dopo tutto, che aveva il cuore teneto. Ma...Moses scosse il capo per liberarsi di quei pensieri. Più ci pensava, e peggio diventava la sua visione del passato." (Saul Bellow, Herzog, pp. 353-355)

E due articoli:

lunedì 9 luglio 2012

Una donna

Una ventina d'anni fa viveva nel mio rione una donna che la mattina di Natale preparava la trippa per tutti e mia nonna si svegliava presto per andarealla prima messa e poi passare a prendere la trippa da Carmela prima che finisse. La portava a casa e lei, mia madre e mio padre la mangiavano seduti nella cucina 3 metri per 1 e mezzo del mio appartamento. Maria Bernardina Romilda Consonni si chiamava mia nonna e bevve sette, otto caffè al giorno fino al 1987 quando morì a 85 anni per un ictus. Anche io bevo sette, otto caffè al giorno...diciamo che se sono a casa un caffè equivale a una moka intera e questo anche a notte fonda,  di pomeriggio, prima di cena e anche di più se capita e si tratta di un'abitudine che mi ha trasmesso proprio mia nonna che mi faceva bere caffè quando ancora ero all'asilo (ho dei vaghi ricordi di mia madre che litiga con lei perchè me lo faceva bere) e che poi è stata coltivata dalla mia nonna paterna che pure lei in fatto di caffè non scherzava per niente e che era poi favorita lavorando in un ristorante. Chissà cosa direbbero quelle due se sapessero che la mia compagna è una super tossica di caffè come loro due. 

Lo so che vi starete chiedendo quanto spendiamo in caffè...beh, sì, parecchio...ma facciamo economia su molte altre cose.


domenica 8 luglio 2012

Tre dischi da scaricare gratuitamente

Tre dischi molto interessanti che potete scaricare gratuitamente:


http://elvisdepressedly.bandcamp.com/album/mickeys-dead





E poi così, un'opera monumentale di cui scrive oggi Guido Vittello sull'inserto de Il Corriere della Sera. Vi lascio la copertina del primo volume e anche il link, poi se vi interessa vi cercate voi il resto:


venerdì 6 luglio 2012

Sangue

Ne hanno parlato e scritto in tanti, da parte mia mi limito a dire che Genova 2001 mi ha segnato per tanti motivi e a un livello molto personale. Scuoto la testa al pensiero di come siano stati in tanti quelli che negli ultimi mesi hanno stimato e apprezzato l'operato del signor Gianfranco Fini e di molti altri coinvolti  in questa vicenda. 

Intanto tagli su tagli, ipocrisie, furbizie, richiami a una presunta responsabilità si dispiegano nel mortuorio generale di questo paese ma io continuo a non perdere la speranza in un cambiamento.

E intanto ecco che uno dei massimi furbacchioni in assoluto, Michele Santoro, trova una nuova casetta....argh...argh...e chissà se si porterà dietro anche quell'altro...Marco Travaglio...

Passo e chiudo. 

Alcuni consigli:


Ho preferito il precedente libro di Judy Budnitz "L'odore afrodisiaco del cloro", che è un vero e proprio gioiello, ma anche "L'altro colore dell'inverno" merita di essere letto.

Due noir che recensirò per Lankelot:



Informazioni qui e qui

E un libro che ho ripreso in mano nell'edizione Mondadori:


giovedì 5 luglio 2012

Arrington's Apartment


BERGAMO*
> 3 / 4 Luglio ◯ ◯ ◯ ◯ ◯ ◯ ◯
“24 Hour Drawing Performance”
all day / night long
Per informazioni, orari e prenotazioni chiamare il 349 88 30 539

> 5 Luglio / h 19:00 ◯ ◯ ◯ ◯ ◯ ◯
INAUGURAZIONE E LIVE DI ARRINGTON DE DIONYSO
Esposizione dei lavori nati durante la “24 Hour Drawing Performance”
Aperta su appuntamento fino a sabato 28 Luglio

●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●
* Per indirizzo e conferma qui > onivatto@yahoo.it / 349 88 30 539
●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●●

http://soundcloud.com/hotz-betz/invisible_show_arrington-de

Tamil

L'altro ieri abbiamo ascoltato una ragazza tamil seduta al nostro tavolo raccontarci di un paese lontano, di un viaggio durissimo nella speranza di rifarsi una vita, dei dolori causati dalla guerra, delle quotidiane sofferenze e difficoltà per colpa di un razzismo nemmeno troppo nascosto ma soprattutto ci siamo scambiati cibo, sorrisi e bicchieri di succo di pompelmo. E' stato bellissimo vederla sorridere e rilassarsi sulla sedia quando le abbiamo detto di non preoccuparsi se il suo bambino piange a ogni ora del giorno. "Voi, no, bambino?" ha chiesto. "No, no, bambino" abbiamo risposto e lei giù a ridere ancora più forte. 




martedì 3 luglio 2012

Moscerini...

Stanotte tardi sedevo sul balcone bevendo un bicchiere di vino in completa solitudine e intorno si confondevano il pianto di un bambino, i gemiti di una coppia che stava scopando, le urla di un ragazzo contro il padre e le chiacchiere di un gruppo di slavi decisamente alticci. Bevevo lentamente e intanto pensavo allo sprezzo che covava nelle parole pronunciate poco prima da Salvini a "L'infedele" e alla ragazza immigrata che stasera busserà a casa nostra per farsi compilare la domanda di disoccupazione ma soprattutto riflettevo su me stesso, perchè quando mi comporto in un certo modo mi sento davvero una persona di merda, uno che non ha imparato nulla dai propri innumerevoli errori.


Un libro che mi è arrivato e che prossimamente recensirò per Lankelot:  "L'uomo che corruppe Hadleyburg" di Mark Twain (Mattioli 1885). 


E un libro di Gunther Anders che vi consiglio vivamente:


Trovate qualche informazione qui e per chiudere un disco del 1989 scoperto grazie ad Ondarock:


E qui trovate la recensione di "Storie di martiri, ruffiani e giocatori".

Infine una news dai Peter Kernel post tour canadese:

http://www.tio.ch/People/People/News/688654/Il-diario-canadese-dei-Peter-Kernel