sabato 30 giugno 2012

"Biglietto, prego. 21 racconti da viaggio" [zero91] dal 5 luglio



Il 5 luglio esce la raccolta di racconti : "Biglietto, prego. 21 racconti da viaggio" [zero91].

Ventuno racconti di 21 racconti di: Matteo Trevisani, Iacopo Barison, Fabrizio Gabrielli, Lorenza Fruci, Gianfranco Franchi, Alessandro Hellmann, Massimiliano e Pier Paolo Di Mino, Simone Ghelli, Micol Beltramini, Adriano Angelini Sut, Ernest LeBeau, Roberto Mandracchia, Alfredo Ronci, Francesca Bellino, Marilena Renda, Luca Piccolino, Matteo Bortolotti, Raffaella R. Ferré, Gianluca Liguori, Alessandro Raveggi, Alex Pietrogiacomi.

Introduzione di Filippo Tuena
Postfazione di John Vignola
Fotografie di Gianluca Giannone

Qui il booktrailer. 

venerdì 29 giugno 2012

Queer Rock Camp Fundraiser 2012

Girovagando alla ricerca di notizie, informazioni che riguardassero Jenn Ghetto trovo sul suo facebook questa frase "Its a dark time for the rebellion,, these guys need your help" e l'invito a dare una mano a questo evento che si sviluppa molto molto lontano da qui ma la solidarietà è qualcosa di universale che continuerà a non avere confini:


http://www.indiegogo.com/queerrockcamp2012

E poi qui la recensione del romanzo "I collezionisti di destini" di Stephen J. Cannell e sempre qui la recensione leggermente cambiata del libro di Fabio Cuzzola.

giovedì 28 giugno 2012

"Cinque anarchici del Sud. Una storia negata" di Fabio Cuzzola (Città del Sole Edizioni)


Ho letto "Cinque anarchici del Sud. Una storia negata" di Fabio Cuzzola (docente calabrese) alcune settimane fa e durante tutti questi giorni ho riflettuto sulle parole migliori che potessi utilizzare per scrivere una recensione, questo accenno di recensione che uscirà in maniera migliore su Lankelot. Riflettevo e non le trovavo queste parole, non le ho trovate forse nemmeno adesso, si accavallavano troppi ricordi, troppe storie di famiglia, passate e presenti, per mantenere la giusta lucidità, il giusto distacco per scriverne e nel frattempo questo Paese coricato al centro del Mediterraneo veniva scosso da una gambizzazione, da un folle attentato davanti a una scuola e poi arresti, processi, anniversari di stragi mafiose e di attentati come quello Ustica di cui a distanza di anni non si conosce ancora la verità, visioni di film fastidiosamente inutili (sto parlando di quelli di Marco Tullio Giordana e Daniele Vicari) e intanto, tanto per aumentare la confusizone, fra gli altri libri ammassati sulla scrivania faceva capolino la copertina dell'ultima fatica di Enrico Deaglio "Il vile agguato, Chi ha ucciso Paolo Borsellino. Una storia di orrore e menzogna". Un universo di segreti, supposizioni, misteri, interrogativi che non avranno mai una risposta. Segreti di stato inviolabili seppur malleabili a seconda delle circostanze e la certezza che ci sia sempre qualcosa da nascondere, da non rivelare per non incrinare la fiducia nelle Istituzioni del Stato. Si perderebbero anni nel mettersi d'accordo a proposito di quale verità si sta parlandoo: di verità processuali? Di verità storiche? Di verità supposte? Di verità di parte? Di verità volutamente eccessive e in alcuni casi paranoiche? La nostra storia è così piena di segreti che a pensare male ci si azzecca spesso. Purtroppo, si potrebbe aggiungere. Questo "Cinque anarchici del Sud" è un libro pubblicato nel 2001 e composto da un centinaio di pagine arricchite in coda da un emozionante appendice foto-documentaristica. E' un libro appassionato e appassionante che vuole riportare l'attenzione su una vicenda ignota ai più e accaduta nei primi mesi della strategia della tensione, una storia, quella di questi cinque ragazzi anarchici morti in un incidente automobilistico, apparentemente minore ma che è invece legata indissolubilmente a quei tragici eventi che ancora oggi condizionano la vita del nostro paese. Scrive Tonino Perna a pagina nove dell'introduzione:

"Ci sono voluti venticinque anni perché un magistrato, il giudice Salvini del tribunale di Milano, riaprisse il dossier relativo al deragliamento del treno a Gioia Tauro il 22 luglio del 1970. Anche in questo caso si parlò subito di incidente...ma qualche anno dopo si scoprì che si trattava di un attentato, senza per altro che emergessero colpevoli e mandanti. Era proprio quello che avevano scoperto questi giovani anarchici ed avevano raccolto in un dossier che stavano portando a Roma. Ci sono voluti dei pentiti fascisti e mafiosi che parlassero di tutto questo perché, per un attimo, ritornasse l'attenzione su quella notte maledetta quando, in un'ora incerta, improbabile, tra la fine dell'ora legale e l'inizio dell'ora solare, un camion di conserve di pomodori (probabilmente con l'ausilio di un'altra macchina) spargesse sull'asfalto il sangue innocente di chi credeva veramente nella libertà e nella giustizia. Di chi, malgrado le minacce, le intimidazioni, è andato avanti, senza paura, perché credeva nel valore supremo del solo tribunale esistente: la propria coscienza. Di chi credeva che la coerenza non sia solo una virtù, ma la prova del fuoco della validità, concretezza e serietà di un'ideale."

Cinque anarchici morti in uno scontro con un autotreno il 26 settembre 1970:  Angelo Casile (20 anni), Gianni Aricò (22 anni), Franco Scordo (18 anni), Annalise Borth (tedesca, 18 anni), Luigi Lo Celso (26 anni). Ma si trattò di un vero e proprio incidente oppure no? Chi guidava quell'autotreno? Non si trattò di un incidente ma di un vero e proprio agguato e le successive indagini furono una messinscena per nascondere la verità: ovvero che quei ragazzi dovevano morire perché avevano intuito come il deragliamento del treno, che causò la  morte di sei persone e il ferimento di altre sessantasei, fosse stato in verità un attentato, perché erano a conoscenza delle trame nere che condizionavano il nostro paese,  perché avevano riconosciuto  uomini appartenenti alla destra eversiva accorsi durante le giornate di Reggio Calabria, quegli stessi che daranno il loro contributo a insanguinare l'Italia per anni e per questi motivi quei ragazzi non dovevano arrivare a Roma e non ci arrivarono. Fabio Cuzzola ricostruisce in maniera appasionata e coinvolta la storia di questi ragazzi, restituendoceli come se fossero ancora in vita con la loro passione politica e la loro maturazione negli ideali e pratiche anarchiche, il loro scoprire il mondo, il confrontarsi con gli ultimi di tutta Europa nei loro viaggi senza soldi, il loro amore per l'arte e la musica e il divertimento, il non darsi mai per vinti di fronte alle difficoltà della vita. Ciò che colpisce maggiormente di questo libro non è tanto l'aspetto documentaristico (esaustivo e puntuale) quanto invece la passione che traspira da ogni singola pagina capace di narrarci come quattro ragazzi provenienti dal Sud e una ragazzina dalla Germania avessero sfidato pregiudizi, arretratezze culturali, bastonate, arresti finendo spesso per essere trattati come degli indesiderati, osteggiati da destra e da sinistra, additati come pazzi sanguinari e bombaroli dopo la strage di Piazza Fontana, ragazzi troppo liberi per essere ingabbiati dentro a schematismi prima di tutto mentali. Erano ragazzi come tutti noi, con ideali e passioni genuine, forse molto distanti da chi starà leggendo questo articolo, e che hanno dato la vita per la libertà, che hanno combattuto contro la leva militare, l'eversione nera, gli speculatori, i padroni, i mafiosi, il potere ecclesiastico. Leggendo di questi eventi, e bisogna ringraziare Fabio Cuzzola per aver scritto questo libro, ci si rende nuovamente conto di come su quel treno deragliato a Gioia Tauro, a Piazza Fontana, in via Fani, a Brescia, a Bologna, a Ustica, sia morto un pezzo di ciascuno di noi, anche se probabilmente molti di noi non erano ancora nati o erano dei bambini, e di come il risultato di quelle stragi e di quella strategia della tenzione condizioni il nostro presente e chissà ancora per quanto il nostro futuro ma tutto questo non ci deve mai far perdere la speranza di poterlo cambiare questo mondo, per far sì che queste morti non siano state vane, per far sì che non ci siano più persone come la madre di una mia amica, ragazzina milanese ai tempi della strage di Piazza Fontana, che ancora oggi quando si avvicina a quella zona preferisce cambiare strada per non rivivere gli incubi di quel giorno, lei, che camminava mano nella mano col suo fidanzato, a cento metri dalla Banca Nazionale dell'Agricoltura. Perché se c'è una cosa che mi ha sempre colpito di tutte queste vicende è il dolore, lo strazio dei familiari e degli innocenti che anno dopo anno chiedono verità, nomi, cognomi, mandanti di stragi, attentati, assassinii, rapimenti e non l'hanno ottenuta e non la otterranno mai.


mercoledì 27 giugno 2012

"I collezionisti di destini" di Stephen J. Cannell (Gargoyle Books)

A breve recensirò su Lankelot questo libro:



"Il sergente della Polizia di Los Angeles (LAPD) Shane Scully, detective decorato, riceve una telefonata a tarda notte da Barbara Molar, sua fidanzata di un tempo e poi moglie dell’ex partner di Shane, Ray. Quest’ultimo è un violento e sta cercando di uccidere Barbara. Scully accorre e, nella lotta fra i due uomini, Ray ha la peggio e perde la vita. Nel corso delle indagini, Shane scopre di essere persona non grata presso i colleghi e addirittura presso il sindaco di Los Angeles: è sospettato di omicidio e di aver sottratto i file di alcuni casi particolarmente sensibili cui Ray stava lavorando. Un leggendario personaggio degli Affari Interni della LAPD, la regina di ghiaccio Alexa Hamilton, viene incaricata di seguire la vicenda, ma Alexa, a causa di vecchi rancori, cerca la sua vendetta su Scully."

Se vi interessa trovate tutte le informazioni qui:

Dresda

Dresda fu sottoposta nel 1945 a una serie di bombardamenti genocidi che causarono migliaia e migliaia di vittime e di quei terribili giorni ne hanno scritto splendidamente Kurt Vonnegut col suo "Mattatoio n. 5" e, in generale sui bombardamenti Alleati sulla Germania, W.G.Sebald (cercate questo autore, cercatelo, mi raccomando) col suo "Storia naturale della distruzione" (Adelphi) e adesso Guanda pubblica "Ultimo incontro a Dresda" di Edgardo Cozarinsky che allarga ancora di più lo sguardo.


Ho volutamente usato il termine "bombardamenti genocidi" per sottolineare come ogni guerra sia una vera e propria catastrofe in tutti i sensi e per rimarcare ancora una volta il mio distacco da tutti quelli che ho ascoltato in questi anni prounciare frasi del tipo: "Se lo meritavano" "Che muoiano tutti" applicate a tedeschi, giapponesi, serbi, iracheni, croati, bosniaci, afghani, statunitensi, palestini, israeliani e la lista potrebbe non finire mai. Applicando questo stesso schema di pensiero a quegli anni ce li saremmo meritati anche noi i bombardamenti di quel genere (non che non ne abbiamo avuti ma non così pesanti come quelli capitati alla Germania), compresa la bomba atomica e perché no?...molti italiani si sono dimenticati da che parte combatteva questo paese durante quel conflitto e lo si può intuire dalle celebrazioni delle campagne russe o africane che si ripetono annualmente, con alpini e il resto dei corpi compresa qualche schifezza che sarebbe meglio cancellare dalla faccia della terra. Mio nonno che prima di diventare partigiano combattè sul fronte albanese, greco, etc, non partecipò mai a quel genere di commemorazioni. Si vergognava troppo di aver combattuto in quelle campagne. Dirò una cosa che apparirà molto forte per qualcuno ma vi devo confessare che io non riesco a sentire una vera e propria vicinanza per le sofferenze patite dai militari dell'Armir durante la ritirata, pur sapendo che erano povera gente, pur sapendo che fra quei militari c'erano dei miei parenti. La mia è una comprensione umana verso tutti gli ultimi, verso gli umili che furono scaraventati in quel massacro ma si ferma lì e non va oltre. Eravamo o no alleati dei nazisti? E qualcuno per caso si ricorda che diavolo succedeva sul fronte orientale? E se avessero per caso vinto? Fantascienza ma provate a pensarci.

Non l'ho letto questo libro di cui sotto c'è la copertina ma m'incuriosisce molto e ricorda un argomento di cui si stenta a parlare, credo anche volutamente: "I carnefici stranieri di Hitler. L'Europa complice delle SS" di Christopher Hale (Garzanti).



E cito questo libro perchè il caso ha voluto che su una spiaggia di un lago io e la mia compagna notassimo chiaramente il tatuaggio delle SS sulla spalla di un tizio. Pensavamo di esserci sbagliati ma quando i nostri sguardi si sono incrociati abbiamo capito che il tatuaggio era proprio quello e non un altro. Di ritorno, a piedi, verso casa, ci siamo fermati davanti alla sinagoga, abbiamo piegato il capo e siamo rimasti lì, in silenzio, per qualche minuto. Le macchine e i passanti ci avranno preso per dei pazzi ma noi avevamo bisogno di purificarci e di silenzio, nient'altro. 

lunedì 25 giugno 2012

"Oltre la vendetta. Il cinema di Park Chan-wook" di Michelangelo Pasini (Edizioni Il Foglio)

Un libro di Michelangelo Pasini dedicato a un regista che mi piace molto: Park Chan-wook (il mio preferito fra i suoi film è proprio "Lady Vendetta"):



"Park Chan-wook è conosciuto in Occidente quasi esclusivamente per quella che critica e pubblico amano chiamare la trilogia della vendetta. Ma nonostante Sympathy for Mr. Vengeance, Oldboy e Sympathy for Lady Vengeance rappresentino un tassello fondamentale della sua filmografia, non si può limitare la poetica del regista coreano a queste tre pellicole. Con uno stile capace di sintetizzare classicismo e modernità, cinema di genere e caratteri decisamente più autoriali, Park Chan-wook è considerato uno degli alfieri della new wave coreana del nuovo millennio."

"Oltre la vendetta. Il cinema di Park Chan-wook" di Michelangelo Pasini, Edizioni Il Foglio, 2010, 229 pp, 18 euro. (Mi piace sottolineare come la parte dedicata alla sua filmografia e alle altre sceneggiature sia stata curata da Dario Stefanoni, una delle fondamenta su cui poggia la mia vita)

Se ne parla qui, qui e qui.


[ E non dimentico cos'è successo il 25 giugno del 1876: 25/06/2012: 136° anniversario della battaglia del Little Big Horn ]

domenica 24 giugno 2012

Nonni e nipoti

Mi commuovo sempre quando vedo un anziano che legge qualcosa a un bambino seduto accanto a lui. Stamattina è stata una di quelle volte, con un anziano che sulla panchina accanto alla mia leggeva a due bambine pagine e pagine di Andersen ma non leggeva solo per loro due, leggeva anche per me e quando se n'è accorto prima mi ha sorriso e poi si è alzato ed è venuto a stringermi la mano presentandosi: "Piacere, Alfred" e io, con voce tremante, ho risposto "Piacere, Andrea". Quando me ne sono andato le due bambine mi hanno saluto con un sorriso senza qualche dente mentre io e il loro nonno ci siamo toccati il cappello come ormai non si fa più.  Mai viste comunque due bambine così attente e silenziose e coi capelli neri e occhi verdi un po' spettrali.



CHELSEA WOLFE // MER

sabato 23 giugno 2012

Alzarsi

Quando vedo la faccia di Formigoni in televisione mi viene da vomitare, poi sto ancora peggio quando penso che una parte dei parenti di mia madre appartiene a quella schifezza chiamata Comunione e Liberazione e allora mi viene anche voglia di affettarne un po' a caso: vecchi, bambini, donne, uomini, tutti del mio stesso sangue infetto. Li ho sempre detestati, fin da piccolo mi procuravano lo stesso ribrezzo che mi causava la vista dei monaci o delle suore (anche voi da piccoli se vedevate una suora dicevate "Chiuso suora"?) e altre robacce simili. Quelli di quella razza maledetta mi ricordano i Visitors ma non preoccupatevi, sono una persona buona e alla fine parlo con tutti...suore e preti fanno parte della mia famiglia e anche della mia vita..anche se vi devo confessare che quando mi capita di stare seduto in una carrozza della metropolitana o in un qualsiasi altro mezzo/luogo pubblico affollato e c'è per caso un anziano/a esponente o comunque appartenente in maniera chiara a una qualsiasi religione che s'aggira disperato in cerca di un seggiolino dove poter far riposare le proprie chiappe non mi viene spontaneo di cedergli il posto, anzi....vi confesso che se poi questo poveretto è qualcuno dell'estremo oriente magari con addosso anche vesti arancioni la voglia di alzarmi mi passa ancora di più...poi ogni tanto mi alzo, certo che mi alzo, finisce anche che con questa gente ci parli insieme, gli offra da bere, che li porti pure dove devono andare se hanno bisogno di un passaggio e tutto questo perchè come mi ha detto una volta mio nonno "Che ne sai, magari è solo un travestimento per scappare da qualcuno e voglio solo rilassarsi...tipo Steve McQueen ne La grande fuga." (Quest'ultima frase è sottile anche per un altro motivo...) e infatti una volta accompagnai un monaco davanti a un convento, mi nascosi, e lo osservai dirigersi verso il paese...chissà a far cosa...penso un bel goccetto...o anche chessò...un incontro notturno?

venerdì 22 giugno 2012

Neve di giugno

"Kiyoaki traeva sollievo dalla pace mentale che scaturisce da una perdita. Nel segreto di sè, all'apprensione di perdere qualcosa preferiva la realtà della perdita stessa. Satoko per lui era perduta, e di questo era pago. Giacché ormai aveva imparato a placare anche il risentimento che la cosa provocava in lui. Era diventato oltremodo parsimonioso nel manifestare i propri sentimenti. Se una candela accesa ha irraggiato una vivida luce, ma ora, spenta la fiamma, se ne sta sola nell'oscurità, non ha più motivo di temere che la sua sostanza si dissolva in cera ardente. Per la prima volta in vita sua Kiyoaki riusciva a comprendere la forza guaritrice della solitudine." (Yukio Mishima, "Neve di primavera")

E a proposito di Giappone, Fuyumi Abe:


e una sua canzone.

(Qualcuno di voi ha visto la nuova versione dei Visitors? Se sì, cosa ne pensate?)

(Diciamo che di Pisapia non me ne frega e non me n'è mai fregato assolutamente nulla pur avendoci scambiato più di una chiacchierata anni e anni fa così come m'importa poco del Dalai Lama e della cittadinanza onoraria che gli è stata negata ma m'importa dei tibetani così come di Milano a cui sono profondamente legato e che amo decisamente come città ma tutta la vicenda (così come tante altre fin dai tempi dell'insediamento) è una bella farsa e dimostra come la politica di palazzo, dei poteri forti di qualsiasi tipo, colore e schieramento (compresa quella dei grillini che anzi, insieme ai leghisti, sono coloro che disprezzo maggiormente) è questa e per cambiarla, ribaltarla, distruggerla completamente non ci sarà mai bisogno di persone come Pisapia e dispiace che tante persone siano cadute in questo equivoco, prestandosi a determinate logiche che facevano, fanno e faranno sempre solo e soltanto schifo...)

mercoledì 20 giugno 2012

#save194 #20giugno: che nessuno decida sui nostri corpi!

13 Angels Standing Guard 'round the Side of Your Bed

Quando ascolto "13 Angels Standing Guard 'round the Side of Your Bed" dei A Silver Mount Zion ripenso a mia nonna stesa in un letto che si spegne giorno dopo giorno chiedendo con forza, nei suoi momenti di lucidità, di lasciarla andare, di non farla più soffrire, lo chiedeva come tante volte aveva già fatto in passato e come poi aveva ribadito una volta che era venuta a conoscenza della sua malattia. Io non ho mai perdonato le persone a me e a lei vicine, i dottori e le leggi che hanno fatto sì che le sue volontà non fossero rispettate e che passasse mesi e mesi a patire le sofferenze più atroci, con un pannolone addosso, col catetere, senza più disporre liberamente del proprio corpo. E' una di quelle vicende che ha segnato la mia vita, per i suoi stascichi, per il carico di dolore che si è rovesciato sulla famiglia e non solo, per l'atmosfera che regnò in quella casa per due anni ma soprattutto perchè fui io in persona, e non altri, a leggere quel diavolo di referto medico a mia nonna, a raccogliere il suo sguardo e a sostenere quello dei miei parenti. Ci penso spesso a mia nonna, alle mie nonne: due donne moderne, libere, fuori dagli schemi ed è bellissimo notare la straordinaria somiglianza fra loro due e mia sorella. Crescendo, maturando, lei dice "invecchiando", è impossibile non notare come mia sorella sia la somma di quelle due donne e che proprio per questo sia un po' difficile per tutti starle vicino, averci a che fare, perché mia sorella è una che non si piega, una che non ha mai leccato il culo a nessuno, una che è risorta tante volte, una che ha sempre mantenuto la schiena dritta, capace di scelte coraggiose e controcorrenti, una di quelle da prendere con le molle e che per conoscerla veramente bisogna correre anche il rischio di bruciarsi.

martedì 19 giugno 2012

Sinapsi

Tutto può essere utile, calcio compreso, per intavolare discussioni serie, lanciare frecciate, prendere per il culo, vendicarsi, divertirsi, un po' come faceva l'Antonio del mio palazzo che ai tempi di Maradona prendeva per il culo i polentoni nordici ogni volta che il Napoli vinceva, riuscendo così anche liberarsi per qualche ora di tutte le sofferenze patite nella sua vita da emigrante ma detto questo ho trovato che i titoli dei giornali di destra all'indomani del passaggio di turno dell'Italia agli Europei e dell'approssimarsi della sfida Germania -Grecia siano delle vere e proprie boiate, dei lamenti senili espressi da chi non sa più cosa inventarsi per vendere una copia, di giornali scritti (come sempre) da uomini/donne senza cervello e senza argomenti, qualcosa di simile allo "Spezzeremo le reni alla Grecia" pronunciato da uno che ebbe la fine che si meritava, toni che non mi sarei mai immaginato di trovare anche nell'articolo odierno di Marco D'Eramo su Il Manifesto intitolato "Il Dio dello Spread" e non c'entrano nulla tante altre storie che vi potrebbero venire in mente, pugni chiusi durante le premiazioni, etc, etc, etc, perché qui siamo all'asilo infantile e vi dico che se dovessi vedere in tv la partita Germania-Grecia tiferei Germania perché calcisticamente la Grecia è inguardabile e mi fa già orrore che una squadra del genere abbia vinto in passato un Europeo (lo so, il calcio è strano, etc, ma su dai...). Quando sento puzza di patriottismo, di spirito nazionalistico e di altre robe del genere io comincio a sentire un certo prurito, una certa sofferenza che mi fa star male e comunque è proprio vero che il calcio è una delle droghe preferite dagli abitanti di questo malandato pianeta. (E non sopporto, no, non sopporto questa cosa del tipo "Facciamogliela vedere ai tedeschi" e robe del genere. Qualcuno come me ha ancora nel cuore quelle frasi "La pace fra gli oppressi. La guerra agli oppressor.", così tanto per intenderci dove e come batte il cuore da queste parti.)

Se vi interessa "Sinapsi" di Matteo Galliazzo andate qui e magari a leggere questa intervista pubblicata su Nazione Indiana: "Pre-postumi: intervista a Matteo Galiazzo".

E questo sotto è un album che se potessi metterei a tutto volume:




domenica 17 giugno 2012

Il caldo


Adoro il caldo e mi sento a mio agio col caldo e mi piace l'afa e mi piace camminare nelle città assediate dall'afa e mi piace, sì mi piace il caldo, mi piace l'estate, d'estate il mio fisico sembra star meglio, anche se il mio umore non cambia di una virgola e il caldo non mi mette certo voglia di vivere o di vedere persone, anzi, il problema di stare con gli altri aumenta perchè quando mi capita di uscire (anche solo per fare un giro al parco) le persone sono ancora di più e trovare zone libere dall'assedio umano diventa un'impresa ardua e che non sempre vale la pena d'intraprendere, anzi, quasi mai. 


Un libro che mi è arrivato e che prossimamente recensirò su Lankelot: "Storie di martiri, ruffiani e giocatori", a cura di Vicolo Cannery (CaratteriMobili). Informazioni qui.

Intanto in questi giorni ho ripreso in mano "Rimini" di Tondelli e non mi è piaciuto esattamente come la prima volta che lo lessi ma finalmente ho anche ritrovato questo libro:


ma intanto per aiutarmi in uno scritto è stato necesario riprendere in mano questo libro che è/sono il suo libro che amo di più:




"Parla, poi si mette a sedere. Fuori c'è vento: rumore di macchine, in strada; la muta dei cani intorno. Si rannicchia sulla sedia, fa un gesto per allontanarli, e va avanti, lucidissimo:" E la mia morte, quella ce l'ho sempre davanti, dentro. Per il momento mi basta proteggere mia moglie dai dispiaceri che avrà quando non ci sarò più io. Lavoro, scrivo, inseguo un'idea, e sto con la testa nel futuro prossimo, quando sarò morto e sotterrato: vale per me e per tutti. Le parlo e sono sicuro che adesso, all'improvviso posso accasciarmi, e addio. Mica mi rattrista, 'st'assillo, mica mi paralizza, come invece tanti morti-vivi che ci giocano a nascondino, con la putrefazione".
"Louis, vuoi una tazza di tè?" gli urla la moglie. Le risponde con un altro urlo, come sempre. Il tè arriverà comunque. Insieme con i gatti, i canarini, la tartaruga e tutti gli spiriti semplici dell'arca di Meudon. Seduti l'uno di fronte all'latro (come all'inizio, sulla terrazza invasa dall'ombra) attorno a noi un assembramento di uccelli e di insetti, attentissimi. Louis-Ferdinand non ci fa caso; tormenta il foulard. 
Fra le rughe degli occhi e della bocca prepara una rivelazione decisiva:"Bisticciano, 'sti morti-vivi, o perdono la testa. Singhiozzi, casini, o "gioia di vivere", che è ancora più bestia e più inutile - ridicolo balletto di cadaveri recalcitranti, che s'aggrappano alla bara! Me, la morte mi abita. E mi fa ridere!
Se lo ricordi bene: la danza macabra mi diverte, la gran farsa. Quando nei miei libri c'è l'immagine del "fatale trapasso", lì c'è uno che ride. Una trovata comica, uguale alla realtà che la fa nascere e le dà senso! Realtà strampalata, dettagli burleschi, niente paurosi: in superficie sono lì che si agitano miliardi di nori in atomi che appena si sono stretti ecco che si dividono; e hanno già gridato, i vanitosi, il loro nome di uomini: c'è qualcosa di più ridicolo? Creda a me: il mondo è spassoso, come la morte; per questo i i miei libri sono allegri, e in fondo sono allegro pure io.
Sono mica troppo cambiato, in fondo, anche se me ne hanno fatte di tutte. Fino a che (fra un quarto d'ora o un secondo) l'allegria scoppierà con quel che chiamano vita, che per me e per gli altri è un modo d'esser morti, semimorti, rimorti. Morti tranquilli. E se ha un senso, 'st'accoppiata verbali, morti contenti".

Concludo. In lui convivono tre personaggi: il plebeo, l'artista, il ribelle. Il primo si lamenta, bercia, motteggia, improvvisa. Il secondo crea la sua piccola musica. Il terzo annienta la terra e bestemmia il cielo. Tutti e tre insieme incontrano il fantasma della morte. Nell'opera in cui palpita il demone della disperazione esplode lo straordinario clamore della vitalità: dal fondo dei secoli la sua ilare eco già si traduce in murmure inquietante. E' come una vibrazione più lieve: il sospiro del pudore e della tenerezza céliniana...Quel che, all'inizio di Mort à crédit, gli evocava l'immagine dello zoppo dal cuore deluso: il simbolo d'un'umanità ardente e fragile che ha sprecato i suoi doni, gli sforzi, le proprie generosità tragicamente incomprese:" Sono andati lontano, molto lontano, a cercarsi un'anima...Io invece preferisco raccontare delle storie. E ne racconterò di quelle che torneranno apposta per ammazzarmi, dai quattro angoli del mondo. Allora sarà proprio finita e sarò tutto contento, io".

(Robert Poulet, "Il mio amico Céline", pp. 108-110, Elliot)


sabato 16 giugno 2012

Una chiacchierata con Sylvia




Nei giorni scorsi su Lankelot (attualmente in una fase di lavori in corso) avevo recensito l'ep di Sylvia (Silvia Tofani) "Musica da camera", un disco intenso e sorprendente che mi è piaciuto parecchio e che continuo ad ascoltare e tanto mi hanno colpito le atmosfere di questi brani che ho deciso di rivolgere qualche domanda a Sylvia  per sapere qualcosa di più su di lei. Ecco a voi questa veloce e simpatica chiacchierata:

Ciao Silvia, comincio questa chiacchierata chiedendoti chi è Silvia nella vita di tutti i giorni, perché suppongo che non sarai una musicista a tempo pieno o forse sì?

Silvia di tutti i giorni è fotografa.  Ho iniziato a portarmi la macchina fotografica in università quando ero iscritta a musicologia a Milano per ben 6 mesi!…poi presa coscienza del fatto che sarei finita ad archiviare spartiti sono fuggita.

Da dove nasce il tuo amore per il pianoforte e in generale per la musica e il canto e come si è sviluppato negli anni? E prima di "Musica da camera" ci sono stati altri dischi, altre collaborazioni?

Quando ero piccola mi rifugiavo in mansarda dove si trovavano alcuni strumenti musicali collezionati da mio padre tra cui un pianoforte a muro che possedeva da quando era bambino. Ricordo di esserne rimasta affascinata da sempre e quindi attratta anche solo ad appoggiarci le dita sopra. Tuttora quando vado a trovarli la prima cosa che faccio e sentirne la consistenza dei tasti d'avorio.

Ti va di raccontarci come è nato "Musica da camera" e chi ti ha aiutato nella sua produzione e registrazione?

A Berlino sono tutti rilassati, creativi, gente che non ha voglia di lavorare insomma. Quando vivevo lì facevo lo stesso ma in camera mia suonando una tastiera midi.

La scelta di permettere il download gratuito del tuo disco si allinea a quella compiuta da molti altri gruppi e cantanti che offrono questa opportunità agli ascoltatori lasciando comunque loro la possibilità di donare qualche soldo per sostenerli. Quali sono secondo te le possibilità insite in una scelta di questo genere ma anche i suoi rischi, se ce ne sono? 

La rete è sterminatamente vasta. Perché non sfruttarne ogni possibilità se necessario in nome della comunicazione?!

 L'atmosfera generale di “Musica da camera” è abbastanza cupa eppure mai veramente disperata, come se questo disco fosse un modo per  voltare pagina, per lasciarsi alle spalle un momento nero. Mi sbaglio?

Sei un genio.

La classica domanda inutile che però si fa sempre: a quali artisti italiani e non ti senti più vicina attualmente, non solo in campo musicale?

Massimo rispetto per Beyoncè ma la vera scoperta degli ultimi mesi è Clams Casino. Vorrei davvero sperimentare un po' anche in quella direzione mischiandoci le mie  solite 3 melodie. Sono pre mix in tutto. Dagli incroci genetici a quelli musicali.

Hai pensato di porta il disco anche in versione live? E credi che esistano situazioni, locali dove il tuo genere di musica potrebbe esprimersi compiutamente?

Il 21 giugno suonerò il mio primo live in Villa Arconati per il festival Audiovisiva.

E cosa ci dobbiamo aspettare da Sylvia in futuro?

Oggi ho comprato una loop station…auguri!

Auguri anche a te!


(La fotografia è stata gentilmente concessa da Silvia Tofani)

(Questa breve intervista verrà poi inserita in coda alla recensione di "Musica da camera" pubblicata su www.lankelot.eu)

giovedì 14 giugno 2012

Sconsolato...

Mi chiedo spesso cosa ci sia di veramente orribile, sconveniente, pericoloso nel matrimonio fra persone dello stesso sesso (anche le unioni civili sono considerate alla stregua della peste). Dicono che sia qualcosa di contronatura...che il figlioletto non potrà mai nascere...che la razza umana finirà...e si sa che la natura ci fa comodo a corrente alternata...ma a parte la natura e le leggi della savana qualcuno sa spiegarmi cosa c'è di così tanto urticante nella possibilità che due donne o due uomini decidano di stabilizzare il loro rapporto con il vincolo del matrimonio per amore, interessi, progettualità, rischio, paura, sesso, eredità, scommessa come fanno un po' tutti e lasciando da parte per un istante cosa si pensa dell'istituzione matrimonio? Infastidisce così tanto? Che rischio corre questa società? Davvero pensate che ci estingueremo? Più che inorridire per le parole di Cassano e di altri idioti del genere (tantissime persone in verità...) continuano a irritarmi coloro che si riempiono la bocca e gli scritti di diritti e di democrazia, di difesa della libertà di qua e di là e di lotta alle discriminazioni e poi non sanno compiere scelte coraggiose (o banali a seconda dei punti di vista) per mancanza di una progettualità presente e futura, per stupidità, paura, genuflessione/adesione alle correnti politico/religiose più retrive (si sa, da quelle parti altro che unione fra sessi ci sono pure le resurrezioni e immacolate concezioni e paradisi delle vergini e molto molto altro), per bieco opportunismo. Ripeto: sfido chiunque a dirmi che due persone dello stesso sesso che decidono di vivere insieme, che si amano, che litigano, che pregano, che giocano, che lavorano, che muoiono, che si lasciano, possano minare le fondamenta di questa società....come se la Sacra Famiglia Unita sia una garanzia di stabilità, serenità...etc, etc....alla faccia...perché mi sa che ho perso per strada qualche puntata della storia dell'umanità...

Ma la questione più schifosa è che siamo ancora qui a parlare nel 2012 di identità sessuali così come molto spesso di presunte e inesistenti differenze razziali.

Che palle e che schifo e anche che noia!

P.S.: 1) Tempo fa in autobus sentii un paio di ragazze dare continuamente del frocio di merda a un ragazzo che aveva salutato il suo fidanzato con un bacio appassionato e quando dissi loro che erano delle vere e proprie teste di cazzo il 99% delle persone presenti insorsero contro il sottoscritto. E' una storiella che non vuol dire niente ma che fa capire alcune cose. 2) Dimenticavo: se due ragazzi o due ragazze si baciano in pubblico non lo fanno per esibizionismo e se lo fanno per esibizionismo non sono molto diversi da tante altre persone e se quando vedete due ragazze che si baciano la prima cosa che pensate è che lo stiano facendo per farsi notare: A) siete degli stronzi B) non baciate mai più nessuno in pubblico C) non dite che non lo avete mai fatto perché non ci credo e basta anche solo una volta. D) cavolo che pesantoni che siete. 3) Quando parlate di determinate questioni non tirate sempre fuori il Gay Pride perchè dai su, poi succede che dovete sempre fare i distinguo fra ciò che è buono e ciò che è cattivo o osceno o eccessivo o che non serve alla causa e sotto sotto dimostrate di essere un po' repressi e un po' moralisti. 

Una maglietta di Alessandro Baronciani + Daniel Clowes

Se vi interessa vederla e magari anche acquistarla potete andare sul suo blog:

http://www.alessandrobaronciani.blogspot.ch/

E visto che si sta parlando di disegnatori:


e se vi interessa questo libro ne parlano approfonditamente a questo link: Appunti su The Death-Ray

mercoledì 13 giugno 2012

I bambini + The High Water Marks

Nei giorni scorsi, seduto su una panchina, ascoltavo due mie probabili coetanee che mentre osservavano dei ragazzini che giocavano nel parco giochi e un gruppo di studenti in libera uscita che mangiavano e bevevano seduti su una coperta a scacchi discutevano animatamente a proposito di come i ragazzi d’oggi fossero molto diversi da com’erano loro alla stessa età: li trovavano più maleducati, sboccati, violenti, ignoranti, disinibiti sessualmente, stupidi e via dicendo. Quel tipo di discorso che fa tanto: ai miei tempi…Diffido sempre di questi discorsi, anche se qualcosa di vero c’è ma nemmeno tanto, cambiamenti ci sono stati, etc, etc e fare paragoni è sempre difficile e anche un po' inutile ma il loro discorso mi ha fatto tornare in mente episodi della mia (ma anche di amici e parenti) infanzia e giovinezza di ragazzo di un paese di provincia, fate conto che sono nato nel 1979:

- Dei ragazzini diedero fuoco agli scarti di tappeto ammucchiati fuori da una fabbrica e ci mancò poco che s’incendiasse tutta la fabbrica.
- Una ragazzina dodicenne si concedeva sessualmente a molti ragazzi ricevendoli in una sorta di alcova in mezzo al bosco.
- Tutti, ma dico tutti, quelli che avevano difetti o presunti difetti fisici, scolastici, mentali venivano derisi continuamente.
- Più e più volte le aule della scuola media furono messe a soqquadro, lasciate feci, distrutti schedari, svuotati estintori.
- Al mare una mia amica diede un morso bello grosso al cadavere di un delfino trovato morto sulla spiaggia sfuggendo al controllo di vigili e carabinieri e glielo diede così forte che le restò in bocca un bel pezzo di carne putrefatto. Non si ammalò e non perse i denti.
- Alcuni ragazzini vergarono con frasi di ogni genere le mura esterne di una cappella dedicata ai morti della peste e ne ruppero pure le vetrate (la cappella è orribile).
- Alcuni bambini organizzarono dei salti dal balcone del terzo piano di un palazzo. Chi saltava sarebbe atterrato su dei materassi impilati nel cortile. La prova fu però annullata perché qualcuno fece la spia e il bambino che viveva in quell'appartamento spedito in colonia. Giorni dopo venimmo a sapere che quando avrebbe saltato XX qualcuno avrebbe scompaginato i materassi per vedere che cosa sarebbe accaduto. Tutto ciò non per ucciderlo ma per scoprire se davvero XX volava.
- YY scattava foto alle vicine di casa quando faceva la doccia e poi mandava lettere minatorie.
- VV uccideva gatti e cani randagi (ma non solo) e li bruciava.
- L.L. è l’unica persona che conosco che abbia visto dalla prima all’ultima puntata tutti i cartoni animati della mia generazione. Intendo che li ha visti a quell’età, non è una palla, è proprio così. Era sempre attaccato alla televisione.  Per un motivo serio.
- G.G. fu preso a botte dalla bellissima F.F. che gli frantumò un piede con un bastone chiodato ma al Pronto Soccorso raccontò tutta un’altra storia. Mi chiedo come abbiano potuto credergli.
- Giocammo anche a L’uomo col braccio d’oro. (guardatelo questo film)
- Qualcuno spacciava sigarette.
- A Carnevale accadevano disastri di ogni genere e bisognava avere paura ad uscire di casa per non incappare in qualche banda  e se la incontravi eri finito. H.H. a causa della schiuma da barba che gli fu spruzzata addosso perse ciglia, sopracciglia e capelli.

Potrei andare avanti e raccontare tutta un'altra serie di episodi, potrei aggiungere che mio nonno mi raccontava che quando aveva quattordici anni era normale finire a botte con quelli del paese vicino ma non con due schiaffi, parlo di risse violentissime o anche che mio padre amava particolarmente giocare con la fionda e colpire coi sassi gli altri ragazzi e adesso se ti vedono con una fionda in mano per strada sei finito oppure che mia madre alle elementari prese a morsi un bambino e quasi gli staccò la guancia ma preferisco di no...sono discorsi complessi, molto complessi ma dire che si stava meglio a quei tempi o che i bambini di una volta erano mille volte migliori di quelli di oggi mi sembrano sempre delle grandi stronzate o quantomeno delle semplificazioni decisamente banali che alcune volte andrebbero anche evitate.

E un disco che potete scaricare gratuitamente qui: http://thehighwatermarks.bandcamp.com/



lunedì 11 giugno 2012

A sorpresa

Un libro ricevuto timidamente in regalo ieri:


E di cui potete trovare qualche informazione qui. Vale la pena di leggere anche gli altri di Delisle e magari vi metterà voglia di partire per Pyongyang.

Segnalo anche un libro di cui in passato mi aveva parlato spesso un'amica che l'aveva letto in una vecchissima edizione (ieri è uscita una lunghissima recensione su Alias de Il Manifesto a firma di Massimo Raffaeli dal titolo "Il disamore di un fascista belga") e che è stato ripubblicato in questi giorni da Castelvecchi, si tratta di: "Contro l'amore" di Robert Poulet (pp. 126, 9 euro):


Tra l'altro dello stesso Poulet è stato pubblicato da Elliot Edizioni "Il mio amico Céline":


di cui potete trovare qualche informazione qui e anche qui

E citiamo anche due dischi appena usciti:





(questo di Majirelle lo si può ascoltare qui)

(e in coda un servizio di Laura Piccininini uscito su D di Repubblica e che magari avete già letto e ammirato con le foto, comunque lo si può leggere: Polonia memories )

sabato 9 giugno 2012

Kōji Wakamatsu

Del regista giapponese che a Cannes ha appena presentato un film su Mishima:


stamattina davano su Rai3 uno dei suoi bellissimi film: "United Red Army" (Le vere cronache: L’Armata rossa unita – La strada verso il Monte Asama)) del 2008:


e cercatevi anche la sua penultima opera "Caterpillar" del 2010:


E per alleggerire un po' l'atmosfera una cover di "Sei un mito" degli 883 realizzata dagli Ex-Otago. A quei tempi un fratello e una sorella che abitavano nell'altro palazzone la sparavano tutto il giorno ad altissimo volume.

venerdì 8 giugno 2012

"Alan Turing - Il genio che inventò il computer" di Simone Buttazzi (Area51 Publishing)



"Alan Turing": la biografia del grande scienziato in edizione digitale

In ebook (e presto in audiolibro) la storia del genio che inventò il computer

Visionario, sportivo, eroe di guerra, omosessuale: Alan Turing è stato uno dei padri della rivoluzione digitale del Novecento, l'uomo che ha inventato il concetto stesso di computer. Area51 Publishing celebra il centenario della sua nascita con una biografia che spazia dalla vita privata alla decifrazione della macchina Enigma, fino alla tragedia di una mela morsicata pensando a Biancaneve. Un testo rapido, semplice e godibilissimo, destinato a chi vuole conoscere per la prima volta questo grande genio della scienza.

"Propongo di considerare questa domanda: le macchine sono in grado di pensare?" (Alan Turing)

Tra i contenuti dell'ebook
. Gli anni di Cambridge
. Crittografia e macchina Enigma
. Breve storia dell'intelligenza artificiale
. Le macchine di Turing e il test di Turing
. Le visioni di Turing
. La vita privata e l'omosessualità
. Il mistero della morte
. Opere ispirate ad Alan Turing
. Bibliografia essenziale

"Senza di lui non esisterebbe questo libro, e non esisterebbe nemmeno il dispositivo che lo sta leggendo. Non esisterebbe il computer come lo intendiamo oggi, e forse anche il concetto di 'digitale', gli zero e gli uno alla base della bruciante rivoluzione tecnologica del secondo Novecento, non sarebbe mai esistito nel modo attuale." (Dall'introduzione dell'autore)

Nota sull'autore: Simone Buttazzi (Bologna, 1976) ha ancora il Commodore 64 nel cuore, insieme alle schermate di Zack MacKracken. Nel 2005 ha fatto il grande salto di piattaforma da Windows a Mac. Vive tra Germania e Italia, traduce libri e crede fermamente nella funzione sine qua non dell'editoria digitale.



giovedì 7 giugno 2012

Il giorno dopo...



C'è una data dell'anno che detesto particolarmente, quella data era ieri. E più invecchio più la testa mi si affolla di ricordi e finisce sempre che verso le 23 scoppio a piangere. La storia si ripete ogni anno identica a se stessa. Ricordo che un anno mio nonno mi raccontò una lunghissima avventura che aveva vissuto da partigiano nei Balcani. Fu il suo regalo. Uno dei più belli che io abbia mai ricevuto. Un regalo che sapeva di segreto e di consegna di testimone. 

Un'ultima cosa, dovrei averlo già chiesto in passato, ma torno a chiedervelo: qualcuno di voi ha per caso visto "Sanguepazzo" un film di Marco Tullio Giordana dedicato a Luisa Ferida e Osvaldo Valenti? A me non è piaciuto per motivi che non c'entrano con la recitazione di Monica Bellucci (perché persone che conosco pur non avendolo visto hanno subito fatto notare la sua non eccelsa recitazione...) ma non volevo tanto sapere se vi è piaciuto o no (però potete anche dirlo, su, non preoccupatevi) ma quanto conoscere l'idea che vi siete fatti su loro due dopo aver visto il film o su quell'assassino furioso che era Pietro Koch, etc, etc.. Liberissimi di chiedermi il perché di questa domanda, prometto di rispondervi.
Questo sotto è il trailer che tra l'altro vi confesso che mi ha commosso parecchio (e questo della partecipazione emotiva è uno degli aspetti più controversi di quest'opera):

martedì 5 giugno 2012

Di Montale e soprattutto: "GIDEON'S TALE"

- Ci sono notizie che mi fanno sorridere parecchio, notizie come questa: "Lugano: "Via Eugenio Montale" fa discutere". (La poesia qui non c'entra nulla)



- Lei è Sarah Kane (Brentwood, 3 febbraio 1971 – Londra, 20 febbraio 1999). In giornate come queste mi viene spesso in mente.

- Elliott Smith "King's Crossing"

- MA SOPRATTUTTO, DAI SU, SCENDETE FINO A QUI:


GIDEON'S TALE!


Presentation of the book ‘ GIDEON’S TALE ‘

An illustrated book for children plays with smells, tactile sensations to provide a new storytelling experience.

Gideon’s Tale is a coming-of-age story, whose values of humanity and identity are conveyed through a simple visual language. A research into analog and digital technologies, focused to improve educational learning.

Play, learn, listen, create can be mixed to show how a single idea can easily spread from one language to another, from a paper book to wooden toys and interactive apps.

Vernissage: Thu 20—22h | Finissage: Sun 15:30—17h

During the exhibition Gideon will meet the Magic Carpet, a project developed by Mediakäfer.

Gideon’s Tale Credits

Words: Chiara Pagano

Concept & Illustrations: Alessandro Maggioni

Design: Stefano Mandato

Photography: Kay Strasser

Music: Marco Bianchi

Script: Greta Lorez

Development: Pascal Steingrube

Translation: Kristina Tool, Greta Lorez



http://www.gideonstale.com/


(ale è una persona bellissima, di grandissima sensibilità...e devo a lui tantissimo di quello che sono....grazie di tutto...)

Sempre Ale si nasconde dietro questo:

the Frrail - the Snail Ride

lunedì 4 giugno 2012

Tutto e subito

- Fra qualche giorno recensirò per Lankelot un libro che potrebbe interessare a tutti quelli che hanno apprezzato "A sangue freddo" il capolavoro di Truman Capote: "Tutto e subito" di Morgan Sportès (edizioni e/o). Trovate qualche informazione qui.

- Sempre se vi interessa su Nazione Indiana trovate un ebook gratuito intitolato "La responsabilità dell'autore" che si può scaricare andando qui.

- Un articolo interessante di Helena Janeczek pubblicato su Nazione Indiana: "Sull’editoria di genere (in entrambi i sensi)" che si può leggere qui.


All your women things
All your frilly things
Scattered 'round my room
Right where you left them
When you left them
Scattered 'round my room

All your hardness
All your softness
And your mercy

All your bridges and bras
Your cotton
and gauze
All your buckles and straps
Releases and traps
All your screws
and false nails
Oriental winks
and Egyptian veils

Oh all of these things
I gathered them
And I made a dolly
I made a dolly
A spread-eagle dolly
Out of your frilly things

Why couldn't I have loved you
This tenderly
When you were here
In the flesh
So tenderly

How could I ignore
Your left breast
Your right breast

How could I ignore
Your hardness
Your softness
And your mercy

Well it's been seven years
And the thought of your name
Still makes me
Weak in the knees

How could I ignore
Your left breast
Your right breast