martedì 11 dicembre 2012

Lavori

Mi era già capitato in passato ma in questi ultimi giorni ho ascoltato più volte giornalisti/opinionisti/politici prendersela con quei giovani (e non solo) che evitano di svolgere determinati lavori manuali e gli stessi sapienti invitavano genitori/insegnanti/istituzioni ad indirizzare figli e disoccupati verso determinati percorsi di studio più marcatamente professionali piuttosto che verso altri. Ecco, a questo punto io oltre a chiedermi in maniera un po' qualunquista verso quali percorsi professionali questi tizi indirizzeranno o hanno già indirizzato i propri figli mi chiedo soprattutto se questi sanno di che cosa stanno parlando: sapete voi uomini illuminati cosa significa fare il muratore o lavorare in una fabbrica? Sapete che cos'è una tessitura o un'officina meccanica a Palazzolo sull'Oglio o una bottega d'artigiano o un ristorante qualunque o una pizzeria o una clinica per anziani o andare in giro a montare impianti o asfaltare strade o mungere vacche o sedersi in un ufficio normalissimo in un paese di provincia, eccetera, eccetera? Le vostre informazioni sono probabilmente il frutto di qualche riunione con gli industriali che vi parlano del Made in Italy (per essere buoni) o di qualche reportage patinato pubblicato sulle riviste di culto (ne ho appena letto uno da star male) perché ecco io ho lavorato per conto terzi producendo per il famoso Made in Italy e mi sono spaccato mani, occhi, schiena, spalle per il trionfo del Made in Italy e ho dovuto fare straordinari, sacrificare sabati, arrivare a casa mezzo morto e sporchissimo senza quasi connettere. Uno può fare (o più volte essere costretto a fare)  tutti i lavori di questo mondo e magari se è fortunato riesce pure a trovare, anche per puro caso, qualcosa che gli possa piacere come capitò a mia madre che amava lavorare nella fabbrica di tappeti anche se il lavoro era massacrante e anche a me non dispiaceva sedermi per 9 ore alla mia macchinetta producendo manici di padelle così come adesso mi trovo bene a ripulire le sale cinematografiche dall'immondezzaio lasciato dagli spettatori perchè lavoro da solo e l'ambiente mi fa star bene però ecco il lavoro che faccio adesso significa spaccarsi le mani di tagli, rompersi la schiena e le ginocchia e arrivare a casa molto stanco e non so se lo consiglierei a qualcun altro...ah dimenticavo, poi tutti questi illustri pensatori sono gli stessi che poi accusano il "popolo" di: non aver studiato, non leggere, non informarsi, non interessarsi a nulla, eccetera, eccetera...vero o no? 

Odio la superficialità incarnata da queste persone, il mondo è più complesso, pieno di sfaccettature e proprio per questo più interessante ma il problema è che in tanti credono alle stupidaggini di questi personaggi definiti spesso anche "scrittori".....e allora mi cadono le braccia e mi metto le cuffie e ascolto questo:

The Evens - If it's water  (ed è uscito il loro nuovo album)

15 commenti:

  1. vero.il lavoro nobilita l uomo....ma lo rende anche alienato molte volte...io 16 anni di cantiere nautico!!

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    1. Se non vuoi dirlo, tranquillo, ma dove hai lavorato in un cantiere nautico? mai conosciuta una persona che ha fatto questo lavoro.

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  2. ab yachts e attualmente cerri cantieri navali!!

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    1. Sei un toscano allora e com'è lavorare in quell'ambiente? Bello?

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  3. non sono toscano...sono di carrara:)è un lavoro.con i suoi pro e i suoi contro...

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    1. pensa che io ho un amico carissimo + suo fratello che ha il padre originario delle tue parti...e ha disegnato per il mio libero.

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  4. Dedicato a chi fuma una sigaretta dietro l'altra.... così inizia la recenzione di ondarock...:-)

    Un saluto da un'Eva un po' depressa....

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    1. un goccio di vino rosso per la cagnetta e una stecca o fornitura gratis di tabacco annuale per la sua padroncina.

      :)

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  5. E se dico recenzione... in realtà intendo recinzione... :-)

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    1. ha mai pensato di creare una linea di recinzioni di tendenza?

      ;)

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  6. Sputerei in faccia a chi parla bene del lavoro, mi saluta e mi dice "buon lavoro" ...e magari non fa un cazzo; il lavoro è sacrificio, è una maledizione divina (in nessun paradiso di nessuna religione si lavora). Attualmente per pochi è tanto e per altri nulla. Lavorare tutti, lavorare meno, è l'unica strada ...

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    1. Il lavoro è una maledizione, poi in questa società io non riesco a immaginare nessun tipo di lavoro che mi possa procurare qualche tipo di soddisfazione. lavorare per chi e per cosa? producendo cosa e perchè? sì, per vivere, mangiare, eccetera, ma non è questo il mondo che mi interessa.

      poi io disprezzo tutti quelli che parlano bene del lavoro fisico senza capire che cosa sia, tutto questo rispettando chi fa altro ma senza giudicarlo. io non so cosa significhi fare il giornalista e me ne sto zitto, non consiglio ad altri lavori che non ho mai fatto.

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    1. Sì, Hangover è un gran libro che consiglio a tutti ma sai una cosa Ally? La Eva che ha scritto sopra ha 4 zampe, giuro su tutto quello che ho, e vive nel centro-italia. Le voglio bene anche se certe volte mi scrive che la sua padroncina le cucina pranzi e cene un po' scadenti.

      ;)

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  8. http://www.youtube.com/watch?v=9LhgEYFTe_s

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