mercoledì 7 novembre 2012

Case

Ieri ascoltavo due ragazzi seduti davanti a me sull'autobus che parlavano dei tassi del mutuo sulla casa e io pensavo alle case in affitto della mia famiglia, quella dove sono cresciuto e dove vivono ancora i miei genitori, quella dove vive mia sorella col suo compagno e quella dove sto io con la mia ragazza e sono scoppiato a ridere al pensiero dei miei genitori che accennano alle poche cose materiali che ci lasceranno quando non ci saranno più, ai pochissimi soldi che troveremo sul conto, alla quasi assoluta mancanza di oggetti di valore, alle macchine di famiglia che  non hanno mai superato il 1100 di cilindrata . Ho pensato a come quella casa al secondo piano di un palazzone in stile milanese sia di proprietà di un anziano e ricco industriale che un tempo viveva/lavorava nello stesso cortile dei miei nonni e che era molto amico di mio zio e poi ho pensato all'appartamento nella periferia milanese di mia sorella di proprietà di una cooperativa con affitti accettabili e infine ho materializzato nella mia mente il mio due locali e mezzo in un palazzo altissimo dove la lingua italiana è assoluta minoranza e dove per poter fare la lavatrice bisogna rispettare i turni (un giorno ogni tre settimane e tre domeniche al mese condivise con tutti gli altri inquilini) e ancora una volta mi son detto che mi va bene così, anzi che mi è andata davvero di lusso ad avere due genitori che hanno impostato la loro vita in una certa maniera e che la casa di proprietà non rientra per niente fra le priorità della mia vita. Mio padre mi dice spesso quando s'immalinconisce un po' troppo: "Quando io e la mamma non ci saremo più voglio che bruci tutto in cortile. Hai capito? Voglio che distruggi tutto, mobili, sedie, armadi, letto e che poi li bruci in cortile." Sarà fatto. "Ma la moquette della mia stanza no, quella no" e a quel punto mia madre mi prende per i capelli e cercando di non scoppiare subito a piangere mi bacia sulla guancia e mi dice "No, quella la puoi portare via, ti è sempre piaciuta!".

P J Harvey Forever! (E qui un suo pezzo che mi ricorda mio zio)

8 commenti:

  1. anche io vengo da una famiglia come la tua, i miei a 80 anni pagano sempre l affitto!!!io non faro' il loro sbaglio na stanza me la compro....

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    1. i miei sono fortunati che non hanno mai pagato tantissimo ma adesso con la pensione fanno più fatica anche se riescono a starci dentro.

      per quanto riguarda me, non lo so, non ho mai avuto il sogno di avere una casa forse anche perchè sono un po' un girovago e anche la mia ragazza ha cambiato spesso casa e mi sa che fra un anno andremo forse via anche da questa.

      :)

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  2. io caro andrea non voglio fare la fine dei miei .....preferirei perlomeno da vecchio non dover pagare l affitto....visto le pensioni che ci aspettano!!!!pagaci anche l affitto:)

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    1. Ti capisco perfettamente, poi anche io ho una sorta di casa dei sogni nel posto giusto ma è proprio dei sogni.

      pensione?
      mi sa che ci pagheranno con aria.

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  3. questo post mi ha lasciato una tenerezza sotterranea a leggerlo ;)

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  4. Quando si parla di case avrei tanto da dire ma forse è meglio tacere. Dolorosissimo, lo scorso gennaio, vuotare casa dei miei.Ma da crepare di dolore. Ora è un cumulo di macerie.

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  5. Io ho visto la casa, dove abitavano i miei nonni/bisnonni e dove crebbe mia madre, inserita in un palazzo di ringhiera, abbattuta per far posto a palazzi senz'anima, poi ho visto l'albergo/ristorante della mia famiglia paterna abbattuto per far posto a un complesso con al primo piano dei negozi vuoti da anni.

    però la cosa bella è che resiste ancora a cerro maggiore la casetta costruita dal mio bisnonno muratore, padre della mia nonna, paterna, in mezzo a palazzoni, a due passi dall'autostrada, un tempo era campagna. ci abitano persone che non conosciamo ma quando ci passo da parte mi viene da piangere anche al pensiero che in quella casetta minuscola ci viveva una famiglia numerosissima.

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