sabato 27 ottobre 2012

Sabato è giorno di ritorni e regali

(Premessa: questa settimana si è celebrata la Festa del Sacrificio e mentre leggevo articoli e guardavo immagini relative a questa festa non trovavo un senso, qui, oggi, nel 2012, nel sacrificare animali in nome di un presunto Dio o per qualsiasi altro motivo. Se non riescono proprio a farne a meno perchè non sacrificano se stessi o qualche volontario che crede nelle loro stesse stupidaggini? Che lascino stare agnelli, pecore, capre, capponi o qualsiasi altro animale che viene sacrificato in nome della paura da un confine all'altro di questo mondo. )

Film visti o rivisti di recente: "Ritorno a Brideshead" di Julian Jarrod, tratto dall'incredibile romanzo di Evelyn Waugh che consiglio a tutti di leggere, "Igby Goes Down" di Burr Steers, "Moneyball. L'arte di vincere" di Bennet Miller e "Polisse" di Maïwenn Le Besco.



Dischi che mi sono stati gentilmente forniti dagli alieni in giro per le galassie: "Divinian" di Autumn's Grey Solace, "Stranger" dei Balmorhea, "Notes On Death" di Petra Jean Phillipson e se avete avuto la pazienza di arrivare fino a questo punto mi permetto di lasciarvi un brano sempre tratto dalle memorie di Hitchens che ha a che fare con uno dei miei scrittori preferiti in assoluto e che amo così tanto che per Lankelot ho scelto la copertina di un suo romanzo come avatar (che per altro si lega alla mia decisione di non divulgare foto che ritraggono su internet & Co. e tanto per farvelo sapere non possiedo una macchina fotografica o un cellulare capace di scattare foto e tranne che quelle sulla carta d'identità e sulla patente non possiedo foto di me stesso e quando per caso me ne scattano una e me la fanno avere le distruggo al momento o dopo qualche giorno).Comunque, ecco il passaggio che ha a che fare con Thomas Pynchon (e Ian McEwan):

Qualsiasi momento sarebbe stato buono per incontrarlo, ma questo, in retrospettiva, sembra essere stato perfetto per fare la conoscenza di Ian McEwan. Fu Martin che ci mise in contatto (Ian gli era succeduto come vincitore del Somerset Maugham Award). A quell’epoca, eravamo “tutti” ipnotizzati dalla sue prime raccolte di racconti, Primo amore, ultimi riti e Tra le lenzuola. Incontrandolo di persona, egli sembrava di primo acchito possedere alcune delle qualità vagamente inquietanti dei suoi racconti. Non alzava mai la voce, scrutava il mondo in modo imparziale e quasi distaccato attraverso occhiali da nonna a forma di luna, avev capelli a frangia sulla ronte, era magro come uno stecco, era orientato verso interessi che Martin definiva “di grana hippy”, e quando lo incontrai aveva scelto di vivere ai margini della “prima linea” del gheto nero d Brizton, zona allora infestata di erbacce. “Quello che scriveva, lo vedeva”, disse Clive James quando utilizzò il personaggio di Ian in un romanzo, e nell’invenzione narrativa sembrava avere contatti con altre, remote sfere. (Riusciva e riesce ancora, per esempio, a scrivere dell’infanzia e della giovinezza con una capacità quasi misteriosa di pensare e sentire reimmergendosi in quelle epoche della vita; una facoltà che molti pur eccellenti scrittori non sanno recuperare dentro di loro). Un pomeriggio ero seduto alla mia scrivania al “New Statesman” quando squillò il telefono e una strana voce chiese di me chiamandomi per nome. Dopo aver confermato che ero io all’apparecchio, la voce disse:”Sono Thomas Pynchon”. Sono contento di non aver risposto con la battuta che avevo pensato in un primo tempo, perché riuscì ababstanza rapidamente a dimostrarmi che era effettivamente lui e che un comune amico di nome Ian McEwan gli aveva suggerito di chiamarmi. Il libro di un altro amico, Faggots, un lavoro ultraomosessuale di Larry Kramer, era stato bloccato dai funzionari della dogana britannica e le copie sequestrate correvano il rischio di essere tutte distrutte. Pynchon, che si trovava in Inghilterra, era molto preoccupato per questo fatto. Che cosa si potev fare? Potevo denunciare la cosa, come gli era stato assicurato da Ian? Gli dissi che si poteva protestare come e finché si voleva, ma che la Gran Bretagna non aveva leggi che proteggessero la libertà di parola o vietassero la censura di stato. Chiacchierammo ancora un po’, naturalmente mi offrii di richiamarlo, ridendo declinò questo trasparente tentativo di aggancio e scomparve nel mondo in cui soltanto Ian McEwan poteva trovarlo (Ian sembrava in grado di fare questo genere di cose senza mai vantarsene: strinse anche amiciza con il quasi irreperibile Milan Kundera).” (pag. 222)





4 commenti:

  1. Tante cose, da ri(vedere-leggere-ascoltare) con calma ... ma dove cazzo fanno la stupida festa del sacrificio? Già che, a partire dal nome "Festa del sacrificio" mi sembra un ossimoro di portata gigantesca.

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    1. Nel mondo musulmano e ovunque ci sia una comunità musulmana.
      http://it.wikipedia.org/wiki/Id_al-adha
      Ma ogni credo ha di queste cose che se fino a qualche centinaio di anni fa avevano comunque una loro logica, penso solo anche al Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti o anche l'agnello a Pasqua eccetera eccera però nel 2012 sarebbe anche ora di mettere da parte queste idiozie.
      E' proprio l'idea del sacrificio di un essere vivente per un Dio che mi fa incazzare.

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  2. Già, in qualsiasi posto, in qualsiasi religione, eliminare una vita, in nome di uno che nessuno ha mai visto, è terrificante. Buon sabato di regali And ;)

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    1. Anche a te buon sabato.

      E che qualche pezzo di carne vada di traverso a questa gente!

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