venerdì 19 ottobre 2012

Nebbia

Vedi la nebbia e la tocchi. Non è male la nebbia ma l'autunno e l'inverno fanno schifo. Ieri c'era un bambino al supermercato che diceva "Dov'è il mare mamma?", quel bambino mi sta simpatico. L'umore è ai minimi, qui sotto trovate alcune delle citazioni che sono presenti nel libro "Hitch 22 - Le mie memorie" di Christopher Hitchens. Lo sapete già, lui mi piace molto, forse dire che stravedo per lui sarebbe più giusto, pur non condividendo tante cose che ha scritto, e io e lui abbiamo in comune alcuni lati del carattere, una certa impostazione di vita. A proposito di somiglianze e altre amenità secondo mio padre io somiglierei a una persona che gira in tv e sinceramente me ne vergogno ma non vi dico chi è perchè poi state male anche voi.

Comunque ecco le citazioni delle primissime pagine del libro di Hitch:

"Non aspirare alla vita immortale, ma esaurisci i limiti del possibile" (Pindaro, Pitiche III)

"I desideri del cuore son contorti come viti,
Non essere nato è il meglio per l'uomo;
La via di mezzo è un ordine formale,
Lo schema della danza; danza mentre puoi.
Danza, danza, facile è la figura,
Il motivo è orecchiabile e non s'arresterà;
Danza finché le stelle scenderanno dai travi;
Danza, danza, danza finché cadi."    (W.H.Auden, L'eco della morte)

"Siamo destinati a morire, ed è una gran fortuna. La maggior parte della gente, infatti, non è destinata a morire perché non è destinata neppure a nascere. Gli individui che avrebbero potuto trovarsi qui al mio posto, ma che di fatto non vedranno mai la luce del giorno, sono assai più numerosi dei granelli di sabbia dell'Arabia. Senza dubbio tra quelle larve mai venute al mondo vi sarebbero stati poeti più grandi di Keats e scienziati più grandi di Newton. Lo sappiamo perché il numero di individui cui il dna concederebbe di esistere supera di gran lunga il numero di individui realmente nati. Nonostante circostanze tanto incredibilmente avverse, voi ed io, nella nostra ordinarietà, siamo qui." (Richard Dawkins, L'arcobaleno della vita)

"Ah, le parole sono un povero balsamo per ciò che il tempo si è portato via..." (John Clare, Remembrances)

"Cos'ha in comune l'Inghilterra del 1940 con l'Inghilterra del 1840? Del resto, cos'avete in comune col bambino di cinque anni che appare nella fotografia che vostra madre tiene sul caminetto? Niente, tranne che per caso siete la stessa persona." (George Orwell, England your England: Socialism and the English Genius" [1941] )

"Leggere il proprio annuncio mortuario dice che allunga la vita. Ti fa riprendere fiato. Nuova erogazione di vita." (James Joyce, Ulisse)


(E ieri quando è partito in radio questo pezzo dei Massive Attack mi sono sentito vecchissimo. Avevo 15 anni quando uscì "Protection" e mia sorella lo portò a casa registrato su cassetta. Vecchissimo...e mi sento male a pensarci...)

13 commenti:

  1. io mi sento vecchia ogni volta che passo da una certa panchina su cui mi sedetti solo cinque mesi fa. e da allora mi sembra che siano passate tre vite. e quella diavolo di panchina è anche vicino casa, praticamente impossibile evitarla

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  2. è che mi sono sentito male anche perchè in questi vent'anni non è che le cose siano andate bene ma pensando a quei tempi stavo ancora peggio di adesso...o forse da schifo ma in una maniera diversa...quindi, non lo so...le cassette salvavano giornate comunque...

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  3. I desideri del cuore son contorti come viti? Dipende dall'età, sai. Ad un certo punto della vita sono semplici e sottili come giunchi. Ma dolorosamente irrealizzabili. E' questo che ti contorce il cuore. Mi piacerebbe leggerlo, 'sto libro, ma gli occhi sono andati. Ah, la nebbia mi piace. Forse perchè qui c'è raramente.

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    1. Ciao Elena, io ti consiglio di provare a sfogliare questo libro (se gli occhi impazziscono c'è sempre il sistema Braille o magari qualcuno che deve esercitarsi a leggere) perché Hitch raccontando di se stesso racconta di letteratura, poesia, suicidio, politica e tanto tanto altro.

      Abitando al Nord la nebbia è di casa anche se negli ultimi è decisamente diminuita. Io vivo a ridosso delle Alpi e ce n'è di meno ma anche amici di pianura mi dicono che rispetto al passato non è più nebbia nebbia.

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  4. succede anche a me....ma non bisogna farne un dramma vai:)il tempo passa è inevitabile...

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    1. sai Face io sono molto drammatico e pesante...però ti offrirò da bere prima o poi


      :)

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  5. Avevo tre-quattro anni e mi sentivo vecchio. Figurati con trenta in più.

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    1. vale anche per me.
      tre, quattro anni...quindi sei un figlio degli anni '90. accidenti.

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    2. figlio degli anni '90? nel senso che negli anni '90 avevo l'età giusta per...comunque sì, sono un figlio degli anni '90 nato nei '70. La cosa peggiore che possa capitare.

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  6. ah ah ah
    sai cosa avevo letto "Avevo tre-quattro anni" però avevi scritto anche trenta a dire la verità...

    ah ah ah

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    1. Okok. Ho capito. (-: Chiarisco perché so che un sacco di lettori e lettrici sono interessate/i a questa cosa: Quando avevo tre, quattro anni, mi sentivo già vecchio. Ora, che a quei quattro se ne sono aggiunti altri trenta, di anni, mi sento Matusalemme. Sono nato nell'anno dei tre papi, comunque.

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  7. L'anno dei tre papi. Aiuto ma anche che fico! Anche io mi sono sempre sentito vecchissimo ma se mi chiedessero di tornare giovane non tornerei mai indiettro.

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  8. Un articolo di Massimiliano Parente uscito su Il Giornale a proposito del libro di Hitchens "Mortalità":

    http://www.ilgiornale.it/news/cultura/hitchens-cronaca-vera-morte-annunciata-850050.html

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