lunedì 29 ottobre 2012

blin blin

C'era un articolo ieri sull'inserto del Corriere della Sera "La Lettura" che mi ha fatto parecchio pensare. Parlava degli abitanti delle città che emigrano verso le campagne in cerca di tranquillità, benessere e soprattutto di un'idea di campagna che è quella dei libri, dei film, delle favole e che non corriponde minimamente alla realtà. Molti di loro (quelli coi soldi) sono poi quelli che si fanno allargare la strada per arrivare al rustico trasformato in magione, che s'infastidiscono per l'odore di letame e il rumore dei trattori e tanto altro e che vedono nell'agriturismo una specie di regno fatato dove si mangiano le specialità locali (il 90 % di quelli dove sono stato mi hanno fatto semplicemente schifo, meglio di gran lunga i Sofficini Findus). Ne conosco anche io di persone così che, con l'ovvia complicità di molti degli abitanti delle mie zone e del lago che ci hanno lucrato mica mae, hanno distrutto territori, culture, tradizioni, basti vedere cos'è sucesso sul Lago di Como. Niente mitizzazioni ma m'incazzo sempre quando so di vecchie trattorie a gestione familiare dove si potevano trovare piatti locali, vino a basso prezzo, e clienti di tutti i genrei, trasformate in banalissimi ristoranti o locali dove ti servono la stessa orata che potreste mangiare a Napoli o a Trento. Scomparsa la trippa, scomparsi gli uccellini, scomparsi i risotti alla milanese e il persico e tanto altro oppure eccoli riproposti in versione light, mini o a prezzi esorbitanti. Sì, li potete ancora mangiare a basso prezzo gli ossi buchi ma chiunque conserva un minimo di onestà sa che gran parte in qusti ristoranti si mangia da schifo, che è tutto giocata sull'abbuffata, sulla quantità. Probabilmente mi sbaglio, anzi di sicuro, ma appena esco dalla Lombardia noto come altrove le cose vadano un po' meglio. Cotinuo a considerare un po' folle che a Milano non si possano trovare tranquillamente cibi locali così come quando vai a Firenze trovi il lampredotto. Mi è sucesso quest'estate che due turisti mi chiedevano dove potevano mangiare la Cassoela e non ho saputo rispondergli. Con quest'ultima tirata sono forse uscito fuori tema ma al di là del vegetarianesimo, eccetera, eccetera, sono anche stanco quando mi dicono che la trippa è pesante e resta sullo stomaco. Davvero sicuri che sia vero? Non la mangio da secoli ma trovo che sia decisamente più pesante un kebab o un trancio di pizza d'asporto.

Questa è il tipico post pieno di cazzate che inaugura una settimana del cavolo.

6 commenti:

  1. Sono d'accordo quando critichi la maniacale ricerca di campagna sì ma come dove dico io magari un b&b, un agriturismo che di agri ha nulla e via dicendo. In quanto agli uccellini, vabbè, li lascerei dove sono. E pure la trippa e i pescetti. Critico anche, però, quei negozi bio chilometri zero dove chiedono cinque euro per un cespo di lattuga. Più o meno. Tanto ci fregano sempre e comunque. In campagna con il mio bilocale in pietra, mannaggia, e un fazzoletto d'orto per i miei consumi veg. Cribbio!

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  2. Ma anche io non mangio quelle cose in quanto vegetariano ma era per dire che ci sono delle cose che vengono dalla tradizione, dalla campagna, dalla montagna e dal lago e sono quelle. Se tu pensi alla vita sul lago e gli togli i pesci togli millenni di storia e si potrebbe andare avanti tanto a fare questi discorsi. Ho un amico del lago pescatore da generazioni che ha due figli vegani e con loro due si interrompe una storia di secoli e con loro tante cose. Cosa si sostituisce a questo mondo? Il nulla.

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    1. Era un inciso. Avevo capito quello che intendevi dire.

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    2. No, no, avevo capito, è solo che quando parlo di queste cose magari fatico a spiegarmi. Le questioni vegetariane/vegane, le capisco (sono anche io così) come le questioni di gusti (a me per esempio non piacciono i dolci tranne il panettone i biscotti semplici da colazione) ma la sindrome schifiltosa mi lascia sempre perplesso.

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  3. Una sorta di "globalizzazione" che, purtroppo, somiglia sempre di più ad omologazione ed appiattimento. E' lo stesso un po' ovunque, Andrea.

    Se ti capitasse di andare nel centro di Roma, non potresti che provare raccapriccio.

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    1. E' vero, so benissimo com'è messa Roma, però quando qualcuno del centro -sud italia sale dalle mie parti o va a Milano si accorge delle differenze. Tra l'altro a me succede quando vado in Veneto e c'è una sorta di scarto. Oddio, non è tutto così dalle mie parti e nemmeno nel resto della Lombardia, ovvio, però ecco mangiare cibi tipici a Milano può essere un'avventura per trovare posti alla portata di tutti.

      Se uno pensa che Luini che fa panzerotti è uno dei luoghi tipici del centro Milano (sono buoni lo so) mentre per trovare un risotto alla milanese buono e per tutte le tasche sfido...

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