domenica 2 settembre 2012

"Tristano e Isotta" - Richard Wagner

Fra una lettura e l'altra, ieri ho finalmente cominciato a rileggere il libretto dell'opera "Tristano e Isotta" di Richard Wagner. Non chiedetemi perchè, forse l'ho fatto perchè da quando ho visto al cinema quel capolavoro che è "Melancholia" di Lars Von Trier una delle tracce che ho ascoltato maggiormente nell'ipod è il "Prelude" e chi ha visto quel film sa di cosa sto parlando o forse l'ho fatto perchè mio zio mi parlava tantissimo di quest'opera di Wagner nei mesi che precedettero la sua morte e in queste ultime settimane sto pensando continuamente a mio zio perchè mi manca, non c'è niente da fare, mi manca tantissimo e vorrei che fosse qui per poterci parlare e fa male sapere che non ci potremo mai più incontrare nella nostra vita. Tutte le volte che finivo nella stanza in fondo al corridoio dove si esercitava con la tromba pur non avendo quasi più fiato per colpa della malattia lui mi ripeteva: "Quando lo mettono in scena in qualche teatro vicino ci andiamo, io ti pago il biglietto e tu metti la macchina". Purtroppo il suo è stato un desiderio che non abbiamo potuto realizzare. Non sono nemmeno riuscito a salutarlo mio zio prima che morisse perchè arrivai troppo tardi all'ospedale. Durante tutti questi inutili anni "Tristano e Isotta" l'hanno presentato in alcuni teatri che avrei potuto raggiungere con facilità ma non ho mai avuto la forza per farlo. Una volta rimasi due ore in colonna per comprare il biglietto e una volta arrivato di fronte al botteghino scappai via vagando per la città fino a notte fonda prima di tornare a casa.

Ieri ho toccato la prima neve, il panorama era mozzafiato ma quanta tristezza avevo in corpo.

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