venerdì 24 agosto 2012

Sette Tour

Ricordo quando Armstrong vinse nel 1993 i Campionati del Mondo a Oslo. Avevo 14 anni e quel giorno sognavo la tripletta di Gianni Bugno ma complice la pioggia (e non solo andò in tutt'altra maniera). Non ho mai provato una particolare simpatia per il texano o almeno smisi di provarla (è vero, mi emozionai quando dedicò la vittoria a Casartelli che abitava a un tiro di schioppo a casa mia) quando cominciò a vincere un Tour dietro l'altro, presentandosi come un marziano con moltissime ombre. Per chi come me ama il ciclismo la notizia della sua radiazione arriverà come una sorta di conferma che era nell'aria da anni. Certo, la vicenda è oscura e non così semplice come appare (vi consiglio di leggere questo bello e esaustivo articolo di Eugenio Capodacqua per capire e conoscere alcuni episodi: http://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2012/08/24/news/armstrong-41399259/ ), coinvolge l'intero movimento ciclistico internazionale (...il denaro...) e se fosse gestito nella maniera migliore potrebbe portare qualche beneficio a questo sport così malandato e io proporrei una non assegnazione di quei 7 Tour come possibile (e probabilmente) inutile monito. Ci sono però due elementi che mi fanno stare male: 1) il comportamento di molti tifosi che giustificano tutto, che non hanno ancora capito o non voglio capire come il doping sia una vera e propria piaga e basta pensare a come ancora oggi è impossibile discutere dei risultati ottenuti anche da Pantani. Che vedono complotti ovunque. E' vero, in questi anni ci sono molte cose che non tornano ma tutto è figlio di quella logica dello spettacolo che prende molti appassionati di sport. Recentemente parlavo con alcuni amatori e tifosi di ciclismo dell'ultimo Giro d'Italia e mi dicevano "Che noia!", "Non c'è più nessuno che scatta in salita come Pantani", eccetera, eccetera e allora scuoti la testa perchè non hanno capito proprio nulla; 2) la questione tumore-Armstrong. Ecco. Ho vissuto da vicino il dramma di una persona malata di tumore che aveva preso Armstrong come esempio per continuare a combattere, tifava per lui, era il suo idolo, "Se ce l'ha fatta lui, ce la posso fare anche io". Lo vedeva come un uomo che sconfitto il male torna più forte di prima, che fa sognare e i suoi occhi si illuminavano quando Armstrong vinceva sulle strade di Francia. Quell'uomo è morto con il suo libro sul comodino, i miracoli non esistono, esiste ciò che non sappiamo spiegarci. Io ci penso e non voglio assolutamente condannare nessuno o semplificare o parlare di grande imbroglio o che non bisogna avere eroi, santi, di cose come colpa e vergogna, è solo che ci sto pensando da tutto il giorno a queste cose, tutto qua e mi sto chiedendo come avranno reagito tutti quei malati che vedevano in Armstrong l'esempio vivente della possibilità di un riscatto, piccolo, temporaneo, ma comunque la vita. Lo difenderanno, non ci crederanno, ne usciranno delusi, staranno piangendo, non lo so, però ecco boh, non vorrei minimamente essere uno di loro in questo momento.

(Inutile dire che il trattamento riservato al calcio è come sempre una carezza rispetto a quanto accade negli altri sport)

(Se vi va leggetevi anche questo articolo: http://capodacqua.blogautore.repubblica.it/2012/06/18/armstrong-doping-story/?ref=HREC1-1)


All in White è dedicata a una di queste persone che sta lottando da anni contro il cancro che arriva, attacca e poi scappa in ritirata e il nuovo album dei The Vaccines le darà sicuramente una mano.  

7 commenti:

  1. il ciclismo stenta a riprendere credibilità...io spero in wigging!!!

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    1. Chissà. Anche a me sta simpatico lui, chissà, speriamo non deluda come tutti gli altri.

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  2. Sono passata , per fortuna superandolo da sola come tutti i malati di tumore da questo buio tunnel , credimi...e devo dirti che ammiravo Amstrong per il suo coraggio in primis...Certamente la sua vicenda non è bella, non è un esempio da seguire e purtroppo è un altro mito, per chi l'aveva , che crolla....

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    1. Mi limito a dirti Nella che ti ringrazio per la tua testimonianza.

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  3. Trovo il ciclismo di una noia mortale.
    Commento sciocco il mio, ma è l'unica affermazione che mi ispira questo sport.

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  4. ah ah ah ah, io invece sono capace, se posso, di seguirmi una corsa ciclistica per 6 ore senza mai staccarmi dallo schermo.

    :)

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  5. http://www.internazionale.it/opinioni/john-foot/2012/08/29/armstrong-si-e-arreso-al-doping/

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