martedì 8 maggio 2012

Ai...

Stavamo giocando a poker in una camera d'albergo di una città italiana quando lei uscì dal bagno senza vestiti e una sigaretta in bocca. Avevamo 17 anni. Mi è tornato in mente questo episodio perché ieri ho incontrato sull'autobus una ragazzina che somigliava tanto a quella mia compagna di classe e chissà cosa deve aver pensato quando mi ha visto arrossire davanti a lei, con in mano un libro, l'ombrello e due borse piene di spesa. Quella sera X. non si era spogliata per me e non lo avrebbe mai fatto per uno come me ma era la prima volta nella mia vita che provavo emozioni diverse dal solito nel guardare un corpo femminile. Eccitazione, stupore, spavento, attrazione. Durò pochi secondi e poi quel corpo perse il suo fascino e mi sembrò di avere di fronte una statua totalmente priva di vita. Non ricordo niente di quella nudità e se provo a visualizzare X.mi compare la scritta CORPO ma a distanza di così tanti anni non ho mai dimenticato il suo nastro rosa dei capelli che volò fuori dalla finestra e una riga di penna blu sull'avambraccio destro. "Come ha fatto a farsi quella riga se lei non è mancina?" ecco quello che pensai in seconda battuta davanti a quel corpo. Ovviamente questa domanda comporta più di una risposta...e non arrossite.

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2 commenti:

  1. Bei ricordi, non come i Lecrevisse, ma bei ricordi ;)

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  2. Non ho passato un'adolescenza molto felice e mi piace giocare un po' coi pochi ricordi decenti che ho.
    Tra l'altro, verso la ragazza del nastro rosa ho avuto per 4 anni tutta una serie di pregiudizi e che si sono poi dissolti l'ultimo anno quando ho aperto gli occhi.

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