sabato 11 febbraio 2012

Devil Town

Febbraio è un mese di merda perché oltre all'inverno ci sono pure il Carnevale con tutti i suoi schifosissimi dolci e San Valentino. Sarebbe bello che in quei giorni di festa si aggirassero per le strade dei veri e propri licantropi, fantasmi, assassini, tossici, pipistrelli e tutto il resto di cui la gente indossa i costumi. Sarebbe un gran bello spettacolo e finalmente potrei divertirmi anch'io. (Di febbraio apprezzo solo lo splendido Io sono Febbraio)

Daniel Johnston - Devil Town

13 commenti:

  1. due feste di merda, concordo.Ma sarebbe peggio se facesse un caldo porco.Mangiare le zeppole a 40 gradi non è il massimo :)
    PS : meravigliosa scelta musicale.

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  2. Io non sono un amante dei dolci, il massimo che mangio sono biscotti integrali. E io adoro il caldo, dai 25 in su e su su su sto benissimo.

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  3. A dire il vero i dolci carnascialeschi sono buoni assai, altroché.
    Invece i soggetti di cui parli, a ben guardare, circolano a piede libero in ogni luogo e in ogni momento. Occorre far attenzione!

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  4. Io purtroppo non amo i dolci e quelli di carnevale li trovo particolarmente indigesti ma io ho un'alimentazione così spartana che non faccio testo.

    sul resto, secondo me no, secondo me non si aggirano quelli che dico io ma semplicemente gli esseri umani che fanno quelle cose. chessò, ieri ho visto uno vestito da Godzilla, vuoi mettere se fosse in giro veramente? e così per tutti gli altri.

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    1. Un Godzilla vero? Magari. Purché vada a sbranare un po' di pessimi soggetti... potrei proporne almeno una decina!

      Il Carnevale, parlando seriamente, è una delle feste più "sane" che esistano. Un rito di "inversione dei ruoli" che socialmente farebbe bene a molti. Purtroppo, come spesso accade, viene travisato e macchiato dalla stupidità. Ma non dovremmo sorprenderci.

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  5. Potrei dirti che in parte è dovuto al mio non essere credente e non capire perché il giorno dopo ci si debba fermare...per cosa poi? per quello non lo festeggio.

    Però sai a me è proprio quel concetto di momentanea inversione dei ruoli confinata in un determinato periodo di tempo in relazione poi a una celebrazione cattolica. E forse se somigliassero a dei veri e propri baccanali, pur non interessandomi, li accetterei, adesso invece (ci ho lavorato un paio di volte in un Carnevale molto grosso) non sono altro che delle manifestazioni/discoteche a cielo aperto...tutte regolamentate perbenino, con servizi di sicurezza, una valanga di cose vietate....ma se sono la sospensione temporanea non dovrebbero esserlo completamente o almeno permetterlo? poi ognuno si prenderà le sue conseguenze.

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    1. Non c'è nulla di cattolico nel Carnevale. E' una festa più che pagana, a dire il vero. Credo risalga agli usi latini, se non addirittura prima. E, come dicevo, aveva un ruolo socialmente molto interessante. Per pochissimo tempo si poteva divenire chiunque: gli schiavi divenivano i padroni e viceversa, per intenderci. Una festa che serviva anche a stemperare certe tensioni e a riequilibrare un sistema di caste piuttosto rigide.

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  6. Non hai capito cosa intendo, so benissimo che il Carnevale che è una festa più che pagana (non solo latina, anzi) ma al giorno d'oggi cos'è il Carnevale? O meglio da quando è arrivato il Cattolicesimo cos'è diventata questa occasione (tra l'altro, perdonami, pur accettandone il significato, la relego a un mondo completamente diverso dal nostro)? Prima il Carnevale era espressione interna di quel mondo, oggi sembra più una gentile concessione, qualcosa di esterno, che puzza tanto, come la religione, di superstizione e di meccanicismo. E' questo che intendo quando dico che vorrei quanto meno che il Carnevale diventasse altro. Non lo so ma altre volte penso che per come sta cambiando il mondo il Carnevale non ha più senso a meno che non si liberi dalla costrizione religiosa. Sarebbe possibile? Sarebbe possibile sovrapporre chessò il Carnevale al giorno delle Ceneri? Credo proprio di no. Perché il Carnevale ha questa cosa dell'ultimo giorno di mangiare di grasso e poi bisognerebbe eliminare la carne? Perché queste convenzioni da accettare? Perché non torna ad essere qualcosa di completamente pagano?

    E' un discorso complesso, lo so, ma questo bisogno degli esseri umani (e della società) di concedere un tempo ristretto all'uomo per liberarsi dalle costrizioni è abbastanza frustrante per l'intelletto.

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    1. Ma, And, son tutte cose legate all'agricoltura, all'allevamento, ai cicli delle stagioni, su cui il cristianesimo ha sovrapposto le feste. Inoltre il Carnevale, non so chi frequenti, ma per quel che vedo io a nessuno viene in mente di legarlo alla Pasqua, anche se è così, a nessuno viene in mente il non mangiare la carne, a nessuno viene in mente la Quaresima, o a quasi nessuno. È più un'occasione di festeggiamenti e mascheramenti. Il bisogno degli esseri umani di un tempo definito non la vedo come una frustrazione, e in generale vedo i limiti e i tempi definiti come occasioni intellettuali, più che come frustrazioni. Più occasione per superarli, i limiti, ecco. Discorso complesso, come dici, e forse ho confuso più che chiarito con ciò che ho scritto. va beh.

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    2. Ma infatti era quello che dicevo che per me sono delle cose che fanno parte di un mondo distante dal mio o quantomeno che appartiene a qualcosa che non sento minimamente mio. Un mondo dove le superstizioni hanno un bel peso.
      Ma che occasione è allora? E perché si deve circoscriverlo? Perché non farlo proseguire? Perché non poterlo fare quando si vuole? Perché non continuare in maniera sfrenata e perché non lasciare che sia così?
      Io invece vedo i tempi definiti come dei blocchi mentali dai quali bisognerebbe liberarsi una buona volta....ma anche qui è un discorso complesso...ci permetterebbe di ripensare il concetto di frustrazione e se non siano proprio i tempi limiti a frustrarci. Perché poi i tuoi limiti per me potrebbero non significare nulla e i miei per esempio potrebbero essere eccessivi. Tendenzialmente si cerca una via di mediazione e le mediazioni sono intellettualmente frustranti.
      Io vedo nel Carnevale proprio l'esemplificazione della frustrazione umana che dovrebbe essere estirpata anche con la morte, una buona volta. Ed è per questo che dico che un Carnevale dovrebbe essere qualcosa di veramente e mostruosamente aggressivo, orgiastico che liberi ogni cosa, che spezzi le catene, che ci permetta davvero di lasciare liberi i freni di qualunque cosa abbiamo dentro.
      senza costrizioni.

      E faccio una provocazione: durante il Carnevale si potrebbe uccidere anche qualcuno? Sacrificare qualcuno in maniera fisica?

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  7. Che poi ci sarebbe anche da riflettere su una celebrazione come la Pasqua, che è direttamente collegata al Carnevale, che segue i cicli lunari. Da non credente sono questioni che mi rendono sempre perplesso. Pur riconoscendo che qualcosa di particolare nel rapporto con la luna ci deve essere, il lupo mannaro insegna.

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  8. E se poi davvero c'è qualcosa che è legato alla natura, oltre alla bellezza, a tutti gli influssi naturali, etc, prendiamoci anche le epidemie, i cataclismi, la bellezza della vita e della morte che non risponde a nessuna legge divina e non fa scampo a nessuno.

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  9. E poi finisco ma davvero a Carnevale si superano dei limiti che già non si possono superare tutti i sacrosanti giorni? Per quello che scrivevo che per un giorno sarebbe più bello trasformarsi in qualcosa d'altro. Nel senso uno si mette una maschera chessò da Lupo Mannaro e si comporta veramente da Lupo Mannaro. Altrimenti perché uno se la mette?

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