martedì 28 febbraio 2012

da "Vivere fino alla fine dei tempi" di Slavoj Zizek...a proposito di caste...

"Le leggi di Manu devono essere dunque contrapposte al Libro di Giobbe come uno dei testi fondatori dell'ideologia contro uno dei testi fondatori della sua critica. Non sorprende che l'amministrazione coloniale inglese in India innalzò Le leggi di Manu a testo principe da usare come riferimento per stabilire il codice legale che avrebbe reso possibile la più efficiente dominazione dell'India; fino a un certo punto si può persino dire che Le leggi di Manu divenne il libro della tradizione induista solo retroattivamente, quando fu scelto dagli inglesi come rappresentante della tradizione tra un vasto numero di altri testi (lo stesso vale per il suo rovescio osceno, "tantra", anch'esso sistematizzato in un culto oscuro, violento e pericoloso dai colonizzatori inglesi). In tutti questi casi abbiamo a che fare con "tradizioni inventate". E questo implica anche che la persistenza del fenomeno e della pratica sociale degli intoccabili non è semplicemente un residuo della tradizione: il loro numero aumentò durante tutto il diciannovesimo secolo, con il diffondersi di città che mancavano di adeguate reti fognarie, cosicché si aveva bisogno di più fuoricasta che si occupassero della spazzatura e degli escrementi che ne risultavano. A un livello più generale, dobbiamo dunque scartare l'idea che la globalizzazione minacci le tradizioni locali, che appiattisca le differenze: a volte le minaccia, più spesso le mantiene in vita, le resuscita o financo le crea dis-adattandole alle nuove condizioni, ad esempio nel modo in cui gli inglesi e gli spagnoli reinventarono la schiavitù nella prima modernità.
Con l'interdizione formale della discriminazione contro gli intoccabili, la loro esclusione cambiò status e divenne il supplemento osceno dell'ordine ufficiale/pubblico: ripudiata in pubblico, essa continua in un'esistenza sotterranea. Tuttavia, quest'esistenza sotterranea è nondimeno formale (riguarda il titolo/status simbolico del soggetto), ed è per questo che non segue la stessa logica della nota opposizione marxista tra uguaglianza formale e diseguaglianza reale nel sistema capitalista. Qui, è la disuguaglianza (la persistenza del sistema gerarchico di caste) che è formale, mentre nella reale vita economica e legale gli individui sono in certo qual modo uguali (anche un intoccabile può diventare ricco ecc.). Lo status della gerarchia delle caste non è lo stesso di quello della nobilità in una società borghese, che è effettivamente irrilevante, è puramente un tratto che può incrementare il glamour politico del soggetto.
Esemplare è qui lo scontro tra Bhimrao Ramji Ambedkar e Gandhi negli anni Trenta. Nonostante Gandhi fosse il primo politico induista a sostenere la piena integrazione degli intoccabili e li chiamasse "i figli di dio", egli considerava la loro esclusione come il risultato della corruzione dell'originale sistema induista. Gandhi immaginava invece un ordine (formale) di caste non gerarchico all'interno del quale ogni individuo ha un posto assegnato; egli sottolineava l'importanza dell'attività di occuparsi dei rifiuti ed esaltava gli intoccabili perché eseguivano questa "sacra" missione. E' qui che gli intoccabili sono esposti alla maggiore tentazione ideologica: in un modo che prefigura l'odierna "politica identitaria", Gandhi permise loro di "innamorarsi di loro stessi" e della loro umiliante identità, di accettare il loro lavoro degradante come un compito sociale nobile e necessario, persino di vedere la degradante natura del loro lavoro come un segno del loro sacrificio, della loro disponibilità a compiere un lavoro sporco per il bene della società. Anche la sua più "radicale" ingiunzione che tutti, bramini compresi, pulissero la loro merda, offusca il vero problema, che non ha tanto a che fare con i nostri atteggiamenti individuali, ma è piuttosto di natura sociale globale (Lo stesso trucco ideologico è in azione oggi quando siamo bombardati da ogni parte dall'ingiunzione di riciclare i rifiuti personali e di collocare bottiglie, giornali ecc. negli appositi cassonetti. In questo modo la colpa e la responsabilità sono personalizzate: la colpa non è dell'intera organizzazione dell'economia, ma sono i nostri atteggiamenti soggettivi che devono cambiare). Non si tratta di cambiare il nostro io interiore, ma di abolire l'intoccabilità in quanto tale, cioè, non solamente come un elemento del sistema, ma come il sistema stesso che la generea. Contrariamente a Gandhi, Ambdekar vide questo problema con chiarezza quando:

sottolineò la futilità della mera abolizione dell'intoccabilità: dal momento che questo male era il prodotto di una gerarchia sociale di un determinato tipo, era l'intero sistema di caste che doveva essere eliminato:"Ci saranno fuori-casta [intoccabili] finché esisteranno le caste" [...] Gandhi rispose che, al contrario, ciò di cui si trattava era il fondamento dell'induismo, una civiltà che, nella sua forma originaria, ignorava di fatto la gerarchia.

Nonostante Gandhi e Ambedkar si rispettassero a vicenda e spesso collaborassero nella lotta per la dignità degli intoccabili, la differenza tra di loro è qui insormontabile: è la differenza tra la soluzione "organica" (risolvere il problema ritornando alla purezza dell'originale sistema incorrotto) e la soluzione veramente radicale (identificare il problema come "sintomo" dell'intero sistema, il sintomo che può essere risolto solo abolendo l'intero sistema). Ambedkar vide chiaramente che la struttura di quattro caste non unisce quattro elementi che appartengono allo stesso ordine: mentre le prime tre caste (sacerdoti, re guerrieri, mercanti-produttori) formano un Tutto coerente, una triade organica, gli intoccabili sono, come il "modo di produzione asiatico" di Marx, la "parte dei senza parte", l'elemento incongruente all'interno del sistema che occupa il posto di ciò che il sistema in quanto tale esclude -e, come tale, l'intoccabile sta per l'universalità. O, come disse Ambedkar con un arguto gioco di parole:"Ci saranno fuori-casta finché esisteranno le caste". Finché esisteranno le caste ci sarà un elemento eccessivo, escrementale, a valore zero che, anche se formalmente parte del sistema, non ha al suo interno un luogo proprio. Gandhi offusca questo paradosso, come se un'armoniosa struttura di case fosse possibile. Il paradosso degli intoccabili è che essi sono doppiamente marcati dalla logica escrementale: non solo essi si occupano degli escrementi impuri, ma anche il loro status formale all'interno del corpo sociale è quello di escremento."





(e chiudo dicendo: ma davvero qualcuno sentirà la mancanza di un quotidiano come L'Unità?...bah...ho provato a sfogliarlo ma è davvero indecente...)

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