domenica 19 febbraio 2012

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- Simon Ortiz: Shock, Arizona, proibite le opere dei Nativi

- adesso che un film sul carcere ha vinto a Berlino (e un altro sulla Diaz) mi toccherà sentire e leggere le solite belle parole di una certa fascia di popolazione (spesso di sinistra) a cui piace tanto indignarsi, discutere, sentire "umana empatia" (ma per favore) per questa gente, riempire i teatri per discussioni e spettacoli chessò su Cucchi & Co., gli stessi che nella vita quotidiana si tengono poi ben alla larga da quelli che in carcere ci sono stati, gli stessi che degli immigrati/rom/spacciatori/rapinatori/tossici (la gran parte dei prigionieri delle carceri) non gliene frega assolutamente un cazzo e se ne hanno uno vicino si stupiscono se non è come quello che vedono al cinema o di cui leggono sui giornali/settimanali/libri intellettual chic.  Ecco, voi (e per voi mi auguro loro), andatevi a vedervi il film e non rompete i coglioni. Ricordatevi solo che non ci vuole nulla per finire almeno una notte dentro. 


- Michel Focault "Sorvegliare e punire"  (un libro che leggeva e rileggeva un amico che non vedo da tantissimo e che ha segnato profondamente la mia vita...io e lui discutevamo parecchio di questo libro e di molto altro, seduti sul divano della sua casa diroccata, con accanto posaceneri stracolmi di mozziconi e una sciarpa del Catania)

- un posto bellissimo che ho visto 15 anni e che viene demolito


- tutte le volte che rileggo i libri di Bret Easton Ellis devo ammettere a me stesso che somiglio a moltissimi dei suoi personaggi.




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