venerdì 3 febbraio 2012

Abbazia di San Pietro al Monte

L'Abbazia di San Pietro al Monte, nel comune di Civate, provincia di Lecco, è uno dei luoghi più belli e misteriosi della mia zona (insieme al Parco del Monte Barro con notevoli resti di epoca tardo romanica). Dieci minuti da casa mia per arrivare al parcheggio e cominciare la camminata e salire fino in cima. Come se già non bastassero tutte le ferite inflitte alle zone da cui provengo ecco che negli ultimi mesi si è cominciato a parlare della possibilità che la cava esistente sull'altro versante della montagna (tutti quelli che da Milano salgono verso la Valtellina sanno di cosa sto parlando) e di proprietà della Holcim, multinazionale svizzera, si espanda ulteriormente mettendo così in serio pericolo l'esistenza e la bellezza dell'intero complesso. Non ci sono parole. Eppure situazioni come queste dovrebbero servire per mettere in moto tutta una serie di discussioni per ribaltare completamente una certe visione del futuro. Quando sento parlare di modernità, di progresso, di stabilità io sento puzza di passato, di logiche stantie e assassine e purtroppo è da situazioni come queste che si capisce quanto l'uomo sia sostanzialmente un idiota con la testa piena di spazzatura.

Qui potete leggere qualcosina sull'Abbazia e qui il comitato che si sta opponendo da anni alla devastazione di quel territorio.

(WU LYF - Split It Concrete Like The Colden Sun God)

6 commenti:

  1. Ho visto l'Abbazia. Sai, tu vorresti vivere in una afosa metropoli occidentale (Milano non è male, dici), io vorrei vivere in un luogo del genere.
    Ti ho mai detto che la mia aspirazione è quello di divenire monaco. Non monacA, ma monacO.
    Mi hanno detto che non è possibile.

    P.S. Spero che nessuna cava deturpi questi luoghi. Sarebbe uno stupro bello e buono.

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  2. Io mi divido fra le due possibilità, una metropoli occidentale afosa e la solitudine più completa. Chissà cosa succederà.

    Monaco? Sai che se mi ci fai pensare un po' ti ci vedo nei panni di un monaco piegato sui libri e immerso nella natura. E comunque mi sa che tu abiti in una zona che comunque non deve essere male.

    Non so come finirà, anche perché si è creata la solita situazione di ricatti, ovvero la multinazionale dice che se le verranno posti veti se ne andrà...e allora ecco scendere in piazza anche i lavoratori della cava+cementeria. Senza dimenticare che i comuni che si oppongono a questo schifo sono gli stessi che ultimamente stanno cementificando senza sosta. E purtroppo la logica è quella del rattoppo e mai quella di una visione d'insieme. E' un discorso complesso, che mi sta molto a cuore, e aggiungo che in parte è dovuto anche la mediocrità dei politici delle piccole-medie amministrazioni. (senza parlare delle persone che vivono da queste parti, la stragrande maggioranza sorda e cieca a qualunque discorso e perciò complice)

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    1. Monaco, sì. Mi ci vedrei bene anche io.
      Non molto lontano da dove vivo c'è un convento di clarisse. Sai che per qualche tempo ci ho fatto un pensiero?
      Ma non ho una fede così radicata.

      I compromessi, in certe situazioni, non possono esistere. Gli interessi economici e la convenienza dettano legge, purtroppo. Ognuno sembra avere le sue ragioni da opporre all'altro. Il lavoro, le famiglie ma anche il territorio, l'ambiente, la storia. Quali ricchezze sono più rilevanti?

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    2. Non essendo credente apprezzo determinati luoghi esclusivamente per i secoli di storia che si raccolgono in quelle mura, per il loro valore artistico, per la natura in cui sono immersi (almeno in questo caso) E anche, sì, per il silenzio/concentrazione che sprigionano questi luoghi.

      Vedremo cosa succederà, intanto però aggiungo che io non sono uno fra quelli che pensa che il turismo sia una vera e propria strada da intraprendere. Le città museo e una penisola ridotta a luogo di "vacanza" (culturale/o di puro svago/ o tutt e due insieme) mi sembrano delle cose così riduttive e soprattutto espressione di un certo ceto sociale.

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  3. Non voglio farmi monaco, ma queste speculazioni sono brutte, come i ricatti natura/lavoro delle multinazionali, che godono pure a dividere.

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  4. Sì, Ally le multinazionali puntano pure a questo. E su quello che fanno, almeno nella mia zona, c'è un bel complesso di inferiorità e di silenzi complici, a discapito della salute dei cittadini.

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