domenica 8 gennaio 2012

Notti

"Spesso, la sera, spegnevano tutte le luci e restavano seduti al buio, a chiacchierare. Chi passava, non vedendo la luce, avrebbe potuto credere che guardassero la televisione. Ma loro non avevano il televisore, perché né Boyd né Alma avevano il minimo desiderio di guardare o di ascoltare qualcosa che, in fondo, li riguardava molto poco. Una volta seduti al buio, il vuoto e la povertà del presente si allontanavano un poco. In quel buio voluto, la loro età si faceva indefinita e avevano l'impressione di vivere nuovamente in un periodo di vigore. Anzi, parlando così nel buio, all'improvviso pareva loro di rivivere tutta la vita, si sentivano pieni padroni della loro esistenza. Amici e parenti morti da tempo entravano nella loro conversazione, e il vuoto duro e implacabile del presente si dissipava. Era come toccare terra, respirare aria. La notte si sollevava dalla notte."

...è un piccolissimo passo tratto dal romanzo "Il nipote" di James Purdy nella versione pubblicata da Einaudi nel 1963 di cui sono in possesso, con la traduzione di Floriana Bossi, romanzo che è poi stato ripubblicato da Minimum Fax nel 2005 sempre con la traduzione della Bossi ma non so con quali cambiamenti e con questa copertina:



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