martedì 3 gennaio 2012

"Europeana - Breve storia del XX secolo" - Patrik Ourednik - (primo estratto)


"I pentecostali dicevano che a forza di preghiere e meditazioni si poteva riuscire a comunicare con lo Spirito Santo e parlavano lingue sconosciute e immemorabili e dicevano frasi in queste lingue MOKRI  HEROKHORA  SHMETKHANA e KHARI  SAHANAENTROPIKHO KESHEHER e REVDED  LIEONOTEM MOC ELLITNIC SEGEILED ERIONGI ABAM e gli psicolinguisti dicevano che in questo modo esercitavano un'attività metalinguistica inconscia che è presente in ogni coscienza umana e i sociolinguisti dicevano che era una reazione al discredito del discorso religioso e politico che portava da sé al discredito delle convenzioni linguistiche e alla perdita della fede nel senso della vita e della storia e alla necessità di un cambiamento radicale che si sarebbe espresso appunto in una lingua nuova o sconosciuta. Il bisogno di una lingua nuova era stato avvertito in modo pressante da quando il mondo industriale aveva stravolto i valori religiosi e sociali tradizionale e certuni hanno proposto di inventare una lingua universale e dicevano che nel momento in cui tutti avessero parlato la stessa lingue la pace avrebbe regnato nel mondo e allora inventavano lingue di questo genere. Durante la Prima Guerra Mondiale capitava a volte che i soldati delle minoranze o delle regioni in cui si parlava soltanto il dialetto non capissero la lingua in cui i superiori trasmettevano gli ordini e questo portò a diversi malintesi ed errori strategici. E nel 1916 un soldato bretone perse un dito a causa di una pallottola nemica e il luogotenente lo mandò all'infermeria ma il medico ritenne che fosse antipatriottico marcare visita per una ferita tanto insignificante e denunciò il soldato al tribunale militare che lo fece fucilare perché nel frattempo l'interprete che avrebbe potuto spiegare al tribunale militare che il soldato bretone era stato mandato all'infermeria dal suo superiore era in licenza. E tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX erano state proposte quasi trecento lingue universali e la più nota era l'esperanto e i suoi propugnatori dicevano che l'esperanto era come il telegrafo e anche meglio perché legava gli spiriti con un filo invisibile. E i cristiani dicevano che l'esperanto avrebbe accelerato l'avvento del regno celeste sulla Terra e gli anticlericali e gli anarchici dicevano che l'esperanto era espressione di una presa di coscienza sociale e un primo passo verso la rivoluzione mondiale. E nel 1937 il governo sovietico accusò i propugnatori dell'esperanto di cosmopolitismo e cospirazione contro lo Stato sovietico e 5 500 propugnatori dell'esperanto furono condannati a morte o ai lavori forzati nei campi di concentramento. E un linguista sovietico aveva previsto che quando il comunismo avesse trionfato nel mondo intero la società nuova avrebbe fatto a meno delle lingue perché la simbiosi dei lavoratori sarebbe stata tanto profonda che parlare sarebbe diventato inutile e la gente avrebbe dimenticato gradualmente le lingue e avrebbe comunicato grazie al solo potere del pensiero rivoluzionario." (pag. 111-112)


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