lunedì 19 dicembre 2011

Giorni apocalittici

"Senza di te ho perso un po' d'ilarità Berrò di più per annegare la città." (Gazebo Penguins)


Fra meno di una settimana celebrano il Natale e poi in rapida sequenza il resto delle feste. Non festeggiandole farei volentieri a meno di pranzi e cene, scambi di auguri e regali e mi toccherà, forse, un solo pranzo e nemmeno troppo lungo, anzi. Diciamo solo che negli ultimi anni, per tutta una serie di questioni che adesso non sto a raccontarvi, sono riuscito comunque a proteggermi da questi giorni che per moltissime persone sono la parte centrale e più emozionante dell'anno. Ognuno è liberissimo di fare quello e come vuole ma così come tutti gli altri vogliono festeggiare, vedere i parenti, etc etc, vorrei anche io essere libero di occupare questi giorni come meglio credo, ovvero non partecipare ai festeggiamenti. Pure da bambino vedevo tutti gli altri miei compagni che già a novembre cominciavano a parlare di Natale e fantastici regali e non mi sentivo per niente coinvolto dalla loro euforia e la notte di Natale non dormivo esattamente come non dormivo gli altri giorni. Adesso qualcuno penserà che voglio fare per forza il bastian contrario, che è tutta una questione di depressione o di posa ma vi prego di credermi, a Natale & Co. gradirei vivere come gli altri giorni. E' che faccio già fatica a vivere normalmente, è che mi fanno schifo le cene, i pranzi e quelli allargati sono ancora peggio, le feste in generale, l'ultimo dell'anno, i dolci, il cappone, lo zampone, lo shopping (sto peggio in un negozio pieno che bloccato in tangenziale), la confusione, i ritrovi familiari, le illuminazioni, il babbo natale che distribuisce i doni in piazza, le piste di pattinaggio, i cosidetti presepi artistici, le bancarelle stupidissime, i parenti che non vedi mai e che non capisco perché io debba parlargli, lo scambio di regali, i baci e gli abbracci, le tovaglie rosse, è che questi giorni/settimane, pur vivendole da esterno, mi fanno sempre più male e non ci sono armature in grado di proteggermi da questo assalto pestilenziale. Quando gli altri si augurano che arrivino questi giorni, io mi auguro che passino il prima possibile.

...e intanto che mi dedico alle pagine nuove e ai libri che ricevo, rileggo spesso le stesse cose come il libro dell'immagine, in attesa che si affacci all'orizzonte qualcosa che mi interessi veramente, oppure, come sto facendo, mi ributto nella rilettura di tutte le opere di George Saunders o Rick Moody o Steven Millhauser (un autore ingiustamente dimenticata) con una spruzzata di Landolfi  (Cancroregina) e la rilettura de "Il gregario" dell'amico Paolo Mascheri. Se qualcuno di voi si sta chiedendo se ho avuto a che fare con Il re pallido. No. Volutamente no. Aspetto. Lo leggerò quando sarà giunto il momento. Qualcuno di voi sa quanto io sia legato a quell'autore e proprio perchè ci sono legato profondamente lo prenderò in mano solo quando me la sentirò. Nei giorni scorsi mi è stato chiesto di leggerlo e di scriverne qualcosa ma ho rifiutato perché non me la sentivo, perché personalmente vivo la lettura in un altro modo e mi va bene così perchè è così che sono fatto... 



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