giovedì 22 dicembre 2011

Fine d'anno

Nessuno più ormai si ricorda dell'Iraq. In tanti erano impegnati a leggere bavosi i verbali dell'intercettazioni del bordello o le solite e immancabili diatribe su Santoro e poi Fiorello e poi Fazio e poi Saviano, etc, etc. Sui giornali, più per un atto dovuto che per altro, pubblicano qualche articolo adesso che più o meno se ne sono andati i soldati statunitensi ma intanto laggiù succede questo e nelle settimane, mesi, anni scorsi lo stilicidio di morti e attentati è andato avanti come al solito.

Il mio è' solo un breve sfogo causato anche da un veloce scambio via mail con mia cugina suora che vive da anni a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo. Se è difficile trovare notizie che trattino di quanto sta accadendo laggiù ma anche in altri luoghi del mondo ci si può invece sbizzarrire col cenone, col nuovo tipo di Panda, con le cassanate, con Vecchioni/Jovanotti/Vasco/Ligabue/Fiorello/Baricco/Mentana/Dandini & Co., con le diete, col cinepanettone o con il solito film italiano d'autore da promuovere per non far chiudere i rubinetti degli aiuti di stato, per non dire dei servizi a profusione sul campionato di calcio stando però ben attenti a parlarne in punta di piedi se scoppiano scandali (da appassionato di ciclismo i due pesi e le due misure sono evidenti) oppure ci si può dilettare con le sue rituali gazzarre televisive coi politici e il consueto stuolo di lacchè che li circondano o coi comici zeligghini o di sinistra salottiera che hanno smesso da anni di far ridere. Certe volte ho come l'impressione che tutti questi "nuovi" mezzi d'informazione o di comunicazione piuttosto che aprirci gli occhi sul mondo e incuriosirci ce li abbiano coperti ancora di più di una patina che sembra cemento spolverato di divertimento e che alla fine quelli che s'informano siano sempre e solo una ristretta elite molto spesso con la puzza sotto il naso (e mi ci metto anche io fra gli snob pedanti e rompicoglioni)...e ci penso, ci penso spesso a queste cose anche quando ascolto le parole di mia sorella che da quasi dieci anni trascorre dei mesi in Egitto e mi parla della differenza fra i ragazzi de Il Cairo e quelli di Luxor...e mi offrono più spunti di riflessione i suoi racconti di gente comune piuttosto che mille servizi e mille articoli, come il fatto che molti ragazzi egiziani non vogliono più parlare l'arabo ma l'inglese...

Lasciamo stare perché altrimenti... 

4 commenti:

  1. Articolo breve quello linkato, che mostra quanto non sia servito a nulla l'intervento armato, anzi, la guerra degli States e ascari assortiti. Hanno lasciato l'instabilità, perchè è impossibile portare stabilità e democrazia con le armi e perchè la loro strategia è un mondo insicuro e instabile dove poter così intervenire ogni tanto, scaricando bombe, rifiuti, violenze. Sul resto, che dire? O uno ha in mente un'idea alternativa di società, oppure e meglio niente.

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  2. Hai ragione Ally o uno ha in mente un'idea alternativa oppure...L'insofferenza è tanta perchè di persona ho potuto parlare e ascoltare persone che sapevano nomi e cognomi di tutte le ragazze ad arcore, i compensi, etc, e alla fine questa vicenda portava a galla il solito animo umano che quando legge di queste cose si eccita...dei pettegoli di prima categoria al di là di qualsiasi naturale disprezzo che provo anche io per il circo dei miracoli di arcore. E me le ricordo delle puntate di trasmissioni di Santoro & Co. che sembravano delle Novelle 2000 o Chi di sinistra.

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