lunedì 5 dicembre 2011

Dicembre

Ci sono due scene in Super8 (film non completamente riuscito) che mi hanno commosso e che avrei voluto strappare dalla pellicola e proiettarmele sulla parete del soggiorno. Ce n'è una poi che mi ha ricordato Bright Eyes che rifà Elliott Smith. Piccole cose di malinconia. E ieri prima di ripartire sono stato sulla tomba della persona che più di 10 anni fa mi prese per mano e mi restituì un briciolo di speranza nella vita. Alla mia destra una madre piangeva il figlio morto ormai da due anni e che aveva un anno in più di me. Seduta sulla lastra di granito cercava senza successo di staccare con le dita il ghiaccio dalla foto del figlio. Io guardavo F. negli occhi e a cinque metri da me questa donna piangeva in silenzio e grattava, grattava senza sosta. Me ne sono andato non appena sono arrivate le avanguardie dei parrocchiani usciti da messa. Uscendo ho trovato una persona che si era fatta trenta chilometri per salutare la stessa persona che avevo salutato io. Ci siamo abbracciati e lei mi ha passato una mano sul volto. Abbiamo capelli tagliati in altro modo o li stiamo perdendo, abbiamo i volti segnati dalle rughe, abbiamo macchine diverse e viviamo da un'altra parte. Non ci siamo detti nulla, ma proprio nulla, nemmeno ciao o arrivederci o addio. Mi ha lasciato un bacio sulla fronte ed è entrata nel cimitero. Prima di andarmene ho spiato nella sua macchina e sul sedile posteriore dormicchiava il cucciolo di un pastore tedesco e ho sorriso perchè in uno dei miei primi giorni mi disse che appena avesse avuto una casa tutta sua si sarebbe comprata un cane, meglio se fosse stato un pastore tedesco. Ogni tanto succede qualcosa di bello, forse di piccolo, ma significativo.

Una canzone qui.

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