martedì 27 dicembre 2011

Autostrade notturne

La notte di Natale con i camionisti fermi nei parcheggi degli autogrill che festeggiano come possono e chiamano a casa in tutte le lingue del mondo le fidanzate, le mogli, i figli, i genitori, le amanti e le loro voci rotte dalla commozione e dalla lontananza non possono che commuovere. Uno di questi, sarà stato sulla quarantina, sedeva su una panchina e mangiava una fetta di panettone con in testa il cappello di Babbo Natale e il cellulare sulle ginocchia. Quanto gli mancava per arrivare a casa? E forse era uno di quelli che doveva ancora scaricare o caricare la merce? E c'era qualcuno ad aspettarlo a casa? Ricordo che sei o sette anni fa un camionista arrivò in Cooperativa nel primo pomeriggio del 24 per caricare tutti gli espositori che avevano appena finito di montare. Avrebbe dovuto essere già in viaggio dalla notte prima ma per tutta una serie di problemi era rimasto bloccato in Italia. Quel giorno festeggiavamo l'inizio delle vacanze e mentre gli caricavamo il camion andò a sedersi con gli altri per mangiare e bere qualcosa in compagnia e come si commosse quando uno dei disabili si fece scattare una foto abbracciato a lui e poi nella cabina del suo camion. Prima che se ne andasse gli regalammo un paio di panettoni e dei biscotti da portare alla sua famiglia e la maglietta ricordo con il simbolo della Cooperativa. Ricorderò per sempre il suo volto segnato dalla fatica e bagnato dalle lacrime. Ancora oggi la sua foto è appesa al muro dei ricordi e tutte le volte che ci torno e la guardo devo proprio sforzarmi per non commuovermi.

2 commenti:

  1. Bel post.
    Etabeta400

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  2. Mi auguro che tu stia passando delle buone feste amico del nordest.

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