sabato 23 settembre 2017

Storia del West, Brasillach, Moby Dick/L'Isola del Tesoro, Chabon/Whitehead, Giuseppe Cruciani



Ho amato alla follia e la amo ancora oggi  la "Storia del West" che conobbi da bambino in una stanza d'ospedale. Ne conservo ancora tutti i numeri e mai me ne separerò. Se vi interessa fra pochi giorni esce per Bonelli un libro che ne ripercorre la storia.

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Ho riletto per l'ennesima volta in questi giorni durante le pause, al bagno, sull'autobus "L'Isola del Tesoro" e come al solito ne sono stato rapito. Moby Dick e il romanzo di Stevenson sono i pilastri della mia infanzia/adolescenza e tutti e due mi hanno fatto innamorare per la prima volta di personaggi "negativi": Achab e Long John Silver. O meglio, mi hanno insegnato a guardarmi allo specchio e a riconoscermi/ci. A scoprire quanto di doloroso e oscuro ci fosse dentro di me. Funzionarono e Moby Dick lo rileggo spesso ancora oggi come dei catalizzatori del mio cuore. Come delle medicine curative e insieme come un abbraccio che mi ha fatto e mi fa sentire meno solo.

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Due romanzi che aspettavo da tanto tempo e che stanno per arrivare:


-qui-


-qui e di Chabon non smettero' mai di suggerire lo straordinario "Il sindacato dei poliziotti yiddish":

  
e di cui avevo scritto qui.

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Di Cruciani penso tutto il bene e tutto il male possibile. In realtà gli voglio bene perché ci ritrovo molto di me. Leggero' questo libro che mi viene regalato da una cugina supervegana ma che si scoperebbe Cruciani anche in mezzo alla strada.

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Alla politica preferisco i campionati del mondo di ciclismo di Bergen.

giovedì 21 settembre 2017

Lawrence Osborne


Sotto il temporale i neon erano traslucidi, infantili. Oltrepassarono il Sorya Mall, uno spazio aperto pieno di bar e divani, e alla fine arrivarono nella Strada 136 e davanti all'internet café, dove il guidatore lo depositò. Bagnato fradicio, si precipitò dentro e al prezzo di mezzo dollaro si sedette a un terminale dietro la vetrina.
Aveva pensato di controllare l'email, ma adesso non ne era più tanto sicuro. Entrando nel suo account avrebbe rivelato agli eventuali interessati dove si trovava. Non sapeva chi poteva averlo cercato fino a quel momento, ma alla lunga la sua ragazza a intermittenza, Yula, si sarebbe preoccupata, e magari anche i suoi genitori; incredibile, ma non aveva pensato a loro. Poteva essere decisivo aprire Gmail. Decisivo, cioè, in prospettiva. Ecco perché temporeggiò prima di farlo.
La mano esitava sulla tastiera; via via si rilassò e la ritrasse. Doveva pensarci bene, non era più sicuro di voler tornare. Si preoccupava solo di sua madre, anche se c'erano altre cose di cui tener conto, mille faccende lasciate in sospeso dentro un'accozzaglia di responsabilità. 
Per questo rifletteva spesso su quanto lui fosse poco inglese, dato che andar via non si stava dimostrando difficile come aveva creduto. Anzi. Si rivelava facile e innocuo, almeno per lui. E se il perché andava chiarendosi ai suoi occhi, forse pian piano sarebbe parso chiaro anche a tutti quelli che aveva intorno. Non era vera e lo sapeva, ma sperava che di lì a poco andasse proprio così. Se fosse uscito dalla porta senza tornare, alla fine gli altri avrebbero capito. Non aveva senso dare spiegazioni a un coro di gente risentita. Se non erano in grado di capire, non avrebbero capito comunque. Di solito la gente apprezzava il posto dov'era nata e cresciuta. Mugugnava, sì, ma lo amava; non poteva vivere senza. Lui non era affatto così e adesso gli era chiaro. Non c'era niente del suo paese o della sua vita laggiù che amasse o che avrebbe difeso fino alla morte. Non gli piaceva niente di quel modo di vivere. Era ristretto, triviale, e la polizia osservava tutto quello che facevi e che pensavi. Era un modo di vivere che si autogiustificava come il vertice della libertà, ma una volta succhiata via la libertà non aveva ideato un'altra ragione per esistere. Non c'era nemmeno il sesso, nemmeno il sole. Però c'era l'assistenza sanitaria, tanto che se vivere costava un botto, almeno si moriva gratis. Una società fondata sulla morte gratuita.” (pp. 70-72).

È  un romanzo che mi ha fatto sognare e gelare il sangue insieme e che mi ha messo voglia di bruciare tutti i miei documenti e andarmene. 
Lo amerete se vi piacciono le atmosfere di “Un americano tranquillo”, le tenebre conradiane, se siete affascinati da un Oriente (Cambogia/Vietnam/Thailandia) che vi resta attaccato alla pelle e che non ha nulla a che fare col sushi preconfezionato, se vi piace girare in barca sui fiumi e per laghi, se vi trovate a vostro agio negli alberghi/residence improbabili e fuori mano, se quando incontrate una donna orientale ne subite il fascino appena vi guarda, se pensate che catastrofe e essere umano vanno splendidamente a braccetto, se pensate che i crimini di Pol-Pot siano stati qualcosa di davvero disgustoso, se pensate che ci sia un destino ad attendervi e che i soldi spesso siano stregati, se credete ai fantasmi come qualcosa di fisico e non di immaginario, se credete nella vendetta e che bisognerebbe portarla a compimento, se vi piacciono gli alcolici e le droghe e vi piace abusarne, se vi piacciono quelle storie che non conducono a nulla ma che non potete fare a meno di seguire, se vi piacciono i confini ma vi piace anche oltrepassarli, se vi piace girovagare fra i templi abbandonati, se pensate che prima o poi bisognerebbe abbandonare tutto e rifarsi una vita altrove con un nuovo nome e solo il presente.

mercoledì 20 settembre 2017

Boxe, Be Forest, Swans, Milano, il mio paese, Adriano Tilgher, Space Oddity

Amo la boxe e saluto con riconoscenza Jack LaMotta, uno dei grandi di una boxe che non tornerà mai più:


Per non rimanere ancorati a Scorsese a me piace consigliare sempre in tema di boxe:




-perché è lancinante-


-anche se non c'entra con la boxe ma trasmette tutto quanto rende la boxe una traversata melvilliana-


-perché la boxe è tutto-
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Due dischi rimessi in ascolto:


.un capolavoro.

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Milano e il mio paese mi fanno sempre più schifo.
Caro Kim spara il tuo missile nel centro del paese da dove provengo.
Radilo al suolo.
Fregatene di Guam.
Fammi questo regalo.
Poi ti regalo tutti i giochi della playstation che vuoi.
Anche quelli ambientati in Svizzera.
Quelli che sai tu.

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martedì 19 settembre 2017

Un bambino



C'è un bambino del mio palazzo che tutti i giorni viene rimproverato da sua madre quando rientra in casa da scuola o dalle sue scorribande.
È un bambino dal volto cupo ma dal sorriso sconvolgente.
Facile capire che ai compiti preferisce giocare coi suoi amici, sfrecciare per le strade del quartiere in monopattino e bicicletta, darsi da fare con la playstation.
Oggi, verso le 18, sua madre gli ripeteva che se non studia e viene bocciato poi da grande se ne accorgerà.
E lui, mentre sfogliavo la posta e cercavo le chiavi di casa, mi ha guardato e ha chiesto conferma.
Io gli ho soltanto sorriso e lui mi ha strizzato l'occhio compiaciuto e strafottente.
La madre mi avrebbe quasi ucciso.
Come si fa a dire a un bambino di 10 anni che dovrebbe pensare al lavoro quando ha una bicicletta con cui esplorare il suo piccolo grande mondo?
È anche per questo che non sarò mai un padre.
Ed è anche per questo che non ho mai sopportato la scuola e le sue aule del cazzo.
Il futuro che mi veniva prospettato da maestre, insegnanti, genitori, parenti mi era del tutto indifferente e insopportabile.
Mia sorella dice che oggi sto raccogliendo i frutti marci del mio modo di vivere.
Sarebbe interessante sapere quali sono quelli che ha raccolto lei visto la gente di merda che frequenta da anni.


lunedì 18 settembre 2017

Buio, It, Lawrence Osborne, Estremo Oriente, Samurai, Berto Ricci, Nocturama, il freddo




Sono stati giorni di lavoro durissimo mentre leggevo questo affascinante e torbido romanzo di Lawrence Osborne (ho gradito parecchio che l'autore abbia citato Malcolm Lowry) su cui conto di scrivere meglio nei prossimi giorni. E mentre lavoravo, cercavo di risolvere problemi, mi spaccavo le mani, la schiena, la testa, lo stomaco ripensavo a questo romanzo e a Hang e a Ooy. In giorni come questi,  dai ritmi impossibili e che si protrarranno senza tregua (salvo i riposi) fino all'estate prossima, ho sentito la mancanza dei loro sorrisi, della loro furbizia, dei loro fantasmi, dei loro corpi, dei loro abbracci, delle loro ricette, del loro essere altro. 
Peccato che se ne siano andate.
Di questo autore ho puntato anche quest'altro libro:


Per l'Estremo Oriente nutro un'attrazione fortissima.
Mio zio che ha lavorato per decenni fra Giappone e Italia mi dice che mi ci troverei bene.
Chiacchiere.
Me l'ha detto pero' anche un mio collega che ci è rimasto sei mesi per migliorare il giapponese e le arti marziali.
Poi capire che cosa sia l'Estremo Oriente è un'operazione interessante ma altrettanto vana e stucchevole.
Mi guardo intorno con nelle cuffie questa canzone e penso che nell'ultimo mese ho parlato a voce solo con la mia compagna, i miei colleghi, qualche commessa, sconosciuti per pochi minuti, mio padre e mia sorella.
Ma sto su internet e parlo principalmente solo a me stesso.

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Due uscite molto interessanti per Idrovolante Edizioni:


-qui-



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E purtroppo è arrivato il freddo.
7 gradi stamattina.
Pochi anche adesso.
Aumenta la mia stanchezza.
Mi toglie ogni forza per uscire di casa anche solo per spedire tre lettere.
Ancora peggio per andare al lavoro.
Arriva It fra poco.
Non m'interessa se sarà una boiata ma in questo momento ho bisogno di It.
Mi serve per sopravvivere.

sabato 16 settembre 2017

Meglio Belen, patentino per politici, Han Kang, Tv, Chelsea Wolfe

Forse a Bianconi bisognerebbe spiegare che cos'è veramente Gucci, come sfrutta i suoi lavoratori, come si lavora nei centri di logistica.
Ma tanto non servirebbe a nulla.
Niente di nuovo sul fronte money, ascoltiamo le loro canzoni come semplici canzoni pop e lasciamo stare.
Continuerebbe a concionare di liberismo, di deriva nichilista di questo mondo, parlerebbe di spiritualità camuffato da artista maledetto.
Che noia questa gente, ne ho pieni i coglioni.
Il tanto citato Piero Ciampi gli avrebbe sputato addosso, per non parlare di uno come Buk o di uno come Céline che ai soldi era attaccato col cemento ma che era veramente controcorrente e che ha vissuto le sue scelte, condivisibili o no, sulla propria carne.
Ai presunti cantori dei nostri tempi preferisco di gran lunga Belen, Nicole Minetti e tutto il resto della combriccola che non si fanno troppi problemi a fare quel che fanno.
Hanno più dignità e sincerità queste donne (sostanzialmente accusate di essere delle troie) nel ricercare visibilità, fama e tanti soldi che tutti i presunti artisti controsistema, di nicchia, alternativi a sto cazzo che si atteggiano da santi.



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Il candidato a premier impronunciabile dei 5 stelle è la perfetta incarnazione del patentino per politici.
A furia di ripulire e ripulire, di gogne e vaffanculo sulla Terra è sbarcato il capo dei Visitors.
Ci sarebbe quasi da ridere se solo non sapessi che molti italiani, in nome di una presunta rivoluzione, daranno fiducia a gentaglia del genere.
Davvero, c'è quasi da rimpiangere uno come Craxi. 
O soprattutto andare in montagna, al lago, al mare, partire e andarsene.

(...e che orrore vedere le idee/suggestioni di Alan Moore traviate da queste...)

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giovedì 14 settembre 2017

Gustav Meyrink e Giovanni Damiano


Gustav Meyrink è un autore tutto da leggere e rileggere. Per le Edizioni di Ar è appena uscito "Il Cardinale Napellus e altri racconti" e la copertina è davvero bella:

"Nel suo personale cammino lungo la “via del risveglio", Gustav Meyrink meditò a lungo su occultismo, esoterismo e magia, riversando le sue visioni, oltre che nei romanzi sapienziali "La notte di Valpurga", "Il viso verde", "Il Domenicano bianco", "L'Angelo alla finestra d'Occidente", anche in numerosi racconti brevi. 
Fra questi, "Il Cardinale Napellus", che dà il nome alla presente antologia, è di sicuro uno dei più significativi e suggestivi. 

Fulcro della narrazione è l'Aconitum napellus, una pianta velenosa dal caratteristico fiore di colore blu: qui è il simbolo dei Fratelli Azzurri, un ordine monastico in cui ciascun membro irrora con il proprio sangue una piantina di napello - che cresce succhiando essenza di vita e crescendo avvelena.
La raccolta comprende alcuni articoli, scelti fra i molti in cui l'Autore descrisse i propri esercizi nei vari campi dell'occulto - esercizi, egli precisa, che vanno intesi come compiti di una vita, non come esperimenti superficiali. 

In "Fachiri" e "I sentieri dei fachiri", la disciplina dello Yoga è presentata come via per raggiungere la sapienza suprema.
In "Hashish e chiaroveggenza" viene negata la possibilità di pervenire alla conoscenza con l'ausilio di allucinogeni.
Ne "La mia visione più strana", è narrata la misteriosa vicenda del racconto "Das Grillenspiel", composto da Meyrink nel 1915.
Ne "Il diagramma magico" vengono esposti i poteri magici dello Yantra tibetano. 
In "Yoga tantrico", infine, si afferma come alcuni Yoghi, avendo conosciuto una sorta di "rinascita nello spirito", abbiano la potenza di suscitare le forze magiche che concorreranno al cambiamento del mondo esteriore. 

Pagine 90 - 12 euro
info@libreriaar.com"

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Anche questo libro di Giovanni Damiano pare molto interessante.