giovedì 25 maggio 2017

25 maggio e mia madre

Se fosse viva mia madre oggi avrebbe compiuto 71 anni.
Ma è morta a 68.
A mia madre piaceva tantissimo, come a me, il caldo.
A quest'ora avrebbe già cominciato a pensare al mare.
Non è mai stata in Grecia ma se fosse stata a Matala (parlo di Matala perché conoscendola è il tipico paesino turistico che le sarebbe piaciuto) o a Rodi non so se le sarebbe venuta voglia di tornare a vivere in Brianza.
A mia madre piacevano Sentieri Selvaggi e la ferocia.
Mia madre mi ha fatto soffrire per tutto l'amore che si portava dietro.
Quando all'ospedale le hanno detto che aveva un tumore, l'oncologo mi ha confidata che era almeno un anno che mia madre era malata. Moribonda. E che mia madre lo metteva in soggezione.
Mia madre ha sempre avuto un grande ascendente sui maschi.
Dopo un'ora che stavano in sua compagnia, mia madre avrebbe potuto disporre di loro come voleva.
Mia sorella si vergogna di avere il suo stesso potere.
Mio padre cerca di esercitarlo con le donne tutti i giorni e non fa che imbarazzarmi.


Ho ascoltato tantissimo questo album durante la malattia di mia madre.
Alcuni dottori e infermiere di fronte al mio aspetto si sono spesso chiesti se fossi un tossico.
Ci andavano vicini.
Oggi al cimitero ho incontrato uno stronzo del cazzo che vive nello stesso palazzo di mia zia.
Volevo stare solo coi miei pensieri e invece questo stronzo che mi fa schifo da quando son nato non ha mai smesso di parlare, della sua povera moglie, del suo cane che piscia ovunque, dei suoi figli, della donna che gli pulisce casa.
Me ne sono dovuto andare per non mettermi a litigare.
Risalito in macchina mio padre mi dice "Sono contento che non ci hai litigato".
Ecco, mia madre ne sarebbe stata poco fiera.
Mia madre se lo sarebbe mangiato quello stronzo.
Poi sarebbe tornata a casa.
Non avrebbe mangiato nulla.
Sarebbe stata intrattabile.
Ma se lo sarebbe mangiato.
Sempre.
E ci avrebbe anche lasciato le penne.
Ecco, anche io stasera sono intrattabile.
Fuori ci sono degli stronzi che da due ore grigliano e grigliano e mi appestano casa con la merda che vogliono mangiare.

La verità mamma è che l'estate, da quando sei morta, ha perso tanti gradi di fascino.
Mi manca quando mi chiedevi "Hai fatto il bagno? Hai nuotato?".
Adesso che sei morta il lago sembra ancora piu' freddo a maggio e io a maggio un tuffo nel lago l'ho fatto tante volte da ragazzine.
Davanti al mare ci metto molto prima di tuffarmi.

Mi vergogno di me stesso se penso che sei stata tu a morire prima di me.
C'erano viaggi che t'aspettavano.
Ho pregato fino alla fine che accadesse un miracolo.





martedì 23 maggio 2017

Manchester, Ariana Grande, Jonathan Lethem, Priestess

Non sapevo chi fosse Ariana Grande.
Ma oggi ho incontrato una ragazzina delle medie che vive nel mio palazzo che piangeva, distrutta, in cortile. Una sua fan. Una probabile coetanea dei feriti e dei morti di Manchester. Mi ha spezzato il cuore. 

Si', vivo di prossimità.
E mi sento vicinissimo a Saffie e Georgina e a tutte le altre vittime di questa vigliaccata e ai loro cari che in queste ore si vedono la vita distrutta.
E non me ne faccio un problema a esprimerlo.

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Mica me lo dimentico.

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Oggi avevo giorno libero e non ho fatto altro che leggere tutto il romanzo di Jonathan Lethem e poi guardare il Giro d'Italia. 

E parlare di quanto accaduto a Manchester.

"Anatomia di un giocatore d'azzardo" (La nave di Teseo, traduzione di Andrea Silvestri) entra a far parte del gruppo dei romanzi piu' tristi e lancinanti che ho letto nella mia vita. 
Ne sono uscito dilaniato.
Me lo portero' dietro per un sacco di tempo.

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E intanto sto perdendo il mio posto di lavoro.
E perdere il mio posto di lavoro significa perdere il permesso.
Siamo in vena di ragazze.
Diamoci dentro con Priestess.
Chiudiamo gli occhi, non dimentichiamo.

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Sarà un'estate durissima e feroce.

lunedì 22 maggio 2017

Giocare a nascondino

Da bambino adoravo giocare a nascondino in cortile con tutti gli altri banditi e bandite dei palazzi.
E in questi giorni, che sto per compiere 38 anni, sono i bambini croati che giocano a nascondino e "ce l'hai" a farmi sorridere.
Il figlio della portinaia mentre rientravo mi ha pregato con gli occhi di non svelare il suo nascondiglio.
Ma nascosta nella mia ombra sorrideva una predatrice di 8 anni. 
Come al solito le bambine sono le piu' agguerrite.
Quando in cortile venivo beccato dalle bambine sui loro volti c'era sempre dipinta la ferocia della guerra.





Due righe su "Elegia americana" di J.D.Vance


Non lo so se "Elegia americana" di J. D. Vance (Rizzoli, 2016, traduzione di Roberto Merlini) sia veramente un libro che permetta di comprendere le ragioni della vittoria di Donald Trump e soprattutto di comprendere chi siano gli hillbilly, la white trash, questi uomini e donne appalachiani che vivono in una della zone, o forse nella zona, piu' povere e depresse degli Stati Uniti dove imperano la disoccupazione, la droga, l'alcolismo, la mancanze di prospettive.

Non lo so davvero ma questo libro ha tre pregi:

1) ricordarci che gli Stati Uniti sono una realtà molto complessa e gigantesca che vive anche oltre le metropoli scintillanti, le meravigliose coste che non ho mai visto dal vivo, il surf, i parchi naturali, i ghetti neri, la musica, la letteratura, Hollywood e l'off Hollywood, eccetera, eccetera...
2) Vance racconta la sua durissima vita (una madre tossicodipendente, povertà, padri assenti, ambiente violento) e quella dei suoi cari senza troppi piagnistei (in generale non aspettatevi un progressista o un liberal e bisogna anche ingoiare alcune riflessioni sulle guerre americane e religione che non sono cosi' semplici da accettare), senza vittimismo, tirando bordate tremende (ma sempre con amore) a chi vive/sopravvive di un assistenzialismo sfrenato, a chi non si fa mai carico delle proprie responsabilità e colpe e scarica sempre sugli altri le cause delle proprie difficoltà...ma lo fa sempre riconoscendo di aver goduto, a differenza di molti altri suoi coetanei, quantomeno del privilegio di vivere con una nonna straordinaria capace di offrirgli quell'amore e quell'esempio di una vita alternativa senza cui sarebbe finito pure lui alla deriva.
3) ed è scritto benissimo e sembra un vero e proprio romanzo.

sabato 20 maggio 2017

Lethem, festival, un gruppo che ascolto sempre



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Non mi piacciono i Saloni del Libro, i Book Pride, i Festival della Letteratura, le presentazioni di libri e tutti i vari escamotage artistici/musicali/letterari che sono tanto in voga. 
Mi disgustano e mi annoiano. 
(fra qualche giorno nel cinema dove lavoro ci saranno tre film legati a un film e l'ambiente che si riproduce è come quello dei virus del vaiolo)
Ci sono già i libri. 
Salvo eccezioni fraterne (negli ultimi anni, sono ridotte a 0) preferisco pulire la macchina dei pop-corn che mettere piede in questi luoghi o partecipare a eventi del genere.
Raccogliere la merda dei cani.
Svuotare cestini.
Stare a parlare coi clienti e i colleghi.
Pulire cessi, merda, vomito, sangue mestruale.
Farmi insultare.
E le mansioni che ho elencato sono parte del lavoro che svolgo quotidianamente.

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Quantomeno l'alcool accorcia le giornate.

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E ai concerti ho smesso di andarci secoli fa.
Ma un loro concerto vorrei viverlo.

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Quest'estate sarà un'estate molto dura.